Il sistema aeroportuale della Sicilia orientale è in crisi perché non è sistema

Nemmeno l’eruzione dell’Etna potrebbe arginare la sconfinata cultura di politici, addetti di vari settori e semplici cittadini, in materia di aeroporti, collegamenti aerei, vettori, collegamenti.
In tanti parlano a vanvera, non sanno nemmeno di cosa parlano, è solo una questione di emergenza e sono poche, dalle nostre parti, le professionalità adeguate a gestire verte emergenze, per quanto prevedibili.
Anche l’aeroporto di Comiso ha dovuto chiudere ai voli per la cenere vulcanica, ma rimane sempre un piccolo aeroporto della porta accanto, senza adeguato numero di piazzole di sosta, con un bar da dopolavoro comunale e servizi limitati.
In tempi normali si può restare a Comiso perché non ci sono né taxi, né autobus, oppure ci sono vetture che vanno e vengono dalla Sicilia occidentale totalmente vuote.
Alla crisi, poi, dovrebbero far fronte le compagnie aeree, che dovrebbero assicurare collegamenti immediati in caso di dirottamento, ma vai a vedere chi si mette contro la compagnia aerea.
Con i vertici che ci ritroviamo, a Catania e dalle nostre parti, è già tanto che qualche aereo non va a finire dentro il cratere dell’Etna, per l’idea di qualche politico di un tour aggiuntivo a carattere turistico.
Più facile, come fa la deputata Stefania Campo, una che, come tutti i 5 Stelle, ha le soluzioni per tutto, prendersela con l’avversario di turno, allora puntiamo su Nino Minardo che invita a non fare ‘processi sommari’ alla SAC e alla Regione.
In piena crisi non si fanno processi, si deve risolvere l’emergenza, a Catania non sono nemmeno capaci di snellire il traffico in prossimità dell’aeroporto, figurarsi dominare una emergenza simile, peraltro affrontata con risultati decenti, perché nessuno vuole comprendere la mole di traffico dirottata, in un periodo di massimo afflusso.
E il sistema che va cambiato, vanno cambiate le persone; invece, tutti sono sempre intenti a spartirsi cariche e poltrone.
Del resto, non solo gli aeroporti a essere gestiti male, basti pensare alla sanità regionale e il paradosso che tutto questo smisurato interessamento non c’è, da parte delle stesse persone, per le tante criticità della sanità.
Più della salute delle persone, delle liste di attesa, delle attese ai pronto soccorso, contano i danni per il turismo e per le strutture ricettive. Questo sono i siciliani, questo sono gli italiani.
Per l’aeroporto di Comiso, tutti si sono sempre preoccupati della rotta in più, della summer e della winter, gli scienziati del turismo si sono riuniti ma non hanno cavato un ragno dal buco, si parla di cargo da anni ma ancora non si vede nulla, la sindaca di Comiso pensa all’aeroporto per farci case popolari, la sinistra ci portava i kossovari, attuali componenti del CdA SAC aprivano i cancelli per permettere gare di accelerazione agli amici con adeguate supercar.
In contesti normali, certe persone sarebbero state emarginate dal sistema, da noi sono premiate.
Che occorre potenziare l’aeroporto di Comiso lo sanno tutti, ma se non passeranno almeno cinquant’anni, non se ne farà nulla, come per un ospedale o una autostrada.
Piuttosto, invece di preoccuparsi dell’ingresso di colossi multinazionali del settore che di certo saprebbero gestire le emergenze con una adeguata professionalità, i piccoli politici locali temono di perdere visibilità, perché questi colossi, legittimamente, con certi soggetti, non risponderebbero nemmeno al telefono.
Addirittura, nel delirio di soluzioni si parla di intervenire con una bacchetta magica su Comiso, aumentandone traffico, rotte, collegamenti, servizi e capacità operativa, pensando in via prioritaria ad un collegamento ferroviario con Catania.

Dall’altra parte, anche la reazione del segretario provinciale di Forza Italia, Giancarlo Cugnata, desta non poche perplessità: Nino Minardo e Forza Italia sostengono da anni il potenziamento dell’aeroporto di Comiso e una maggiore integrazione con Catania.
Potrebbe citare tutti gli atti, gli interventi, le azioni politiche in tal senso, con la specifica di date e occasioni nelle quali sono stati concretizzati e quali riscontri hanno avuto.

“Comiso va potenziato, certamente, ma serve una strategia complessiva per rendere più resiliente l’intero sistema aeroportuale della Sicilia orientale. Un’emergenza così delicata non dovrebbe essere utilizzata per costruire polemiche o propaganda politica. Minardo sta ponendo esattamente questo tema: meno slogan e più soluzioni concrete, tecnicamente sostenibili e utili ai cittadini” conclude Cugnata.
Ma Nino Minardo non riesce, o meglio non vuole imporsi, per mettere ordine in Forza Italia siciliana e nella coalizione di centro destra, figurarsi se è disposto a fare la voce forte per risolvere la questione aeroporti che il suo Presidente gestisce come una partita di condominio. E prendono anche in considerazione di fargli fare il bis.

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