La Sicilia affonda fra sanità e rifiuti, ma l’avvoltoio grifone tornerà a volare sulle Madonie

In Sicilia accade di tutto, scandali, arresti, dimissioni di assessori, un piano rifiuti che annega sempre per gli interessi dei soliti noti, discariche sature, problemi economici sempre dietro la porta, giovani senza lavoro che attendono mesi per avere i soldi delle retribuzioni dei tirocini nelle aziende, aiuti alle aziende in crisi per la pandemia promessi ma mai arrivati, ma i siciliani possono essere contenti: l’avvoltoio grifone tornerà a volare sulle Madonie.
Una manna dal cielo il fatto che la Regione Siciliana ha l’obiettivo, tramite l’assessorato dell’Ambiente, di reintrodurre l’avvoltoio grifone nel territorio del Parco delle Madonie, così come già avvenuto con successo nel Parco dei Nebrodi.
Firmato un Accordo di collaborazione scientifica. Attorno allo stesso tavolo l’assessore Toto Cordaro, il governatore del distretto 2110 Sicilia-Malta del Rotary International, Alfio Di Costa, i presidenti del Parco delle Madonie, Angelo Merlino, e di quello dei Nebrodi, Domenico Barbuzza, il sindaco di Isnello Marcello Catanzaro e il commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia “A.Mirri”, Salvatore Seminara.

L’avvoltoio grifone (Gyps fulvus) è stato presente sulle Madonie fino agli anni ’50 del secolo scorso. Per farlo ritornare si punterà sull’esperienza maturata dall’ente Parco dei Nebrodi, che da oltre due decenni ha avviato un analogo progetto che nel corso del 2020 ha registrato 41 nidificazioni (di cui 31 concluse con l’involo) e una colonia stimata di circa 170 uccelli. L’accordo avrà una validità triennale.

«La tutela dell’ambiente, la biodiversità, la sensibilizzazione all’ecologia e la valorizzazione del territorio – sottolinea l’assessore Cordaro – rappresentano degli obiettivi importanti per il governo Musumeci.
Crediamo che, in questo momento, ci siano tutte le condizioni per riportare il grifone sulle Madonie, mutuando l’esperienza ultradecennale già collaudata sui Nebrodi. Abbiamo voluto coinvolgere diverse realtà, pubbliche e private, proprio per poter raggiungere il risultato più facilmente».

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