La Virtus Ragusa ha coronato la retrocessione con la vittoria casalinga finale contro Reggio Calabria, collega retrocessa

La Virtus si è congedata dal pubblico amico del PalaPadua con la vittoria contro Reggio Calabria, con una partita che il comunicato della società definisce vera, che ha visto contendersi il risultato fino al termine dell’incontro, nonostante entrambe le società sono irrimediabilmente in zona retrocessione.
Un comunicato che cita tutti i giocatori, Sorrentino, Chessari, Ianelli, Zanetti, Calvi, Epifani, Gaetano, protagonisti di un a prestazione ineccepibile, per dire che la squadra non merita la retrocessione., purtroppo arrivata.
Come per altre squadre, non resta che attendere quali saranno i programmi per la prossima stagione, quale l’impegno della dirigenza, non dovuto, ma auspicabile per far tornare la Virtus e la pallacanestro maschile, ai fasti di un tempo

Sul movimento cestistico resta, però qualcosa da dire: la risonanza mediatica della pallacanestro maschile non è più quella di un tempo, le partite non sono capillarmente diffuse, si salva, e non molto, la serie A, tutto il resto è sconosciuto.
La sopravvivenza sarebbe legata al fenomeno locale, ma la comunicazione manca del tutto: la Virtus ci ha abituato al settimanale comunicato di resoconto sulle partite, interne ed esterne, quasi sempre assai di parte, ma non si è avuta nessuna comunicazione sulle altre squadre, sul loro andamento nel campionato, sui pronostici. Ancor meno sono stati noti per il pubblico normale i meccanismi di promozione e di retrocessione, tanto che la retrocessione della Virtus, alla penultima giornata, è stata una sorpresa anche per gente che, per il suo passato, ha sempre seguito la pallacanestro locale.
Non ci sono state adeguate politiche di marketing, non c’è stata promozione del movimento cestistico e di quello giovanile in particolare.
Ma è un fenomeno non limitato al basket maschile, basti pensare che il quotato e titolato giornale sportivo La Gazzetta dello Sport ha dato notizia della conquista dello scudetto di basket femminile da parte di Schio, in gara 2 della finale playoff con un piccolo articolo, senza foto, a pag. 42, annegato fra piccoli trafiletti di sport minori.
In queste condizioni, tollerate dalle federazioni e dalle società è difficile che il movimento cresca.

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