L’architetto Nuccio Iacono raggiunge un altro ambito traguardo professionale: responsabile dei servizi culturali del Museo del Costume di Donnafugata

È stato il padre adottivo e il nume tutelare della collezione di abiti d’epoca acquisita dal Comune di Ragusa, dall’allora assessore Stefania Campo.
Già prima dell’acquisizione, e del movimento trasversale che premeva per l’acquisto della collezione come irrinunciabile patrimonio che il Comune di Ragusa non poteva vedere disperso, l’architetto Iacono, sui social, si dava da fare per attirare l’attenzione su questa collezione in vendita, sulle sue peculiarità e sui benefici che ne avrebbe ricavato il territorio con l’acquisto.
Negli anni di amministrazione a 5 Stelle, fu il Sindaco Piccitto a scegliere l’architetto Iacono come esperto e curatore della collezione, incarico che con varie determine e deliberazioni riuscì a mantenere per tutta la durata del mandato sindacale.
L’architetto Iacono, oltre a curare la conservazione e la manutenzione degli abiti della collezione, fu incaricato anche di sovraintendere alla creazione del Museo del Costume, mentre organizzava, con successo, alcune mostre tematiche che sfruttavano alcuni dei reperti a disposizione.
Mostre che, come accennato, ebbero grande successo, con un ampio riscontro di visitatori.
Non ebbe lo stesso successo il lavoro per l’apertura del Museo, che subì ritardi inenarrabili.
Ormai facente parte della famiglia dei 5 Stelle, comprensibile la delusione dell’architetto Iacono quando apprese, la sera dell’esito del ballottaggio che i 5 Stelle erano stati restituiti agli affetti familiari e che iniziava l’epoca Cassì. Lo si leggeva negli occhi dell’architetto, appoggiato al muretto della piazza Poste mentre Peppe Cassì entrava trionfalmente a Palazzo dopo avere attraversato il centro cittadino, proveniente dal suo comitato elettorale.
Ma la sua passione, e le competenze acquisite dopo tanto tempo dedicato alla collezione, gli valsero la fiducia del nuovo sindaco, peraltro incline alla scelta di collaboratori provenienti da altre aree politiche e, in particolare, di persone che, in campagna elettorale, appoggiarono altri candidati sindaco.
Di fatto, l’architetto Nuccio Iacono non ha mai smesso di occuparsi della collezione di abiti d’epoca, del Museo del Costume e, più diffusamente del Castello di Donnafugata, con compiti, anche non ufficiali, che, spesso, a detta di qualche assessore, hanno anche travalicato l’autorità degli amministratori.
Sempre da fonti accreditate all’interno del Comune, circolano indiscrezioni sul totale delle somme erogate, a vario titolo, per il Castello, per la collezione, per il Museo, per iniziative varie e per i compensi, che, già nella prima parte del mandato del sindaco Cassì, pare abbiano superato il totale delle somme erogate dall’amministrazione 5 Stelle nei 5 anni di mandato.
L’architetto Nuccio Iacono aveva già avuto, nel 2019, incarico a progetto di manager culturale, con specifiche mansioni per il Castello di Donnafugata, è stato indicato, dal Sindaco Cassì, come componente del Comitato tecnico Scientifico dell’Ecomuseo CARAT, grande e riconosciuta la sua passione per la collezione, sicuramente indispensabile il suo apporto specifico che può dare per il progetto culturale dell’amministrazione, anche in mancanza di altre valide candidature agli incarichi, si deve, comunque, rilevare, negativamente, che quasi tutte le cose di cui si occupa vanno a rilento in maniera impressionante.
Certo. c’è da dire che spesso ci sono esigenze di bilancio che rallentano l’operatività, ma resta il fatto che per l’apertura del Museo del Costume ci sono voluti 7 anni circa, resta il fatto che solo di recente si è avuto modo di conoscere il numero effettivo degli abiti della collezione in reazione al totale dei reperti acquisiti e la città non ha ancora potuto ammirare, nella sua interezza, la collezione.
Il progetto culturale della città è inesistente, solo abbozzato, c’è l’impressione netta che il baricentro della cultura e del patrimonio culturale della città sia spostato, in maniera abnorme, verso il Castello che altro non è che una dimora di campagna, nemmeno tanto lussuosa, senza particolari opera d’arte e reperti di grande valore.
Una sorta di luna park d’epoca, con qualche pezzo di antiquariato, qualche mobile, qualche pianoforte, per il resto pezzi che vanno ammirati solo per la loro vetustà.
Non è nemmeno progettato il recupero del Parco e dei suoi divertissement, ci si trastulla con il maniero come con un Castello incantato.
Anche l’Ecomuseo stenta a partire come realtà viva, per quanto riguarda cultura è tutto allo stato di idee e di progetti, neanche l’assessore prescelto al ramo, che avrebbe le giuste competenze e capacità, sembra in grado di voler imprimere una svolta al settore, comprensibilmente compressa fra sindaco, manager e comitato tecnico scientifico dell’ecomuseo e annegata nei ritardi cronici della soprintendenza da cui dipendono, per esempio, i musei archeologici, quello vecchio e quello che dovrebbe aprire.
In questo scenario composito, dove l’establishment culturale si spreca, con determinazione dirigenziale del Settore II – Cultura, del 17 febbraio scorso, sono stati affidati, a mezzo di procedura di affidamento diretto all’architetto Giuseppe Iacono, per anni 2 (due) decorrenti dalla data di affidamento, i servizi culturali del Mudeco ubicato all’interno del Castello di Donnafugata.
Cosa si intenda per servizi culturali del Mudeco è tutto da scoprire ancorché facile da intuire come motivo della determina quando il Sindaco appella Iacono come nuovo Direttore del Mudeco.
In merito, il Sindaco Cassì ha appunto dichiarato: “L’architetto Nuccio Iacono sarà per i prossimi 2 anni il direttore del Museo del Costume, essendo stato selezionato all’esito di una gara ad evidenza pubblica indetta dal Comune. L’architetto Iacono è da sempre un autentico riferimento per il Castello di Donnafugata, nonché il maggiore conoscitore della storia del Mudeco e della Collezione Trifiletti, che non ha ancora del tutto svelato il grande patrimonio di abiti e di accessori che la compongono.
Prosegue quindi l’operazione di rilancio dell’intero complesso di Donnafugata che, anche grazie alle progettualità che lo stesso architetto Iacono ha contribuito nel tempo a sviluppare, vivrà nei prossimi mesi una importante stagione di restauri e valorizzazione.”
Auguri di buon lavoro all’architetto Iacono, nell’interesse della città.

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