Hotspot di Pozzallo: situazione al limite, ma ci sono solo parole senza richieste nette

Situazione incresciosa, al limite anche della sicurezza per le Forze dell’Ordine e per i cittadini, non solo di Pozzallo ma dell’intero territorio.
È di tutta evidenza che senza misure drastiche, a livello nazionale, per il contenimento del fenomeno migratorio tutto rivolto verso la Sicilia, senza adeguate misure di sicurezza e senza personale delle Forze dell’Ordine in numero proporzionato alle esigenze, la situazione è destinata ad aggravarsi.
Gente come il primo cittadino di Pozzallo vanta l’accoglienza della sua città, invece di protestare energicamente per opporsi al fenomeno.
Ci sono, poi interventi, sull’accaduto che sono solo sfoggio di parole senza precise richieste per far sì che il fenomeno non sia sempre destinato a gravare sul nostro territorio.

E’ il caso della nota del coordinatore di Italexitdella provincia di Ragusa, Emanuele Cavallo che, addirittura esordisce chiedendo conferma di quanto accaduto all’hotspot di Pozzallo, dove i migranti hanno dimostrato, ampiamente di non gradire l’accoglienza di cui tanti si fanno paladini

Questa la nota di Italexit:
“Se quanto accadesse questo pomeriggio presso l’hotspot di Pozzallo venisse confermato, sarebbe l’ennesima conferma del totale fallimento del sistema accoglienza che il nostro paese pratica oramai da diversi anni.
Apprendiamo, ma aspettiamo conferma, che gli extracomunitari ospitati all’interno della struttura avrebbero appiccato le fiamme mettendo in gravissimo pericolo il personale di vigilanza, loro stessi e la struttura.
Ma altrettanto grave, come si evince dalle immagini di alcuni video che girano in rete, è la fuga, scene da films, degli extracomunitari che si sono immediatamente dileguati verso l’entroterra, generando un dubbio sulle loro vere intenzioni. ossia che avrebbero potuto appiccare il fuoco per creare caos e poi fuggire.
Dubbio rafforzato anche dal fatto che gli spazi per mettersi al sicuro dalle fiamme senza allontanarsi dalla struttura non mancano. Il tutto, sotto la presenza impotente delle forze dell’ordine e dei militari, che non finiamo mai di ringraziare per quanto fanno.
in questi giorni si sono registrate fughe di extracomunitari da diversi centri di accoglienza, in particolare in quelli dell’agrigentino, a dimostrazione che non si è in grado di gestire l’accoglienza garantendo un’adeguata sicurezza dei siti.
Al di là della evidente difficoltà nella gestione delle strutture, nei giorni in cui si sta per chiedere un’ulteriore limitazione alla mobilità agli italiani per via dell’emergenza sanitaria, non è possibile consentire la fuga e la libera circolazione a chi è entrato illegalmente nel nostro paese.
Non si tratta più di razzismo, ma di gestione del fenomeno immigrazione che, come è noto, necessita di interventi sovranazionali che ad oggi i nostri governi non sono stati in grado di imporre.
L’accaduto è sicuramente fonte di preoccupazione per la cittadinanza, ma soprattutto, in caso si dovesse accertare che l’incendio sarebbe stato lo strumento per organizzare la fuga, potrebbe innescare pericolose tensioni sociali, motivo per cui chiediamo alle istituzioni preposte alla gestione degli hotspot, dal Prefetto di Ragusa al sindaco di Pozzallo e a quelli dei comuni limitrofi, di fare fronte comune nell’affrontare il problema della gestione e della sicurezza della struttura.

Anche Confcommercio chiede politiche specifiche adeguate al momento storico:
“Reputiamo di una gravità eccezionale quanto accaduto ieri all’hotspot di Pozzallo. In un momento simile, la rivolta dei migranti rischia di scatenare una vera e propria bomba a orologeria sul piano prima di tutto sanitario alla luce dell’emergenza Covid-19”.
E’ quanto afferma il presidente sezionale Confcommercio Pozzallo, Giuseppe Cassisi, facendo riferimento all’episodio verificatosi nel tardo pomeriggio di ieri quando alcuni migranti hanno dato fuoco ai materassi e, approfittando del fatto che le porte della struttura sono state aperte, si sono dati alla fuga, disperdendosi per il territorio circostante.
La maggior parte sono stati rintracciati. Alcuni tra questi migranti erano in quarantena.
“Occorre rivedere i sistemi di sorveglianza – continua Cassisi – non si possono continuare a correre di questi pericoli. Neppure ammissibili possono essere ritenute le condizioni in cui operano le forze dell’ordine, abbandonate a sostenere rischi molto elevati. La problematica della gestione dei migranti risulta essere caricata completamente sulle loro spalle e tutto ciò non può essere. Chiediamo interventi concreti e immediati. L’episodio di ieri a Pozzallo dimostra che non c’è tempo da perdere”.
Interviene anche il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, il quale sostiene che “a Pozzallo la situazione è diventata incandescente. E anche se trascorrono giorni senza che non se ne senta parlare, episodi del genere poi rilanciano in tutta la loro gravità una questione che merita di essere affrontata con gli strumenti adeguati. Occorre una politica dell’immigrazione degna della situazione e di questo particolare momento storico. Con tutti questi rischi non si può andare avanti. Sollecitiamo azioni concrete”.

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