Le notti in spiaggia, le bottiglie e la questione educativa sullo sfondo del COVID 19

La sintesi egregia delle polemiche per l’apertura delle spiagge sta nell’intervento dell’assessore Ciccio Barone che, ogni giorno di più, mostra maturità politica purtroppo spesso poco apprezzata.
Dice a proposito delle note insistenti dei due consiglieri del Partito Democratico: “Parto da una considerazione; ci sono due modi di intenderà la città e la politica: uno che mira solo a distruggere, nella speranza di ritagliare spazi di protagonismo personale, ed uno che vede invece il bene della città e del suo tessuto economico prevalere su qualsiasi logica di parte o utile personale.
Questo è ciò che ci divide irrimediabilmente: per me viene al primo posto la città, per gli amici del Pd la necessità di screditare l’azione amministrativa degli avversari, anche a costo di danneggiare commercianti e cittadini.
È quanto accaduto ieri quando i due consiglieri, peraltro mi risulta non presenti a Marina di Ragusa, hanno pubblicato foto delle spiagge, in attesa dell’inizio della pulizia straordinaria, iniziata da lì a poco, che volevano restituire l’immagine di una Marina abbandonata a sé stessa e senza cura alcuna.
Peccato che chi gli ha fornito le foto abbia omesso di raccontare ciò che ieri è successo: ordine, cura, attenzione, protezione per la sicurezza sanitaria di ciascuno; il tutto con grande soddisfazione per le migliaia di visitatori e per i nostri operatori commerciali.
Quello che era necessario e doveroso per sostenere, in questo difficile momento, economia e fiducia.
Per queste ragioni invito tutti a cessare polemiche strumentali ed a cogliere invece l’occasione per restituire la vera immagine di Marina in questo scorcio centrale d’estate: pulita, ordinata, viva è vitale.

Anche il Sindaco Peppe Cassì ha voluto mettere in risalto la positività di una notte di San Lorenzo trascorsa nelle nostre spiagge senza tendopoli né falò, con tanti giovani, come è stato largamente apprezzato, che hanno potuto godere degli spazi ampi dell’arenile di Marina di Ragusa.
Non c’è stata l’invasione di gente da altri comuni, chi passa la serata in spiaggia sono giovani che non si allontanano troppo dalla residenza.
Un errore ha però fatto il sindaco, o meglio chi ha preparato l’intervento, secondo una consuetudine, discutibile, che deve togliere al primo cittadino incombenze per le quali dovrebbe poter essere sostituto da membri dello staff.
Ha ripreso la bieca segnalazione dei rifiuti in spiaggia, fotografati mentre c’erano ancora ragazzi sull’arenile, assai prima dei normali interventi giornalieri e, non contento di una serata dove tutto era filato liscio, per merito di una gioventù ordinata, composta e apprezzabilissima, ha voluto essere severo nel rilevare lo stato in cui sono state lasciate le spiagge.
Da lì, inopinatamente, è scivolato sulla questione educativa degli adolescenti cercando di ribattere ad una farneticante richiesta di alcuni genitori che avrebbero avanzato la richiesta di “chiudere tutto” così da evitare che i loro figli uscissero a tarda sera.
Roba da trattamento sanitario obbligatorio, alla quale il virgolettato del Sindaco ha voluto dare dignità di discussione.

Ci piace citare in proposito, al riguardo, un commento del prof. Sandro Vero: “Intervengo solo per dire che dove c’è festa, moltitudine (assembramento è un termine che mi dà la nausea), specie di giovani, c’è sempre da ripulire, poi. Ricordate i giorni di Woodstock?
Adesso sembra tutto tragico, definitivo, barbarico, per effetto di una transizione antropologica: è cresciuta a dismisura la dimensione del bacchettonismo sempre e comunque!
Ci si lagna che questi giovani non hanno contenuti nei circuiti cerebrali. Il mondo gli ha tolto i sogni, che diavolo vogliamo?
Poi, ad essere pignoli, non è che quando i giovani erano quasi tutti “impegnati”, la mattina dell’11 o del 15 agosto le spiagge erano più pulite di ora…?
Forse è un fatto di latitudine, ma a occhio e croce penso che nelle spiagge tedesche (qualcuna ce l’hanno anche loro) o inglesi le bottiglie di birra siano anche di più…”
Un commento colto e profondo che ci esime da ulteriori nostri commenti.

Dal punto di vista politico, invece, dissentiamo dalla strategia del Sindaco, o meglio del suo staff, di addentrarsi sul tema delle condizioni elle spiagge alla fine della kermesse notturna, sia per non alimentare la ricerca di visibilità dei consiglieri di opposizione, sia per non alimentare commenti legittimi, ancorché non condivisibili, come quelli del segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese.

In un primo post su facebook, Calabrese stigmatizza, appunto, l’intervento del sindaco nei confronti dei genitori che sarebbero incapaci di svolgere il ruolo di educatore nei confronti dei propri figli, con la conseguente considerazione che i nostri figli sarebbero dei maleducati.
Certo, quando si fanno di queste discussioni è sbagliato generalizzare, comprensibile la difesa della ragusanità, i giovani ragusani non saranno in basso nelle classifiche per l’educazione, ma parlarne, dopo gli episodi di movida incontrollata, di fenomeni di ubriachezza molesta, di atti poco consoni al vivere civile, di abbandono di cartoni di pizza dovunque, di assoluta abituale mancanza di rispetto delle norme del codice della strada, non è poi un delitto.

Ancora l’intervento del Sindaco lascia a Calabrese la libertà di intravedere “stizza e risentimento” che sarebbero stati determinati dalle critiche per la convinta, e dai più condivisa, scelta in controtendenza con quelle di altri colleghi sindaci.
Una scelta apprezzabilissima perché il Sindaco ha mostrato, e lo ha fatto poche volte, finora, autorevole autonomia, scevra dai condizionamenti di tavoli, di osservatori, di comitati e di associazioni.
La sbandata sula questione educativa è stata una escursione inutile su un terreno assai scivoloso, di quelli senza via di scampo, Calabrese, alla fine scivola anche lui imbarcandosi nella strumentale polemica per assembramenti che non ci sono stati (chieda, se ne ha il coraggio, allora, di chiudere le spiagge, dove ci sono i veri assembramenti NdR) e, ciliegina sulla torta, dulcis in fundu, chiede che sia cacciato l’assessore che avrebbe fatto commettere questi sbagli, perché tutti i salmi delle opposizioni finiscono in gloria.

L’occasione, ci fa dire, invece che meriterebbe di essere cacciato il vero responsabile dell’errore che ha generato tutta questa inutile caciara.

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