Il GAL Pesca del Sud est, opportunità di sviluppo economico per il territorio

È uno dei primi atti importanti del Cassì 2, che l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Ragusa, su input del Sindaco di Vittoria, ha voluto cogliere al volo, intuendo le potenzialità di una misura di programmazione nazionale che si avvale di fondi europei legati al periodo 2023-2027.
Una iniziativa importante che potrà disporre di circa 3 milioni sul totale della dotazione finanziaria totale di 20 milioni e 700.000 mila.
Per comprendere meglio la valenza dell’iniziativa del Comune di Ragusa abbiamo chiesto allo stesso Assessore Massari di illustrare le peculiarità e le potenzialità per il territorio.

Assessore Massari, quale la sua visione per questa iniziativa ?

Si tratta di un avviso che mette a disposizione somme importanti da intercettare per azioni di ampio respiro a favore del territorio.
La priorità è quella di contribuire alla crescita di una economia blu sostenibile nelle aree costiere e di acque interne, per promuovere lo sviluppo sostenibile di comunità della pesca e dell’acquacoltura.
Con i fondi a disposizione, il soggetto beneficiario GAL dovrà favorire le comunità delle zone di pesca e costiere in generale per sfruttare più efficacemente e trarre vantaggio dalle opportunità offerte dall’economia blu sostenibile, mettendo a frutto e valorizzando le risorse umane, sociali, culturali e ambientali.

Pare che l’ambito di intervento non sarà solo quello della pesca, quali gli altri ambiti di intervento?

Un ambito di intervento che non riguarda solo la pesca, il Comune di Vittoria è il comune promotore in quanto espressione della marineria più importante del territorio.
Ambiti di intervento saranno anche il pescato e i pescatori, ma anche l’ambiente marino, le strutture per la pesca, la pesca turistica, tutto quanto gira attorno ai prodotti ittici, alla loro commercializzazione e al loro trattamento alimentare.
Una varietà di interventi che potranno mettere i atto i 5 Comuni fondatori del GAL Pesca del sudest, che sono interessati anche agli aspetti della protezione della fauna marina, della protezione della fascia costiera, più in generale in ambito marittimo. Ogni realtà sceglierà ambiti prioritari, il nostro Comune, per esempio, vanta una discreta tradizione marinara, si può pensare ad una rete di mercati ittici, allo sviluppo del turismo legato alla pesca, alla pesca da diporto e sportiva, al turismo subacqueo, alla tutela ambientale.

L’atto costitutivo e lo Statuto del GAL sono stati approvati da 5 Comuni componenti, quale sarà il prossimo passo?

In tempi ridottissimi, l’avviso, pubblicato ai primi di agosto, scade il 20 settembre, abbiamo predisposto la strategia che sarà fondamentale per l’approvazione della proposta, con la tempistica di riferimento e la relativa pianificazione

Anche i soggetti privati, associazioni, Proloco, portatori di interessi nel settore, potranno partecipare alle strategie?

Saranno fondamentali per mettere in atto la finalità consortile che prevede di realizzare ogni possibile azione mirata allo sviluppo socioeconomico sostenibile e territoriale nelle zone coinvolte nella Strategia di Sviluppo Locale. Il GAL deve occuparsi proprio di questo, deve svolgere azione di coordinamento e di gestione di piani e progetti integrati afferenti a delle precise finalità

Quali queste finalità in particolare, assessore Massari?

Oltre a quella in generale di consentire la crescita di una economia blu, si deve favorire che le comunità delle zone di pesca e di acquacoltura riescano a trarre vantaggi dalle opportunità offerte dall’economia blu.
Si lavorerà per promuovere la partecipazione delle comunità locali ai processi istituzionali, favorire il benessere economico delle zone interessate, valorizzando i prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
Ma si dovrà anche promuovere la qualità dell’ambiente marino, favorire lo scambio di esperienze, rafforzare la competitività delle zone di pesca, valorizzare, in generale, le risorse naturali, culturali, le tradizioni popolari e marinare e gli antichi mestieri dell’area di riferimento.
Si devono valorizzare, ancora, e commercializzare, i prodotti locali della pesca e dell’acquacoltura, non deve mancare una attività di orientamento e formazione professionale, oltre a politiche turistiche mirate per il territorio di riferimento coinvolto, con organizzazione di attività turistiche e sportive, sostenendo, se necessario, anche le piccole e medie imprese, l’artigianato e i prodotti locali.
Basilare sarà l’assistenza alle imprese con servizi di consulenza, per analisi di mercato, ricerche, studi e progetti di fattibilità, elaborazione di piani finanziari e servizi per la valutazione tecnica e d economica delle iniziative.
Indispensabile sarà la partecipazione a fiere e mostre e mercati, in Italia e all’estero, come pure l’informazione e la diffusione delle azioni create.

Dal dibattito in consiglio comunale sono emerse proposte interessanti, quali quelle recepite?

Tanti, tutti interessanti gli spunti emersi in aula, e i suggerimenti arrivati, peraltro in linea con la strategia di sviluppo locale.
Promozione del valore dei sistemi agroalimentari e dele filiere sostenibili, sensibilizzazione per la riduzione dei consumi energetici, salvaguardia delle risorse acquatiche con un contributo alla riduzione dei rifiuti marini.
Serve anche favorire il ricambio generazionale e il ritorno a vecchie attività ormai scomparse, anche per contenere l’invecchiamento della forza lavoro, la dispersione delle conoscenze e lo spopolamento delle aree costiere.

 

Una scommessa, una sfida quella accolta da Giorgio Massari, ispirata da un suggerimento del collega Distefano che aveva saputo come a Vittoria stavano tentando di creare il gruppo di Comuni per intercettare questa interessante misura.
Una grande opportunità per ridare vita ad un settore di grande potenzialità, forse troppo dimenticato in terre dove il mare è tutto, in termini ambientali, turistici e, se vogliamo, anche culturali, perché la storia del territorio passa anche dal mare, per quanto e quanti sono partiti e sono arrivati, anche in epoche assai lontane.
Una valorizzazione della blue economy che serve anche a ridare dignità alla storia e alle tradizioni della fascia costiera mediterranea del territorio ibleo.

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