L’assunzione di un letturista vale più dei fondi destinati ai centri storici e spesi per altro

di Cesare Pluchino
Per la commissione trasparenza sul caso Campo non c’erano posti a sedere, mancavano i furgoni con le parabole per la diretta satellitare, se non si trovano oltre 15 milioni di euro dei fondi della Legge su Ibla si continua a fare salotto come da quasi due anni

Impressionante l’indifferenza per il persistente mistero sulla destinazione dei fondi della Legge su Ibla che non ci sono ma risultano iscritti a bilancio. Per molto meno, e con inusitata sollecitudine, tanto da indurre, per usare un eufemismo, alle dimissioni uno degli assessori più validi della giunta, ci sono già tre sedute programmate della commissione trasparenza e la convocazione di mezzo comune.
Guarda caso, a nessuno, nemmeno alla solerte presidenza della commissione, è venuto in mente, durante 23 lunghi mesi, di convocare l’organo della trasparenza per far luce su quello che l’eloquio felice dell’assessore Stefano Martorana definisce un ‘disallineamento’ dei conti.
Roba da convocare la commissione appunto per far luce sulla trasparenza.
Arrivano in aula, tutti insieme, e spiegheremo perché, tre Ordini del Giorno che costituiscono oggetto della seduta di lunedì 23 novembre 2015.
Al primo punto un Ordine del giorno presentato dai consiglieri. Tumino e Lo Destro, in data 30.10.2014, prot. n. 83104, riguardante i programmi di stralcio annuali sul risanamento e recupero edilizio Centro Storico di Ibla e di Ragusa superiore (L. R. 61/81).
Al secondo punto l’Ordine del giorno presentato dai consiglieri Tumino e Lo Destro in data 12.12.2014, prot. 96118, relativo alla L.R. 61/81-ammanco di cassa rispetto agli stanziamenti erogati.
Al terzo punto l’Ordine del giorno presentato dal consigliere. Ialacqua in data 08.10.2015, prot. 83153, riguardante l’Istituzione di una Commissione d’Indagine, ai sensi dell’art. 23 del Regolamento consiliare, in merito al corretto vincolo di destinazione dei trasferimenti regionali ex Legge 61/81 (legge su Ibla).
La seduta delle stranezze, si può definire quella in oggetto, a cominciare dalle date di presentazione degli atti: vecchi di un anno quelli di Tumino e Lo Destro, esponenti dell’opposizione ‘cattiva’, del mese scorso quello del consigliere Ialacqua, esponente dell’opposizione intelligente e costruttiva come definita da un membro della giunta Piccitto.
Ritirato dai firmatari il primo punto, perché superato dall’approvazione dei relativi piani di spesa per Ibla, restavano da esaminare per l’approvazione i due OdG finalizzati, in sostanza, a far luce sulla destinazione dei fondi non utilizzati della Legge su Ibla, che ammontano, come più volte confermato dall’amministrazione, ad oltre 15 milioni di euro ( circa 30 miliardi delle vecchie lire, per i nostalgici della vecchia moneta ufficiale, che rendono meglio le dimensioni del buco, o voragine che dir si voglia)
Si fronteggiavano due posizioni: quella dei consiglieri Tumino e Lo Destro che, in attesa da mesi di promesse non mantenute per chiarimenti sulla vicenda e di documentazione che non arriva mai, chiedevano all’amministrazione di porre in essere tutti gli atti necessari per “la definizione della questione relativa all’ammanco di cassa rispetto agli stanziamenti erogati, nel tempo, per la Legge sui Centri Storici”
Nella sua complessità, una richiesta abbastanza semplice per far luce sul disallineamento, sulla destinazione dei fondi utilizzati per altre spese, almeno così tutti si sforzano di precisare, evidenziando che nessuno ha messo soldi in tasca.
Altra posizione quella del consigliere Ialacqua che ha presentato un OdG per l’istituzione di un a commissione di indagine, ai sensi del regolamento consiliare, per far luce sulla stessa questione.
In un ordine normale delle cose, considerato che entrambi gli OdG miravano alla stessa finalità, si sarebbero dovute unificare le due proposte o dare vita ad un solo nuovo atto.
In pratica bastava esigere spiegazioni chiare e sollecite da parte dell’amministrazione e degli uffici per definire i motivi dell’ammanco, scusate, del disallineamento.
Ma, purtroppo, dove c’è la politica di mezzo, di qualsiasi colore, si deve complicare tutto, si deve agire in nome della contrapposizione ideologica e si devono sfruttare i privilegi del mandato: quindi non servono le semplici spiegazioni che sindaco e assessore avrebbero dovuto dare, già tempo, ma via con la commissione, regolarmente retribuita a suon di gettoni di presenza e permessi di lavoro. e, addirittura, come previsto dal regolamento, la possibilità di nominare esperti sulla materia.
Riunioni che, naturalmente, per la delicatezza dell’argomento trattato, che investe amministratori del passato, saranno sottoposte al segreto d’ufficio e, di conseguenza, si terranno a porte chiuse.
In pratica, il disallineamento scoperto dall’attuale amministrazione, almeno a far data dalla conferenza stampa dell’assessore Stefano Martorana, aprile 2014, successivo al primo OdG di Tumino e Lo Destro del dicembre 2013, sarà oggetto di indagine dell’apposita commissione, per un tempo previsto di almeno tre mesi, salvo proroghe.
E’ stato, infatti approvato, all’unanimità con il contributo costruttivo delle opposizioni, l’OdG per la costituzione della Commissione di Indagine, mentre è stato bocciato il più semplice OdG che si limitava a chiedere trasparenza sulla vicenda
Avvalendosi delle apposite norme, a proposito non previste, nel regolamento, per la commissione trasparenza, potrà ascoltare testi, dipendenti comunali o semplici cittadini, svolgendo le azioni utili alla predisposizione del documento finale da sottoporre alla discussione del Consiglio.
Dovrà trasmettere, eventualmente, ove necessario, gli atti all’autorità giudiziaria competente, mentre potrà essere revocata su proposta di almeno 1/5 dei consiglieri con il voto della maggioranza assoluta del Consiglio.
Ci sono tutti i presupposti perché passi del tempo sufficiente a far decantare la situazione, a trovare opportunità di revoca dell’organo di indagine, a far passare altro tempo per non arrivare speditamente a quella verità che, ormai cosa evidente, è ‘scomoda’ per qualcuno o per qualche parte politica.
La seduta del Consiglio Comunale, di cui diamo resoconto dettagliato in altra parte del giornale, si è dipanata sulla contrapposizione delle due posizioni e ha fatto emergere aspetti del tutto particolari durante il dibattito, mettendo in luce aspetti vecchi e nuovi della contrapposizione fra maggioranza e opposizione, sullo sfondo di contrasti che non fanno bene alla città e, di certo, maggiormente, alla Legge su Ibla che, già in sofferenza per le notevoli criticità di bilancio della Regione, potrebbe vedere in questa tanto stupida quanto inutile resistenza al chiarimento sui fondi mancanti il de profundis che sancirebbe la valenza della classe politica locale, passata e presente.  

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