La storia infinita di palazzo Tumino a Ragusa

Una storia infinita, quella di Palazzo Tumino, un obbrobrio edilizio in centro città che ha stancato i ragusani, anche per le contorte vicissitudini giudiziarie che, a sorpresa, vedono il complesso, messo all’asta, quasi completamente, in tredici lotti diversi, di nuovo nelle mani del costruttore che tratta per la sua cessione.
Non ci occupiamo, per principio, di vicende giudiziarie, per cui il Palazzo, nascosto alla vista da buona pare della città, era quasi dimenticato nella sua opprimente mole.
A riportarlo protagonista della storia della città, l’attuale Sindaco Peppe Cassì che lo ha inserito in una sua visione dell’urbe, come elemento fondamentale di una riqualificazione del centro, che parte dall’area dell’ex scalo merci e, percorrendo la parte superiore della città, arriva a Ibla attraverso la Vallata Santa Domenica.
L’enorme superficie a disposizione, che comprende anche 8.000 mq sotto strada, può costituire, per Cassì, polmone nuovo della città, con l’insediamento nel palazzo, eventualmente acquisito, del Tribunale, di alcuni Comandi delle Forze dell’Ordine e di uffici pubblici che non hanno sedi proprie in città.
Un progetto complesso, al quale il Sindaco ha lavorato con particolare attenzione, fin dall’insediamento del suo mandato, con una visione globale del problema, e delle connessioni, che, ancorché non condivise, sono, indiscutibilmente, di alto livello.
Dopo due anni di ininterrotte trattative, complicate, forse, dall’esistenza di fattori ostativi per il buon fine delle stesse, il sindaco, a luglio, ha fatto pubblicare un avviso pubblico informale di sollecitazione ex art. 183, commi 15 e 16, D. Lgs. n. 50/2016, al fine di poter trovare un privato disponibile a rilevare l’immobile, per poi cederlo in affitto al Comune per le destinazioni sopracitate.
Una maniera per acquisire, indirettamente, la disponibilità dell’immobile, anche parzialmente per l’utilizzo necessario, senza impegnare le casse comunali.
Per la cronaca, è venuto fuori che rilevare l’immobile costerebbe 15 milioni di euro, riconvertirlo e rimetterlo in uso comporterebbe costi per 9 milioni di euro, i costi che il Comune dovrebbe sopportare per la locazione dell’immobile potrebbero essere, in parte compensati dalla cessione al privato dell’immobile dell’attuale Tribunale.
Una operazione, chiaramente, studiata a tavolino, per la quale se non esistesse già il privato interessato alla questione, potrebbe non sorprendere se si ritrovasse lo stesso proprietario, sotto altra veste giuridica, a essere regista dell’operazione.
Per qualcuno, si intravedono misteri e procedimenti che destano perplessità, secondo noi solo giochi di finanza immobiliare, del tutto leciti e regolari secondo legge, un divertissement per ricchi imprenditori, dove il Sindaco di Ragusa, intelligentemente, ha intravisto la possibilità di risolvere diversi problemi della città.
Sulla questione si sono innescate diverse polemiche, provocate dai modicani che inseguono il sogno del Tribunale che hanno visto soppresso e alimentate dall’opposizione consiliare che trova inaspettato motivo di esercitare il proprio ruolo.
Quello dei modicani, nel caso specifico dei comitati e delle associazioni che rivendicano la ricostituzione del Tribunale a Modica, è un tentativo del tutto pretestuoso di spostare il Tribunale da Ragusa a Modica, sia pure in parte, con la scusa di dover sopperire alle criticità venutesi a determinare con l’accentramento di tutti gli Uffici giudiziari nel Tribunale di Ragusa, insufficiente, come struttura, a contenere un altro Tribunale e gli uffici connessi che prima erano dislocati in provincia, per esempio a Vittoria.
Il motivo della pretesa è dato dal fatto che a Modica c’è l’immobile del soppresso Tribunale, costruito in tempi relativamente recenti, vuoto e inutilizzato, per cui sarebbe uno spreco, secondo una teoria del tutto discutibile, spendere soldi a Ragusa, a qualsiasi titolo, per il Tribunale e le sue esigenze.
Per i modicani poco importa se in tutta Italia il Tribunale sta nel capoluogo, secondo la loro teoria se ci fosse un immobile vuoto e inutilizzato a Barrafranca o a Petralia Sottana, ci si dovrebbe spostare là per non sprecare soldi pubblici.
I messaggi lanciati dai modicani lasciano perplessi, ancor di più perché firmati da un avvocato e sono fuorvianti.
Si scrive, pur citando dell’avviso pubblico, che il Comune vorrebbe acquisire Palazzo Tumino e si sarebbe attivato impegnando, (ma dove ? NdR) 24 milioni di euro.
La polemica sollevata lascia il tempo che trova e rimane nell’ambito delle rivendicazioni dei modicani per ottenere il ripristino della vecchia geografia giudiziaria e riportare a Modica il suo Tribunale, che non può essere quello di altre città e, segnatamente del capoluogo.
Ai modicani, con tutto il rispetto, cosa fa Ragusa dei suoi soldi e come li investe, fino a quando lo fa in maniera legittima e secondo le normative di legge, non può minimamente riguardare.
In ogni caso, i comunicati che provengono da Modica, a firma di un avvocato Portavoce del Comitato Pro Tribunale Modica si qualificano da soli quando si è costretti a leggere dell’attuale Ministro della Giustizia : “(Bonafede, chi è costui?)”

Il tentativo di portare a Modica il Tribunale di Ragusa è cavalcato da esponenti del Movimento 5 Stelle, a Modica in netta contraddizione con la linea del proprio Ministro, a Ragusa per mere motivazioni propagandistiche che vedono il capogruppo Firrincieli ricorrere alla facile polemica per il consueto esercizio del proprio ruolo di consigliere di opposizione.
Ma si sono raccordati questi esponenti 5 Stelle con il loro Ministro per capire la strada da intraprendere, come rappresentanti del Movimento oppure non sono nemmeno considerati ?
Anche Firrincieli diffonde messaggi fuorvianti, di spesa di 24 milioni, proprio quando c’è l’avviso per aggirare la spesa.
Poi, i soliti proclami, che restano inascoltati, “dobbiamo sapere”, dobbiamo capire”, i cittadini vorrebbero sapere, invece, per esempio, quali erano le trattative dei grillini per affidare ai privati, segnatamente al resort Donnafugata, il Castello di Donnafugata.
Allora l’amministrazione non era tenuta a spiegare, oggi le cose sono cambiate.
Ma Firrincieli ci dirà che della passata gestione grillina non ne vuole sapere nulla, soprattutto quando non gli conviene affrontare l’argomento.
Piuttosto che sterili polemiche sulla poca pubblicità data all’avviso e le premature domande sulla sorte dell’immobile dell’attuale Tribunale, perché i 5 Stelle non ci rappresentano il loro giudizio sulla linea del Sindaco e dell’amministrazione ? Perché non ci dicono se condividono le scelte e cosa proporrebbero, eventualmente, in alternativa ?
Sarebbe l’occasione per fare opposizione in maniera seria, non propagandistica e utile per la città.

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