I gruppi di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico al Consiglio Comunale di Ragusa chiedono le dimissioni dell’assessore ai lavori Pubblici e all’Urbanistica, Giuffrida

Era nell’aria, il segretario cittadino del Partito Democratico, Calabrese, lo aveva preannunciato in occasione del suo saluto all’assemblea cittadina di Territorio, esaltando l’azione comune che il PD sta conducendo, congiuntamente al Movimento 5 Stelle, al Comune di Ragusa.
Oggi protocollato l’Ordine dei Giorno a firma dei capigruppo consiliari del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, Sergio Firrincieli e Mario Chiavola, per chiedere le dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica della Giunta Cassì.
L’iniziativa scaturisce nell’ambito delle polemiche sulla mancata approvazione della variante al PRG per il Parco Agricolo Urbano, per la quale l’amministrazione, tramite l’Ufficio Stampa del Comune, aveva annunciato invece l’approvazione.
Sulla questione, in verità assai complicata per l’esatta valutazione di quanto stabilito dagli uffici dell’assessorato regionale competente, gravano le ipotesi di un ricorso al TAR del Comune di Ragusa e le prime rivendicazioni dei proprietari delle aree sulle quali sarebbero decaduti i vincoli, a seguito della mancata approvazione della variante.
Come accennato, una iniziativa che era stata avviata dal Partito Democratico, intervenuto sulla questione tramite il segretario cittadino e il responsabile di settore, architetto Cucuzzella, diventata oggetto dell’ennesima azione congiunta dei gruppi consiliari, concretizzatasi con l’ odierno Ordine del Giorno.

Dalla lettura dell’atto che sarà sottoposto al vaglio del civico consesso di Palazzo dell’Aquila, possiamo avere contezza dei contenuti e delle motivazioni della richiesta:

