I temi emergenti al Comune di Ragusa, fra amministrazione impassibile e opposizioni alla ricerca di identità

La Giunta Cassì mostra di continuare ad amministrare la città secondo precise strategie del Sindaco e del suo più stretto entourage.
Apparentemente, c’è un blocco granitico della Giunta, chi va a sbirciare negli intimi meandri della politica vede il naturale distanziamento determinato non dal COVID ma dalle differenze innate.
C’è il Sindaco che tutto sovrasta e tutto controlla personalmente, accanto il fidatissimo Luigi Rabito che, ad onta degli impegni per la professione e l’emergenza cittadina e ospedaliera per il COVID, e degli impegni per l’assessorato ai servizi sociali, dove è ottimamente coadiuvato dal consigliere Rivillito, delegato del Sindaco per il settore, costituisce, di certo una costola del primo cittadino come apprezzato consigliere, di questioni politiche e non.
Cassì considera importanti e insostituibili al vertice del Palazzo, con lui e Rabito, l’assessore che ha indicato come vicesindaco, la Licitra, e l’assessore Giuffrida, le cui quotazioni salgono di mese in mese, arrivando a sgombrare le non smentite ipotesi di alternanza assessoriale in seno al gruppo di appartenenza del Movimento Civico Ibleo che fa capo, in città, all’on.le ing Franco Antoci.
Dopo, non certo per importanza, ma per la percezione che si ha della considerazione del Sindaco, gli assessori Giovanni Iacono e Ciccio Barone, colonne della Giunta, assieme a Giuffrida, per gli importanti e determinanti settori che gestiscono, peraltro con risultati di tutta concretezza e mostrando idee chiare su quello che devono fare.
Poi ci sono le new entry, l’assessore alla cultura Clorinda Arezzo e la rappresentante di Fratelli d’Italia, Eugenia Spata, che si occupa di Sport e di contrade.
Entrambe non possono essere giudicate, per il loro operato all’interno della giunta, assieme ai colleghi, perché in carica solo da 7 mesi dai quali occorre togliere due mesi di lokdown e qualche settimana di periodo feriale nel quale, se anche loro non sono andate in ferie, di certo c’era poco da poter fare.
Si può solo rilevare, che pur avendo fatto poco o nulla di suo, l’assessore alla cultura è enormemente considerata dal primo cittadino e ha superato l’attenzione che era prima riservata a manager e componenti del comitato tecnico scientifico dell’Ecomuseo.
Dall’assessore allo sport e alle contrade ci si attende che faccia intravedere l’impronta di Fratelli d’Italia in seno all’amministrazione.
Queste opportune considerazioni sono utili alla luce dell’ormai prossimo giro di boa, la metà del mandato, oltre cui l’amministrazione dovrà prendere una direzione precisa sui programmi per la città, ai quali occorrerà dare una impronta precisa e, possibilmente, in linea con il programma elettorale, già troppo ampiamente disatteso nella prima parte del mandato.
Inutile sottolineare, peraltro, che non è lontano il momento nel quale si dovrà stilare una pagella per gli assessori, una selezione naturale che dovrà essere anche propedeutica, e ineluttabile, all’ipotesi di un secondo mandato per il primo cittadino che dovrà necessariamente presentare una squadra assessoriale modificata.
Per ora, l’amministrazione si muove insensibile e sorda ai rilievi delle parti politiche di opposizione, mostrando soverchia sicurezza nell’operare e nel difendere le scelte che vengono accuratamente illustrate, smontando le eccezioni della controparte.
Non è un lavoro difficile, dal momento che anche l’autorevole responsabile della pagina locale del quotidiano La Sicilia ha acclarato l’inconsistenza delle opposizioni consiliari che non riescono ad andare al cuore dei problemi sollevati, solo propaganda e superficialità nell’affrontare i problemi.
Scarsa caratura dei consiglieri di opposizione dei due unici partiti di opposizione, 5 Stelle e PD, inconsistenza naturale dei due gruppi di minoranza che fanno capo a liste civiche, apparati artificiali di singoli politici in cerca di identità, entrambi distaccati dai partiti di appartenenza storica.
Questo stato di cose porta a far diventare emergenti, in città, non i problemi, gravi, importanti, quali l’urbanistica, il mancato sviluppo economico, la sanità, il risanamento e la riqualificazione dei centri storici, gli aspetti economico sociali emergenti, il lavoro, la famiglia, quanto piuttosto l’effimero, i falsi progetti culturali, le banali polemiche per l’acquisto di un palazzo dove allocare comodamente tribunale e altri uffici, l’allagamento dopo la bomba d’acqua, come accade in diverse parti d’Italia e del mondo con le modificate condizioni ambientali.
Ci si trastulla fra eventi che di culturale, alla fine, hanno ben poco, ci si preoccupa più di affidare la Vallata Santa Domenica per le escursioni o di gingillarsi con gli abiti d’epoca, confidando esclusivamente sui finanziamenti nazionali ed europei invece di investire, coraggiosamente, per la città.
Abbiamo apprezzato, e apprezziamo, le strategie del Sindaco Cassì per la città, la sua visione è affascinante, ma la politica, purtroppo, non vive di illusioni e di sogni.
La gente non vive e non può mangiare con l’Ecomuseo o con la collezione di abiti d’epoca, i fondi di Agenda Urbana, peraltro parto della precedente amministrazione, serviranno per qualche spesa di capriccio ma non modificheranno il volto della città, quando anche attrezzeremo l’aerea dello scalo merci e partirà la metropolitana di superficie, dovremo avere una città viva e cittadini non intontiti dalla crisi, altrimenti andrà a finire come con la Legge sui Centri Storici che, alla fine, ha sì cambiato il volto della città vecchia ma è stata così mal gestita da non lasciare segni tangibili per il futuro, se non qualche turista in più, in ogni caso sempre meno di quelli arrivati per Montalbano.

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