La Regione tenta di perdere le Tragedie Greche di Siracusa, mentre Falcone ignora il nostro territorio

L’ennesima frittata di una Regione Siciliana ormai allo sbando.
Per una richiesta dell’assessorato alla cultura e ai beni culturali, attraverso il Parco archeologico di Siracusa, l’Istituto del Dramma Antico rischia di perdere le tradizionali rappresentazioni classiche.
La notizia non è nemmeno data dai media locali, troppa poca cosa, ma dal Corriere della Sera che svela l’arcano.
L’assessorato al turismo stanzia circa 500 mila euro l’anno per le tragedie greche, il Parco archeologico, emanazione dell’assessorato alla cultura e ai beni culturali, ne chiede quasi altrettanto.
Sono tutti concordi nel sostenere che si possono richiedere affitti e spese di servizio per concerti ed eventi vari, ma non all’istituto del Dramma Antico, che porta in città un giro d’affari enorme.
Il contrasto è fra il direttore del Parco Archeologico, Calogero Rizzuto, l’ex soprintendente di Ragusa, quello che dava per imminente l’apertura del Convento del Gesù, e i vertici dell’INDA che hanno tuonato, a Palermo, in Commissione Cultura per le richieste esose (150.000 di canone annuo di affitto e il 3% degli incassi) che annullerebbero il contributo dell’assessorato al turismo.
Musumeci ha avocato a sé la questione, certo se il Parco Archeologico chiede il dovuto per pulizie, diserbo e altre voci di spesa, qualcuno dovrà pure provvedere, ma è chiaro che ci sono di mezzo conflitti personali che un Presidente che si rispetti dovrebbe censurare severamente, sollevando i protagonisti che ci danno in pasto alla stampa nazionale per questioni di… botteghino.

Mentre turismo, cultura, INDA e Parco Archeologico sono dedicati alle loro baruffe, l’assessore Falcone si trastulla con una delle solite interviste, nella quale di tutto si parla, fuorché del nostro territorio.
Precisando, innanzitutto che non è in discussione l’assessorato all’agricoltura per Forza Italia, troncando, così, le velleità di qualcuno della Lega che voleva sostituire l’assessore Bandiera in un rimpasto considerato, ormai, prossimo, Falcone risponde alle domande sulle infrastrutture in Sicilia.
Vantando l’enorme aumento di passeggeri in treno, parla delle ferrovie relativamente al passante ferroviario di Palermo, alla riapertura della linea Caltagirone Catania, all’inizio dei lavori della stazione di Capaci, all’inizio dei lavori della stazione di Fontanarossa, al riavvio dei lavori sulla Cefalù-Ogliastrillo.
Per il nostro territorio, da sempre isolato, nessuna parola, nessun progetto.
Per le strade la situazione è diversa, naturale considerare un errore che la Siracusa Gela sarà terminata nel 2022. Dovrebbero essere consegnati, a breve, i primi 10 km asfaltati, di cui 5 già completati.
Poi lavori notturni sulla Catania-Palermo, mentre c’è il problema delle strade provinciali, per le quali la Regione stanzia ingenti somme che gli enti locali non riescono a spendere.
Obiettivi principali del 2020 alcune opere importanti, la Libertinia Licodia che dovrebbe collegare la Ragusa Catania con la Catania Palermo, la Bronte-Adrano, che vale 70 milioni di euro e poi le due pavimentazioni della Catania Messina e della Messina Palermo, porti importanti come a Favignana e a Malfa, il raddoppio ferroviario della Catania-Messina e il collegamento della Trapani-Alcamo e il secondo e terzo lotto della Catania Palermo che arriva fino a Enna”.
Come dicevamo, territorio ragusano ignorato, nessun cenno alla Ragusa – Catania, nessun cenno all’autostrada. almeno fino a Ragusa.
Se non arrivano, e presto, i 30 milioni per la metropolitana di superficie, non saranno da vantare i buoni rapporti con Musumeci e Falcone.

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