Nel giugno del 2018 si insediava al Comune di Ragusa l’amministrazione del Sindaco Cassì.
Un governo di città frutto e risultato di accordi tra politici quasi tutti di area di centro destra, in molti casi ormai fuori scena da tempo, che nasce e si consolida a campagna elettorale inoltrata.
Occorre fare questa inutile e triste premessa per introdurre l’argomento che intendiamo trattare, il programma elettorale e la sua verifica ad oggi.
Un programma elettorale nato e stilato in poche ore, un libro dei sogni pieno di parole e futuristiche previsioni ma non appoggiato su uno studio serio e concreto dei problemi della città (è stato redatto da qualche bravo pubblicista in poche ore) inconsapevole delle vere barriere che impediscono una sana crescita del territorio ragusano.
Nonostante i contenuti improvvisati, comunque, viene promesso alla popolazione il raggiungimento degli obiettivi di programma. Come è giusto che sia.
Appariva allora, e appare adesso del tutto scontato, che, nell’ambito dei lavori pubblici, dell’urbanistica e delle grandi opere, non fosse sufficiente fare delle declaratorie ma occorresse sostenere le promesse con studi di contenuti e progettualità, infatti, a distanza di tre anni, lo stato di torpore in cui versa la città è evidente e, a parte gli annunci di regolare e ordinaria manutenzione fatta passare per grandi conquiste amministrative, in città non si muove nulla.
Tre anni per dichiarare l’assoluto fallimento in questo settore, cuore pulsante e motore di una sana amministrazione. Ma poiché il nostro sistema prevede precise responsabilità per ognuno degli amministratori che fanno parte della giunta scelta (obtorto collo) dal Sindaco, al quale questa volta non sarà sufficiente chiedere scusa (nuovo tipo di comunicazione istituzionale introdotta da Cassì, chiede scusa e non se ne parla più), questa volta il dito lo puntiamo senza se e senza ma sull’assessore Giuffrida. È lui che deve dare conto del suo lavoro e noi tutti, cittadini ragusani, dobbiamo capire se questa persona può stare ancora lì ad amministrare la cosa pubblica.
E veniamo ai fatti.
Sul Piano Regolatore Generale PRG, strumento baricentrico e fondamentale per lo sviluppo e la pianificazione di un territorio, già scaduto fin dall’insediamento di questa Giunta e di questo assessore, in tre anni si è riusciti a produrre solo uno schema di massima, atto amministrativo atipico che non produce effetti e non previsto dalla normativa, che non pianifica, non vincola e non è dotato di norme sue tecniche di attuazione.
Una gravissima mancanza amministrativa che espone l’intero territorio a potenziali speculazioni edilizie non prevedendo vincoli. La nostra città non può e non deve aspettare e la politica su tutto questo non deve più tacere.
Mancata realizzazione della variante al Parco Agricolo Urbano PAU – su questo tema l’Assessorato territorio e ambiente della Regione, con DDG 45 del 18 marzo 2021, boccia quanto proposto dall’assessore Giuffrida e dal Sindaco, contrariamente a quanto pubblicizzato dal Sindaco che ne vanta l’approvazione.
Nei fatti la Regione sul DDG 45 precisa che il PAU che si estende per circa 110 ettari, proprio per la sua natura prevalentemente agricola, deve essere affrontato in sede del redigendo PRG e che, come detto prima in materia di regole urbanistiche, lo schema di massima del PRG sbandierato dall’assessore come un prestigioso atto approvato, è risultato inutile e insufficiente.
Sempre l’Assessorato territorio e ambiente della Regione, sul DDG 45 dice che, in merito alla coerenza della variante al PAU con le previsioni dello schema di massima che risulta essere sostenuto dall’amministrazione comunale con delibera del Consiglio Comunale 71 dell’11 novembre 2020, dichiara che da verifiche effettuate, risulta che nelle previsioni della variante urbanistica con le sue norme tecniche di attuazione (NTA), non coincidono con le previsioni dello schema di massima, in quanto quest’ultimo non corredato da proprie NTA.
Pe tale considerazione da parte della Regione non risultano condivisibili le controdeduzioni del consiglio comunale alla delibera 73 del 23 novembre 2020 e pertanto non si reputa di poter accogliere la richiesta di revisione della variante.
Se avessimo avuto un PRG approvato e completo, anziché un semplice quanto inutile schema di massima, tutto ciò sarebbe stato evitato e le norme di salvaguardia per evitare eventuali speculazioni edilizie sarebbero state scongiurate.
In parole povere la variante al Parco Agricolo Urbano PAU presentata da Giuffrida e Cassì è stata bocciata.
Le bugie hanno le gambe corte ed ecco spiegato perché l’amministrazione ha mentito pubblicamente e il comunicato apparso il 30 marzo ultimo scorso sul sito del Comune e sulla stampa, prova a coprire l’incapacità amministrativa dell’assessore Giuffrida, mistificando i contenuti di un decreto di difficile lettura a chi non addetto ai lavori.
Gli scriventi avevano più volte evidenziato, sia sulla stampa, sia durante incontri con l’amministrazione, l’inutilità dello schema di massima del PRG.
Sul Piano particolareggiato dei centri storici PPE, denunciano il blocco totale, in tre anni di attività amministrativa di questo assessore e di questo sindaco.
L’evidente difficoltà politico-amministrativa di Giuffrida che guida l’urbanistica sta creando danni economici irreparabili all’economia e alla vivibilità del centro storico. Un PPE approvato nei tempi giusti avrebbe di certo innescato un meccanismo virtuoso su ristrutturazioni, accorpamenti, demolizioni e ricostruzioni attraverso l’utilizzo dell’ecobonus del 110% e altre leggi nazionali a sostegno del recupero e miglioramento del patrimonio edilizio esistente in centro storico. Unica nota positiva, che stona con l’inerzia in materia urbanistica di chi governa la città, è rappresentata dall’utilizzo della Legge 13/2015, proposta e fortemente voluta dagli scriventi sul livello regionale, attraverso la quale si è potuto fare uno studio di dettaglio parziale a stralcio del PPE su circa 3000 unità abitative, che in verità erano state già censite da tempo, ma che di certo muoverà qualcosa ma che non basta e risulta insufficiente a giustificare ritardi, incapacità e danni economici prodotti da un malgoverno della città e per cui il centro ne subirà un danno. In sintesi, anche in materia di PPE dei centri storici, l’assessore Giuffrida e il Sindaco vanno bocciati.
Bocciato l’iter che riguarda la pratica recupero area scalo merci. Affidare, con incarico diretto ad un unico professionista, la stesura di un masterplan di un’area così importante da fare riempire di parole la bocca di questi amministratori per tre anni, pensiamo sia limitativo per una città come la nostra, per cui come da noi proposto più volte, un concorso di idee portato avanti con il contributo di esperti e giovani professionisti, avrebbe di certo dato un maggiore contributo di idee e non avrebbe determinato 7 mesi di ritardo sulla tabella di marcia per la consegna dei lavori. Progetto venuto fuori solo dopo le sollecitazioni degli scriventi, attraverso una timida e risicata conferenza stampa in cui l’assessore Giuffrida presentava un foglio poco chiaro, senza scendere nei dettagli, senza un progetto esecutivo, frutto di una sola idea e forse poco gradito anche all’amministrazione.
Contestiamo anche la fonte di finanziamento che Giuffrida e il Sindaco avrebbero dovuto procurare dal presidente della Regione loro amico, anziché utilizzare 4 milioni di euro destinati alla metropolitana di superficie finanziata dal governo nazionale attraverso il bando per il miglioramento delle periferie.
In sintesi, dopo tre anni, siamo ai nastri di partenza, senza un progetto esecutivo e senza un finanziamento per l’opera.
Parcheggio multipiano a Ragusa Ibla, presentato dall’assessore Giuffrida e dal Sindaco quale opera primaria e prioritaria per il rilancio del quartiere barocco.
Dopo tre anni, non è stato fatto un solo passo avanti, dell’opera non se ne parla e non si vede traccia e addirittura si prova a chiudere tutta Ibla al traffico veicolare. Bocciamo anche in questo assessore e sindaco.
Potremmo aggiungere l’assenza di un piano strategico per la città, il Teatro della Concordia, le opere di urbanizzazione nelle contrade, il prolungamento di via Roma, la bitumazione delle strade e molte altre cose di cui non si sente più parlare.
Tutti argomenti sufficienti in politica per sancire il fallimento di una compagine amministrativa che non è risultata all’altezza del ruolo in materia di lavori pubblici, urbanistica e non solo.
In sintesi, un assessore delegato in materia poco propositivo, in linea con la pochezza amministrativa, ma in un settore strategico e delicato che condiziona la crescita del territorio in cui si opera.
Tutto ciò premesso:
che come dettagliato nei precedenti punti in materia urbanistica e di lavori pubblici, l’assessore Giuffrida ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo amministrativo che svolge.
Considerato che il Comune di Ragusa ha la necessità di accelerare su tutti i punti citati e in particolare su PRG e su PPE dei centri storici sui quali potrebbero ipotizzarsi gravi danni per possibili speculazioni edilizie.
Preso atto che in tre anni la città è rimasta narcotizzata amministrativamente e priva di risposte su temi essenziali e fondamentali.
Invitiamo il Consiglio Comunale a fare voti per chiedere le dimissioni dell’assessore Giuffrida o la rimozione dall’incarico dello stesso da parte del Sindaco.
Firmato I CAPIGRUPPO

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