In scadenza il 31 marzo la moratoria sui mutui e prestiti per le imprese siciliane colpite dagli effetti economici della pandemia

PALERMO – L’Assessorato dell’Economia ricorda alle imprese siciliane che abbiano subito danni economici a causa delle misure restrittive imposte dal diffondersi del virus COVID-19, che sono ancora aperti, sino al 31 marzo, i termini per la presentazione delle istanze per la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti.
La presentazione delle domande di accesso alla sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, da effettuare secondo le modalità̀ stabilite dalla misura Imprese in ripresa 2.0, riguarda mutuli e prestiti relativi agli investimenti delle PMI siciliane verso gli istituti finanziari aderenti all’accordo ABI e, previa autorizzazione delle autorità̀ di vigilanza ove necessario, quelli regionali concessi dai fondi regionali gestiti da IRCAC, CRIAS e IRFIS-FinSicilia S.p.A.
La proroga al 31 marzo, attuata attraverso il recepimento, da parte della Regione Siciliana, dell’Addendum all’Accordo per il Credito 2019 del 17 dicembre 2020 sottoscritto tra l’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.) e le Associazioni di rappresentanza delle imprese, è tra le misure del Governo Musumeci finalizzate a contrastare le deleterie conseguenze economiche per le imprese causate dall’emergenza sanitaria ancora in corso.
“Per affrontare meglio – dichiara il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao – la grave crisi che affligge l’economia siciliana, aggravata ulteriormente dal perdurare della situazione sanitaria ed epidemiologica del COVID-19 ad oggi registrata in Sicilia, abbiamo attivato un’interlocuzione con l’ABI chiedendo di estendere ulteriormente i termini di presentazione delle istanze al 30 giugno di quest’anno.”.
“Stiamo inoltre raccomandando agli Istituti di credito di assicurare massima tempestività̀ nella risposta, accelerando le procedure istruttorie – aggiunge Armao – eventualmente anche riducendo significativamente i termini generali previsti e che, ove possibile, offrano condizioni migliorative rispetto a quelle previste esplicitamente dal predetto Accordo, al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti”.

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