Il Castello di Donnafugata è aperto da oggi, lunedì 1° giugno, lo comunica, in ritardo, l’Assessorato alla Cultura

Tramite l’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa, l’Assessorato alla Cultura ha comunicato che il Castello di Donnafugata riapre al pubblico, già da oggi, lunedì 1° giugno, nonostante, il lunedì è giorno di chiusura.
Invero, era pervenuto nella serata di ieri, domenica 31 maggio, un comunicato, alle ore 20.31, da noi immediatamente pubblicato alle ore 22.06, dove si potevano, e si possono ancora leggere, le misure adottate per rimodulare le modalità di accoglienza e di contatto con il pubblico.
In pratica, le misure con le disposizioni emanate per la riapertura dei siti museali nel rispetto integrale, oltre che delle regole del DPCM del 17 maggio 2020, delle prescrizioni di cui alle circolari del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico prot. 16255 del 3 maggio 2020 e prot. 19361 del 21 maggio 2020.
Previsti presidi per garantire la sicurezza medico-sanitaria sia del visitatore, sia del personale che lavora nel sito, organizzando un sistema di sanificazione ed una costante pulizia degli spazi, con modalità e tempi di aerazione dei locali, esponendo le procedure informative a cui attenersi nelle zone di accesso e nei luoghi comuni.
C’erano pure gli orari di apertura e la specifica che il Castello avrebbe aperto i battenti dal giorno 2 Giugno.

Senonché, quando ci destiamo, stamattina lunedì 1° giugno, troviamo una mail di rettifica al comunicato, dove leggiamo che “a causa di una informazione poco chiara fornita dall’Ufficio Beni Culturali si rimanda il comunicato corretto”

Ci rendiamo conto che l’Ufficio Stampa ha voluto usare un eufemismo, parlando di poca chiarezza, perché si tratta di imperdonabili errori, quali quello del giorno di apertura, il 1° GIUGNO E NON IL 2 GIUGNO, e quello degli orari, perché è stato indicato l’orario invernale al osto di quello estivo.

Pare di tutta evidenza come si tratti di un errore grave, ma c’è da interrogarsi sulla efficienza dell’Assessorato, dai vertici fino agli impiegati, passando per manager, esperti, dirigenti, funzionari, impiegati, responsabili vari e mettiamoci anche qualche assessore che, almeno in passato, si è vantato di occuparsi del settore cultura e del Castello di Donnafugata, in particolare.
Siamo così fiscali nel giudizio, in quanto conosciamo uomini e cose del settore, elementi che, magari, quando facciamo notare discrasie o stranezze, si permettono di estendere giudizi se non addirittura palesi critiche, arrivando anche ad aggredire verbalmente per quanto non condiviso di quello che trovano scritto sul giornale, elementi che, all’interno degli uffici, giostrano fra cultura, turismo e sviluppo economico, in un crogiolo di competenze che non mostrano i suoi effetti all’esterno.

Non più tardi di qualche giorno prima, nel corso della presentazione del centro commerciale culturale, avevamo, appunto, esternato, al Sindaco come talvolta le competenze non si identificano nella gestione politica, che è ben altra cosa.
Indiscutibili le competenze dell’assessore alla cultura, per limitarci a questo caso, ma da rivedere, alla luce dei fatti, è la cerchia dei collaboratori, possibilmente con quella rotazione, negli uffici, di dirigenti, di funzionari e di semplici impiegati, da più parti auspicata.
Non si può inviare il comunicato per l’apertura del Castello alle 20.31 del giorno prima, peraltro, giorno festivo.
Non è ammissibile che, addirittura, si sbagli il giorno di apertura, non è concepibile che vengano indicati gli orari sbagliati.
Per non dire che non si vedono annunci di tipo promopubblicitario per l’apertura, naturalmente sui giornali e sulle emittenti televisive ritenuti validi in termini numerici e qualitativi di utenza, per veicolare efficacemente un messaggio per avvisare della riapertura del Castello, considerato che viene ritenuto, dalle politiche culturali e turistiche dell’amministrazione, il maggior attrattore del territorio.

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