Il consigliere Bennardo si muove con lo stile discutibile della sua nuova appartenenza politica

La bocciatura di un emendamento alle variazioni di bilancio, del quale non possiamo essere più precisi in quanto, come tanti consiglieri, non si portano a conoscenza i contenuti, salvo poi inondare di comunicati per vantare l’approvazione o piangere per la bocciatura, induce il consigliere Bennardo a lanciare l’allarme sulle necessità degli impianti sportivi in vista del 2027 che vedrà Ragusa Città Europea dello Sport.

Ricordiamo che il consigliere Bennardo era stato eletto nella lista del sindaco Cassì, da lui fortemente sostenuto. Dopo alcune frizioni con il primo cittadino, ha deciso di cambiare linea politica, arrivando, di recente, dopo una breve esperienza con la DC di Totò Cuffaro e di Ignazio Abbate, a passare all’altra sponda, nel centro sinistra con ControCorrerte di Ismaele La Vardera, assimilandone subito i modi di fare opposizione.

Riteniamo del tutto sbagliato proporre un emendamento da dedicare a interventi urgenti sugli impianti sportivi in vista di Ragusa Città Europea dello Sport: una buona opposizione dovrebbe attendere quali sono le condizioni nelle quali viene presentata la città e, segnatamente, gli impianti sportivi.
È chiaro che si tratta di eventi e di manifestazioni create ad arte, assieme ad altre ricorrenze del 2027, fra cui l’elevazione a Provincia di Ragusa e, contestualmente, ‘capoluogo’, che faranno parte di un articolato programma di propaganda elettorale che deve portare alle prossime consultazioni.
Lanciare l’allarme per possibili defaillance dell’amministrazione è fuori da ogni logica politica, è la dimostrazione dell’opposizione insulsa condotta, fino ad ora, non solo da Bennardo, contro Cassì e la sua amministrazione che, invece, hanno mantenuto un altro consenso fra la gente.
La dimostrazione plastica di una opposizione che non ha funzionato, i cui metodi Bennardo reitera strumentalmente per la bocciatura del suo emendamento.

Bennardo asserisce di aver denunciato già lo stato di degrado della maggior parte degli impianti sportivi della città, peraltro ampiamente denunciato anche dai suoi colleghi Caruso, La Porta e Calabrese, la politica dei pannicelli caldi di Cassì e del suo assessore ai lavori pubblici ha lasciato in condizioni di fatiscenza il campo di calcio di Marina di Ragusa, l’ex Campo Enal, lo stadio Selvaggio.
Si sono attesi finanziamenti e, solo dopo averli ricevuti, si è messo mano a interventi che non sono stati mai risolutivi e completi.
È una situazione vecchia, alla quale la gente si è ormai abituata, non adeguatamente messa in luce, favorita anche dal fatto che le squadre, dirigenti, atleti e familiari dei giovani atleti hanno continuato a frequentare, per esempio, i fatiscenti spogliatoi dell’ex ENAL, come se nulla fosse stato.

Lo stato delle cose lo descrive lo stesso Bennardo che evidenzia come i finanziamenti regionali, per i quali il sindaco ha ritenuto superfluo l’emendamento, sono arrivati da sei mesi e ancora non si è fatto nulla.
La preoccupazione del consigliere è contro ogni logica politica: dovrebbe attendere un flop dell’amministrazione e, invece, tifa perché tutto sia a posto al momento giusto: non afferra che al momento giusto tutti applaudiranno il sindaco e la sua amministrazione e del suo emendamento nessuno si ricorderà.

Piuttosto, restando in tema di sport, cosa ha fatto, in questi anni, il consigliere Bennardo per far rispettare il programma elettorale che aveva condiviso con il primo cittadino?

La Scuola dello Sport è passata nelle mani dell’Università, la città non gode nemmeno dell’auditorium, del Museo dello Sport nemmeno si parla, dove sono i campetti di calcio e di basket in periferia?
Dove sono i finanziamenti alle famiglie in difficoltà per la pratica sportiva dei giovani?

Dove sono le sentinelle sportive? Dove è il Patto per lo sport?
Si è mai interessato Bennardo per le condizioni degli impianti dei Gesuiti, a Marina di Ragusa? Si è mai interessato per dei veri campi da tennis non ingabbiati nelle tensostrutture? Si è mai preoccupato delle condizioni delle palestre scolastiche e dei loro criteri di utilizzo?
Forse, le accuse di pensare solo a fare passerella non sono tanto infondate.

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