Interventi della Regione per le famiglie in difficoltà, ma dove sono i 70 milioni dei 100 annunciati a suo tempo?

Dalla regione annunci di somme a sostegno delle famiglie in difficoltà, ma nessuna notizia del 70% dei 100 milioni annunciati l’anno scorso per la crisi pandemica.

Ora si torna a fare annunci, non si sa con quale pretesa di essere credibili-

Con una prima nota, si annuncia che prosegue l’intervento di sostegno economico alle famiglie in crisi a causa della pandemia da Covid-19.
Il governo Musumeci, su proposta dell’assessore regionale alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, Antonio Scavone, ha liquidato 4,6 milioni di euro a 68 Comuni siciliani, da destinare alle famiglie in difficoltà per l’acquisto di beni di prima necessità.
Un trasferimento che segue quello di 2,6 milioni avvenuto qualche giorno fa in 28 enti locali e che porta così il totale erogato a 7,2 milioni di euro.
Si tratta solo di una parte della dotazione da 30 milioni stanziata quest’anno dalla Regione – in aggiunta agli ulteriori 30 milioni liquidati l’anno scorso – ed erogabili soltanto a quei Comuni che sono riusciti a caricare sulla piattaforma informatica la rendicontazione di almeno il 50 per cento delle somme ricevute nel 2020.
“Noi continuiamo ad esserci – afferma l’assessore Scavone – i Comuni però facciano in fretta”.
Le somme erogate possono essere utilizzate dalle famiglie per l’acquisto di beni di prima necessità, come generi alimentari, ma anche per il pagamento delle utenze.
“In un periodo di grave emergenza sociale causato dalla pandemia – prosegue l’assessore – si stima che sia aumentata almeno del 30 per cento la fascia di popolazione con gravi difficoltà economiche, i cosiddetti nuovi poveri. Con questa misura vogliamo alleviare i gravi problemi del quotidiano di queste persone e dare un aiuto concreto per fare la spesa o pagare la bolletta della luce.
Non appena anche gli altri Comuni caricheranno sulla piattaforma i dati sulla spesa della prima tranche, trasferiremo immediatamente i restanti 23 milioni disponibili“.

L’assessore regionale Scavone ha altresì annunciato l’erogazione di tre milioni ai Comuni per sostegno ai senza fissa dimora.
Riaperti i termini per la presentazione di progetti di sostegno ai senza fissa dimora. Il governo Musumeci, su proposta dell’assessore alla Famiglia, politiche sociali e lavoro Antonio Scavone, proroga la scadenza e mette a disposizione tre milioni di euro per le grandi città, soprattutto capoluoghi di provincia, e i centri isolani con una popolazione tra 30 mila e 50 mila abitanti. Somme utilizzabili per incrementare i servizi di assistenza offerti sul territorio. Dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, gli enti locali avranno 60 giorni di tempo per aderire.
«Tra i mali di questa terribile pandemia – afferma l’assessore Scavone – registriamo con particolare preoccupazione la crescita dei senza fissa dimora e dei cosiddetti “nuovi poveri”.
Il rapporto povertà della Caritas italiana, relativo al primo periodo di lockdown, segnala un aumento del 30 per cento di chi per la prima volta ha sperimentato condizioni di disagio e di difficoltà economica tale da dover chiedere aiuto. Con questo intervento intendiamo dare una risposta concreta per realizzare strutture di accoglienza, sportelli per la presa in carico, alloggi sociali temporanei per adulti in difficoltà, docce e mense, alberghi diffusi per lavoratori stagionali nelle zone rurali. Tutti interventi di assistenza, oggi sempre più necessari, per assicurare a queste persone almeno il minimo indispensabile ed evitare che si sentano abbandonate».

Dal Comune di Ragusa, dove gli amministratori sono notoriamente vicini al Presidente Musumeci, si accoglie con soddisfazione il secondo contributo di 440.238 euro dalla Regione Siciliana per destinarlo ai nuclei familiari colpiti dalla crisi
Uno stesso importo era già stato concesso nel maggio dello scorso anno, per destinarlo a soggetti privi di reddito o con reddito inferiore ad una soglia di povertà, in sofferenza per le conseguenze dalla pandemia.

“E’ questa una buona notizia per tante famiglie ragusane in difficoltà – ha dichiarato il sindaco Peppe Cassì – che ci consentirà quindi di tornare a erogare buoni pasto e aiuti ai nuclei familiari maggiormente colpiti dalla crisi.
Nei prossimi giorni forniremo tutte le indicazioni utili ed indicheremo la data di apertura della piattaforma online mediante la quale, come già avvenuto nei mesi scorsi, sarà possibile presentare la nuova domanda.
Del provvedimento hanno beneficiato al momento solo i Comuni (una novantina) che hanno fornito alla Regione il rendiconto dei contributi distribuiti con i fondi della prima tranche regionale: un nuovo importante traguardo dell’assessorato e dell’ufficio dei Servizi Sociali della nostra città, che ci consentirà di fornire un aiuto concreto a migliaia di nostri concittadini.

“Fin dalla scorsa primavera, ai tragici effetti sanitari di questa pandemia – aggiunge l’assessore ai servizi sociali e sanità Luigi Rabito – si sono sommati quelli economici.
I nostri Servizi sociali si sono così ritrovati in prima linea nel fronteggiare una crisi improvvisa, grave nella forma e ampia nel numero di categorie e famiglie coinvolte, che si è sommata ai bisogni già noti della comunità.
Oltre a fornire risposte efficaci alla cittadinanza, siamo riusciti a gestire puntualmente tutti gli aspetti procedurali, che ci permettono oggi di ottenere nuove somme da destinare alle categorie più fragili.
Voglio quindi esprimere un sentito ringraziamento al dirigente Salvatore Guadagnino, al consigliere delegato alle problematiche sociali Luca Rivillito e a tutto il personale dei Servizi sociali per il lavoro svolto in questi mesi”.

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