I 5 Stelle del Consiglio comunale di Ragusa riscoprono i temi urbanistici e del centro storico

L’annuncio della fase di avvio della concertazione sulla revisione del piano regolatore e sulla variante al piano particolareggiato, riporta all’attenzione generale il tema urbanistica, volutamente tenuto all’interno delle stanze del potere da questa amministrazione, sulla scia di quanto avvenuto durante i 5 anni grillini.
Che siano, ora, proprio i 5 Stelle a sollevare eccezioni sul mantenimento in coma farmacologico controllato delle questioni urbanistiche, fa un po’ sorridere, ma l’attuale gruppo pentastellato vuol far risaltare, quando conviene, la distanza dalla precedente amministrazione ed esce sull’argomento, sia pure assai tardivamente.
Certo, oggi, le considerazioni sono giustificate dagli eventi, dalle nuove nomine assessoriale, da paventate vicinanze, assimilabili a parentele, di amministratori con gruppi imprenditoriali di vertice nella città, che fanno presagire, a qualcuno, ci permettiamo di dire in maniera alquanto esagerata, scenari da “mani sulla città”.
È chiaro a tutti che il periodo, tanto vituperato, dell’edilizia convenzionata è agli sgoccioli, ora tutto si concentra sulla trasformazione del centro storico, sul quale, già da tempo, si sono concentrati gli interessi maggiori.
Il gruppo 5 Stelle pone le solite banali domande al primo cittadino, non si comprende perché non li pone all’assessore al ramo, segnale di una propaganda che non sempre dimostra effettiva padronanza della materia e preferisce girarci attorno con argomentazioni strumentali, né più né meno di quanto avviene oggi, anche in campo culturale, dove un grillino preferisce porre quesiti al manager culturale e non direttamente all’assessore al ramo.
Porre oggi le domande è tardivo, fra poco si conosceranno le linee guida delle strategie dell’amministrazione Cassì e con esse si dovrebbe avere contezza delle scelte specifiche.
Gli interrogativi sono quelli di sempre e di tutti, cosa si vuole fare con il Piano particolareggiato del centro storico per rendere le abitazioni compatibili con gli standard abitativi più moderni e adeguati?
Che fine ha fatto la riqualificazione della via Roma nel tratto tra corso Italia e la Rotonda?
E il Carmine? E il teatro della Concordia?
A dimostrazione della foga comunicazionale, i grillini ci mettono anche la riqualificazione del foro Boario che con l’urbanistica e il centro storico ha poca attinenza, ma non sempre chi ha scritto, fra i 5 Stelle, ha dimostrato piena lucidità.
Come quando si scrive “Se non si è capaci di pianificare a lunga gittata” che è, invece, l’unica prerogativa del Sindaco Cassì, eccellente nel pensare la Ragusa prossima, quella del futuro.
Ma il popolo si vuole nutrire oggi, vuole vedere i risultati della scelta alle elezioni e non riesce ad apprezzare le molte chiacchere dei diversi collaboratori del primo cittadino e, peggio ancora, gli eccessivi silenzi di altri su questa materia.
Auspicare regole certe in urbanistica denota l’inesperienza dei 5 Stelle, perché non sanno che, nel settore, meno regole stringenti e chiare ci sono, meglio si può pattinare sulla pista dove solo i più esperti riescono a muoversi con scioltezza. Non a caso, è un settore dove i cambiamenti avvengono nel corso di decenni.
Poi le sciocche preoccupazioni sui soliti noti che potrebbero entrare nella gestione degli strumenti urbanistici, ci permettiamo di pensare che sarebbe auspicabile che soliti noti, che ci invidiano e che sono apprezzati anche fuori provincia, fossero protagonisti della rinascita del centro storico, perché la competenza vera e le capacità reali superano di molto le chiacchere, la presunzione e l’ostentata capacità di saper vivere la politica.
Questi soliti noti sarebbero quelli che dovrebbero essere nominati assessori, esperti e collaboratori del Sindaco.
La conclusione dei 5 Stelle chiama in causa, ancora una volta, l’edilizia abitativa in periferia e lo spopolamento del centro storico e si paventa un nuovo sacco edilizio, nel centro storico, ma, come accade spesso nei comunicati delle opposizioni, non ci sembrano essere elementi di piena contezza sulla materia e, soprattutto, mancano elementi propositivi che potrebbero indicare soluzioni valide.

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