L’assessore Licitra la spunta ancora sul collega Barone, restano le nubi che aleggiano sulla tenuta della Giunta Cassì

Sorrideva e assicurava che del protocollo con i comuni del val di Noto se ne sarebbe occupato lui, assicurava che non se ne sarebbe fatto nulla dopo il flop del 2019, dava per certo che, per il futuro, di turismo se ne sarebbe occupato solo lui, soprattutto dopo il tentativo del sindaco di privarlo della delega al turismo, poi rientrato.
Tutto, invece, come prima, con l’assurda intenzione dell’amministrazione di rinnovare il progetto di partecipazione alle fiere del turismo con gli altri Comuni del sud-est della Sicilia.
Ha la meglio l’assessore Licitra che spaccia l’iniziativa come a beneficio delle imprese del settore turistico ricettivo con la sottoscrizione della seconda annualità del protocollo d’intesa con altri Comuni del Sud Est Sicilia (Siracusa, Noto, Scicli, Modica, Piazza Armerina, Militello Val di Catania, Avola, Sortino, Vittoria ed Ispica), al fine di partecipare a 11 fiere di settore.
L’obiettivo è quello di promuovere il territorio e gli elementi che lo contraddistinguono, dal patrimonio architettonico e paesaggistico agli eventi culturali che hanno acquisito rilevanza nel panorama culturale, dall’enogastronomia d’eccellenza alle tradizioni popolari e religiose, e che costituiscono dei veri attrattori di potenziale interesse per quella parte di turisti e viaggiatori che ricercano, nei loro viaggi, la possibilità di ampliare le loro conoscenze e di vivere nuove esperienze.
Perché non se ne occupa l’assessore al turismo e perché non nemmeno coinvolto nell’iniziativa, non è dato sapere.
La questione assume toni da partito preso, non c’è nessun coinvolgimento dell’assessore al ramo né dei componenti della maggioranza che già, da tempo, scalpitano per atteggiamenti della Licitra che non sono tollerati.
Restano le nubi e le tensioni che aleggiano sulla compagine di giunta, la decisione dell’amministrazione di valutare il rinnovo dell’adesione al progetto lascia perplessi, soprattutto, perché, in una nota odierna dedicata, vengono messe in rilievo proprio tutte quelle eccezioni che, da tempo, sono contestate, primo fra tuti il target che dai paesi extraeuropei viene dirottato a quelli del mercato europeo, cosa che, peraltro, consente di limitare a 26.000 euro l’impegno economico.
Il tutto per alimentare, secondo strategie tutte da verificare nella loro validità, un turismo di vacanza breve che, di fatto, porta poco al territorio.
La vacanza breve, infatti, se supportata dalle tratte aeree dirette su Catania e Comiso (molte delle quali già in essere), diventerebbe attrattiva per quel segmento di popolazione, soprattutto europea, che sente forte il bisogno di interrompere la routine quotidiana concedendosi una pausa più o meno breve.
Si presenta come novità l’impegno a produrre report sui contatti e sui potenziali risultati della partecipazione entro pochi giorni dalla conclusione di ciascun evento , rapporti che saranno inoltrati alle imprese dei territori coinvolti, ammettendo, di fatto, quanto non è stato fatto nella precedente esperienza.
Nessun rendiconto del protocollo 2019, si vocifera che non tutti i Comuni hanno pagato il dovuto, nessun particolare sui contatti che erano stati annunciati dall’assessore Licitra con gli operatori del settori, solo la notizia di una nota, già inviata, per invitare a manifestare la propria disponibilità a offrire pacchetti turistici e l’eventuale interesse a partecipare, con spese a proprio carico, alle fiere nazionali ed internazionali 2020/2021 il cui elenco è stato allegato alla nota unitamente alle linee guida proposte.
Non si comprende come mai, se l’amministrazione sta ancora valutando l’adesione al progetto, in virtù di che cosa si invia questa nota agli operatori, segnale che, come avevamo previsto, l’assessore Licitra si muove secondo le sue intenzioni, ancora prima di avere condiviso le scelte in giunta.
A questo punto, legittimo chiedersi quale è e quale sarà il ruolo dell’assessore Barone relativamente alla sua delega al turismo.

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