Il volto umano della Polizia Penitenziaria di Ragusa

Esordio scoppiettante quello dell’attività dell’Associazione della Polizia Penitenziaria di Ragusa che ha realizzato, nella sua prima uscita, una visita storico- culturale nella città di Palermo nei giorni 18 e 19 Luglio. L’iniziativa, organizzata dai componenti del primo Direttivo dell’ANPPe, ha voluto rendere omaggio agli eroi della nostra terra, in un momento particolarmente difficile per il loro ruolo di custodi nella difesa dei principi di libertà e sicurezza nel nostro paese.
Il presidente Giuseppe Pantuso, con i colleghi Giuseppe Pusello e Francesco Accardi, in collaborazione con i consiglieri Roberto Di Benedetto e Attilio Calabrese, tutti appartenenti al nuovo direttivo, hanno promosso un viaggio in pullman nel capoluogo siciliano nel 29° Anniversario della Strage di via D’Amelio in cui perirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta; in particolare la visita al cimitero di Santa Maria di Gesù dove essi riposano, resa ancora più pregnante con la celebrazione della Santa Messa nel Giardino della Memoria di Capaci, e visita alla tomba del Magistrato Giovanni Falcone.
Il gruppo ha visitato la Cattedrale di Palermo e la tomba del Beato Don Pino Puglisi, sacerdote – eroe vittima della mafia.
“Questo viaggio, pieno di significati, è stato preparato- commenta il Presidente Giuseppe Pantuso- per rendere omaggio a tutte le vittime della mafia, e non a caso abbiamo scelto, come primo atto, di essere presenti qui a Palermo il 19 luglio per l’Anniversario della morte di Paolo Borsellino con la nostra bandiera dell’Associazione, come simbolo di adesione alla lotta che questi grandi uomini hanno combattuto e creduto fino alla morte. Il loro sacrificio sia monito per le nuove generazioni. Finché ci saranno le gambe che porteranno avanti le idee di questi eroi, esse non moriranno mai nei nostri cuori”.
Di questo viaggio inaugurale per l’ANPPe di Ragusa a cui hanno aderito quasi cinquanta soci, compresi i simpatizzanti, rimarrà il ricordo non solo delle immagini ben documentate ma soprattutto il ricordo di una esperienza di vita umana, necessaria per il prosieguo del lavoro di polizia penitenziaria e l’attaccamento alla divisa che portano con orgoglio.
( a cura di Giuseppe Suffanti – Referente della Comunicazione ANPPe di Ragusa )

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