La Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro ha celebrato il suo primo congresso regionale

Sempre più presente sullo scenario politico regionale uno dei politici migliori che la storia siciliana ricordi.
Inimmaginabile pensare che le strategie di Totò Cuffaro, di ricostituire un nuovo partito di centro, democratico e di ispirazione cristiana non avessero avuto esito positivo.
Ancor prima dell’evento di ieri, all’Hotel Astoria di Palermo, l’ex Presidente della Regione, Cuffaro, si è imposto sulla scena politica e, seppure ancora con un esercito dai ranghi ridotti, condiziona già le scelte importanti, come quelle per la nomina dei manager della sanità, settore dove è stato sempre un competente e potente, autorevole politico.
Al momento, non ci sono grandi nomi, nonostante gli annunci di ingressi importanti, ma le presenze al primo Congresso Regionale la dicono lunga sulle attenzioni che suscitano il nuovo partito e il suo leader.
Segretario regionale è stato eletto Stefano Cirillo, fedelissimo di Cuffaro come il Presidente eletto. Carmelo Pullara. Vicesegretari sono stati eletti il modicano Ignazio Abbate e Angela Cocita, mentre Carmelo Pace sarà il responsabile organizzativo.
Un successo della convention che fa il paio con le numerose adesioni che si stanno riscontrando in tutta l’isola,
propedeutici, entrambi ad una scalata che può allargarsi in campo nazionale e si appresta ad affermarsi nel deserto della politica siciliana e del centro destra in particolare, dove, ormai, Forza Italia e Lega annaspano vistosamente e Fratelli d’Italia non riesce a ottenere, in percentuale, i consensi che hanno determinato il trend ascensionale del partito.
Una Sicilia, moderata, di centro, cattolica che non può riconoscersi nella segretaria del Partito Democratico e in quelli che l’appoggino, né nei fallimentari tentativi di riscossa di Lega, delle sinistre e del Movimento 5 Stelle, unico legame, al momento quello con il Presidente della Regione, Schifani che non può essere definito, al momento, un vero legame con Forza Italia.
Nonostante, ai tempi d’oro, Cuffaro avesse importanti, qualificati e autorevoli riferimenti a Ragusa e in provincia, al momento l’unico rappresentante ufficiale della nuova DC è il modicano, esattamente di Frigintini, onorevole Ignazio Abbate, già sindaco di Modica e attuale Presidente della I Commissione all’Assemblea Regionale Siciliana.
Un politico della prima repubblica, militante nell’UDC di Casini, di Drago, appunto di Cuffaro, riciclatosi come civico per candidarsi a Sindaco di Modica, per poi tornare, alla fine della sua esperienza di sindaco, a riabbracciare i resti rabberciati dell’UDC, per tentare la carta regionale per la quale si rivelata indispensabile l’alleanza con la nuova DC, alleanza che si è ben presto rivelata residenza, anche per le 12.000 preferenze che hanno consentito a Cuffaro di entrare all’ARS.
Le dodicimila preferenze non sono bastate ad ottenere l’agognata poltrona di assessore, Abbate si è dovuto accontentare di una Presidenza di Commissione, così come ieri qualcuno aveva fatto un pensierino per la segreteria regionale e ci si è dovuti accontentare della vice presidenza in coabitazione con una consigliera comunale di Sommatino.
Certo vedere sprecate 12.000 preferenze, a favore di un manager politicamente sconosciuto, di un ex deputato derubricato a manager della sanità e di una consigliera comunale di paese, può dare fastidio, comunque Abbate è, per ora, nelle stanze che contano della politica siciliana, o, almeno, così pare.
Per quello che ci riguarda, sul nostro territorio, non si conoscono nomi importanti fra i sostenitori di Abbate, al momento gli interrogativi riguardano solo la posizione degli assessori del Comune di Ragusa, D’Asta e Gurrieri, notoriamente vicini ad Abbate ma che saranno restii, per il momento, a ufficializzare la loro adesione al partito di Cuffaro che potrebbe essere anche non scontata.
Meglio vivere da civici e sognare da democristiani.

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