La mancata nomina di Giovanni Distefano a Direttore del Polo Museale ibleo

di Cesare Pluchino
Mancano gli appelli degli uomini di cultura e di una parte della politica. Silenzio dalla soprintendenza

Nove poli museali, una ennesima trovata di un governo regionale che anche per la cultura non si è distinto con azioni efficaci tali da determinare un cambiamento con il passato.
A Ragusa si attendeva la nomina del dott. Giovanni Distefano, archeologo di fama, già Direttore del Museo di Kamarina che con Cava d’Ispica e il Museo Archeologico di Ragusa costituiva l’ossatura dei giacimenti museali della ex provincia.
Invece le scelte dell’assessorato, che non è fuori luogo definire politiche, come tutte le scelte degli uomini di governo siciliani, hanno portato a Ragusa un’altra dirigente, la direttrice del Parco Silvo Pastorale di Mistretta, mentre Distefano è stato indicato quale direttore del Polo Museale di Taormina, incarico che, però, ha rifiutato
Si è scatenato un putiferio di proteste, quasi esclusivamente politiche e di una parte della politica, con comunicati dai toni accesi e appassionati, che hanno stigmatizzato le decisioni dell’assessore e, senza mezzi termini, hanno consigliato una netta revisione delle scelte adottate.
Viene subito da dire che l’azione di tutela dello studioso di casa doveva essere intrapresa prima, se non altro perché si è caduti in una epocale caduta di stile nei confronti della direttrice nominata, per la quale sono state spese pochissime parole, tutte di prammatica, retoriche e di facciata, che in ogni caso non hanno dato un buon benvenuto alla nuova autorità cittadina.
Indiscusse le competenze e la professionalità del dott. Distefano, casomai ci sarebbe stato da chiedersi, molti anni prima, perché una riconosciuta personalità del settore non fosse stata mai chiamata a ricoprire il ruolo di soprintendente, anche in altre province, soprattutto considerando le nomine avvenute negli anni, spesso non all’altezza della situazione.
Nessuno, finora, si era preoccupato di tutelare la carriera di Giovanni Distefano, la mancata nomina, peraltro, forse, inusuale per il fatto di nominare uno di casa, ha scatenato il finimondo.
Citiamo per primo, anche per i suoi contenuti di livello, il comunicato del Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, Antonio Tringali, che con una nota trasmessa al presidente della Regione siciliana, all’assessore regionale ai beni culturali ed al dirigente generale dei BB.CC., chiede il motivo delle scelte per cui è stato destinato ad altra sede il candidato naturale alla direzione del Polo Museale locale, decisione che ha suscitato non poco disappunto in tutta la provincia.
La forte presa di posizione di numerose associazioni culturali del territorio per un ripensamento sulle scelte va ascritta alla grande considerazione non solo per lo studioso ma più ancora per l’eccellente lavoro condotto per la nostra terra.  
Tringali è consapevole del prestigioso incarico che era stato, comunque, conferito a Distefano, ma spesso – precisa il Presidente del Consiglio – non basta il prestigio a riconoscimento dell’opera svolta nell’interesse della propria provincia.
Per gli stessi motivi, esprime l’impegno a restare a fianco di quanti vorranno mantenere questo stato di civile agitazione, al fine di rendere i giusti meriti ad uno studioso che si è tanto speso per la sua terra, fiducioso che saranno ascoltati gli appelli che, ancora dopo giorni, vengono pronunciati per quella che costituisce l’ennesima ferita per il territorio.

Era stato per primo il senatore Giovanni Mauro a protestare per la mancata nomina del dott. Distefano, di certo il più profondo conoscitore delle ricchezze archeologiche e culturali della nostra provincia, che ha dimostrato, negli anni, di saper gestire egregiamente e con ottimi risultati tutte le strutture affidategli e ha contribuito di persona alla nascita dei parchi archeologici più importanti. Chi, meglio di lui, avrebbe potuto porsi alla guida di un polo nascente come quello ragusano, per organizzarlo con criterio fin dall’inizio?
L’esperto politico parla di sorti di un territorio affidate a logiche di potere, di promozioni e di sistemazioni per accontentare questo o quel politico, che affidano al valzer delle poltrone le sorti della nostra terra.

Anche deputato regionale di Forza Italia, l’on.le Giorgio Assenza, parla di criteri che non hanno seguito logiche omogenee e di competenze.
Va detto che gli esponenti del partito di Berlusconi parlano come se si accorgessero solo ora dei sistemi clientelari che hanno pervaso, da sempre, le nomine di ogni ordine e grado, nella cultura come nella sanità, nel turismo come in altri importanti settori.
In una interrogazione all’assessore competente, l’on.le Assenza parla, senza mezzi termini, di criteri,che hanno determinato le nomine degli attuali direttori, che rispondono solo alle solite logiche politiche di spartizione e ritiene opportuno che si proceda all’immediata revoca delle stesse al fine di rivedere il tutto nell’unica ottica della garanzia e dello sviluppo dei territori.

Di inconsistenza della deputazione iblea parla il Laboratorio politico 2.0, e segnatamente di quella che sostiene il governo regionale, che, non a caso, è intervenuta a difesa di Distefano, proponendo una raccolta di firme per “manifestare ai vertici dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e al presidente della Regione Siciliana che non è più possibile svendere l’avvenire della nostra terra sulle spalle di professionisti validi che meritano di essere rispettati e non offesi”.

Anche il presidente della sezione Ascom di Ragusa, Salvo Ingallinera, ha voluto esprimere il suo dissenso per decisioni che vanno, senza ombra di dubbio, a danno del territorio.
Le preoccupazioni sono rivolte ai possibili riflessi negativi sul fronte del turismo locale che, grazie anche alle competenti gestioni culturali del dott. Distefano, aveva ricevuto notevole impulso per valorizzare le peculiarità del territorio. Ancora una volta, per il Presidente ASCOM, un tentativo riuscito di boicottare la nostra terra.

Accanto a questi, altri comunicati di associazioni culturali e di movimenti e di politici minori, mentre, come osservato, nessuna reazione da parte della deputazione reginale che sostiene il governo Crocetta, nessuna voce nemmeno dalla rappresentante del Movimento 5 Stelle, come mancano pure voci distinte di uomini di cultura, di tutta la provincia.

Fra le voci a difesa del famoso archeologo di distingue quella del regista Gianni Battaglia che, cieco e convinto sostenitore delle innegabili qualità del dott. Distefano, si è profuso in una nota che richiama, per i toni melodrammatici, tragedie d’altri tempi, con esagerazioni che, pur di fronte alle eccelse qualità del Distefano, fanno comunque sorridere:
Questa la nota che riportiamo integralmente:
La decisione regionale che rimuove IL DOTT. GIOVANNI DISTEFANO da DIRETTORE DEL MUSEO DI CAMARINA è un crimine contro la Storia Culturale della Ragusanità e un colpo devastante alle dinamiche progettuali e operative avanzate dell’Arte e del Turismo nell’Area degli Iblei, dinamismi che il Dott. Distefano incarna e promuove da sempre.
Sarebbe necessario che il mondo politico e le Istituzioni, eletti a tutelare la Ragusanità, la sua Storia e la sua Cultura, intervenissero a neutralizzare questo scempio, che sprofonda Ragusa in livelli da terzo mondo, inauditi e immeritati.

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