Guida alle ZES dell’area iblea e a come fruire del credito d’imposta, pubblicazione della CNA

Una piccola guida ad una grande opportunità. E’ il titolo che il Centro studi della Cna territoriale di Ragusa ha dato alla pubblicazione del maggio 2021 che punta i riflettori sulle Zone economiche speciali presenti in provincia di Ragusa, fornendo indicazioni specifiche sulle modalità che le imprese possono attivare per fruire del credito d’imposta per gli investimenti da realizzare, all’interno delle zone in questione, entro il 31 dicembre 2022.
Nella pubblicazione, inoltre, sono illustrate dettagliatamente le caratteristiche delle zone in questione che hanno i numeri per potere rientrare nella misura: si tratta del porto di Pozzallo e della sua zona retroportuale, dell’aeroporto di Comiso, della zona artigianale di Ragusa, dell’area del mercato ortofrutticolo di Vittoria e dell’area artigianale sempre a Vittoria.
La Cna ha avuto un ruolo attivo nel riconoscimento delle Zes, sollecitando le varie istituzioni affinché il territorio e le sue infrastrutture più importanti non venissero ulteriormente marginalizzate.
Particolarmente importante è stato il ruolo dell’associazione a Vittoria dove, “tra meri errori materiali” e dimenticanze varie da parte degli uffici regionali, le due aree individuate nell’ambito ipparino rischiavano di non ottenere il riconoscimento.
“L’obiettivo di questo studio – chiarisce il responsabile del Centro studi, Giorgio Stracquadanio – è quello di realizzare una sorta di piccola guida operativa che possa essere d’aiuto alle attività interessate all’accesso a queste agevolazioni”.
I contributi sono rivolti alle imprese che operano nei settori d‘attività comprendenti alcune attività estrattive, le attività manifatturiere con alcune rilevanti eccezioni (petrolchimica, siderurgia, ecc.), le attività dei servizi attinenti a logistica, informatica, ricerca e sviluppo.
“È chiaro – chiarisce Stracquadanio – come la principale finalità delle Zes sia quella di attrarre investimenti, in particolar modo nell’ambito dell’economia portuale e nei settori come la logistica, i trasporti e il commercio, ma anche quella di accompagnare il mutamento degli insediamenti produttivi in chiave ambientale ed eco-sostenibile attraverso una drastica semplificazione amministrativa e tramite il loro accesso a forti sgravi fiscali”.

 

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