Il torrente Tellesimo e la sua Trota Macrostigma in una pubblicazione internazionale di Antonino Duchi

La storia di un impegno di conservazione e studio

La rivista ittiologica internazionale Cybium della Società Francese di Ittiologia ha recentemente pubblicato un articolo del Biologo Antonino Duchi che sintetizza l’impegno pluridecennale per la salvaguardia della pregiata popolazione ittica del Torrente Tellesimo, sito al confine tra le province di Ragusa e Siracusa. Centrale il ruolo della F.I.P.S.A.S. di Ragusa e della Provincia regionale di Ragusa.

Chi avesse avuto la ventura di addentrarsi nella valle del Tellesimo in un’assolata giornata estiva di circa 40 anni fa avrebbe potuto imbattersi in pescatori carichi di bidoni contenenti preziosi esemplari di trote salvate dalla secca inerpicarsi per le pareti rocciose per liberarle dove il flusso si manteneva per tutta l’estate.
E’ da questa attività volontaria che è iniziato un percorso di impegno per la salvaguardia e lo studio della trota macrostigma (Salmo cettii) del Torrente Tellesimo, al confine tra le provincie di Ragusa e Siracusa, la cui storia ha ottenuto rilievo internazionale.

Infatti, è stato recentemente pubblicato dal Biologo Antonino Duchi sulla rivista ittiologica internazionale Cybium della Società Francese di Ittiologia un articolo dal titolo: “Extant because important or important because extant? On the scientific importance and conservation of a genetically pure Sicilian population of the threatened Salmo cettii “ (“Esistente perché importante o importante perché esistente? Sull’importanza scientifica e la conservazione di una popolazione geneticamente pura della specie a rischio Salmo cettii”. Sito: https://sfi-cybium.fr/fr/extant-because-important-or-important-because-extant-scientific-importance-and-conservation).

L’ articolo sintetizza e dà rilievo internazionale a quel percorso pioneristico iniziato appunto circa ben 40 anni fa e che ha contribuito significativamente a mantenere tale preziosa popolazione. Un percorso di salvaguardia che non è stato attivato da un’associazione ambientalista ma da un gruppo di pescatori appassionati facenti parte della F.I.P.S.A.S. di Ragusa, coordinati dall’allora presidente Gioacchino Gurrieri; tale associazione ha quindi coinvolto la Provincia Regionale di Ragusa e quindi il suddetto Biologo, allora collaboratore dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Parma.

Tanti sono le attività e i successi di tale impegno comune: i recuperi delle trote a rischio di soccombere nei tratti del torrente in via di secca, l’avvio di un servizio di vigilanza ittica ed antibracconaggio, la richiesta di divieto di pesca nel torrente (caso più unico che raro di un’associazione di pescasportivi che chiede la chiusura della pesca..!), la non immissione di trote alloctone in detto torrente in modo da mantenere la purezza della sua popolazione. Significativo il supporto delle indagini sui popolamenti ittici nonché sulle caratteristiche ed i problemi ambientali del torrente svolte negli anni dal Biologo Duchi, sia nello specifico sia durante la redazione della Carta Ittica Provinciale di Ragusa, che hanno permesso di individuare e di contrastare, tra l’altro, forme di inquinamento del torrente, una delle perle naturalistiche degli Iblei.

È in quest’ambito che è stata svolta dall’Università di Parma la prima indagine genetica, risalente agli anni 90, che ha già allora indicato che la trota degli Iblei risultava diversa da popolamenti di salmònidi di altre località geografiche. Risultati che sono stati confermati ed ampliati da ricerche svolte successivamente da altri studiosi.

“La trota del Tellesimo non è sicuramente l’unica, ma è indubbiamente una delle principali emergenze naturalistiche dell’omonima valle, che è Sito di Interesse Comunitario” evidenzia il biologo Antonino Duchi “e le attività di protezione e conservazione vanno continuate ed ampliate: è necessario quindi proseguire il monitoraggio ed il controllo sia dell’ecosistema fluviale che del territorio circostante”.
L’articolo pubblicato dà anche indicazioni in questo senso.

“È fondamentale individuare ed eliminare tutti i fattori di rischio attuali e potenziali, in modo da poter lasciare in condizioni migliori alle generazioni successive questo lembo di Sicilia Sud- Orientale così interessante e suggestivo” sostiene Giovanni Altamore, attuale presidente della F.I.P.S.A.S. di Ragusa. Questo è’ sicuramente il modo più valido per ringraziare quei pionieri pescatori, modicani e ragusani insieme, che tanti anni fa hanno intrapreso un’attività positiva e faticosa, viste le caratteristiche piuttosto impervie della vallata del Tellesimo.”

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