Le somme destinate all’effimero scandalizzano il capogruppo 5 Stelle Firrincieli, nell’attuale momento di crisi economico-sociale

Inopportuno, per il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, pensare all’effimero nell’attuale momento di crisi economico sociale.
Cospicue somme, si parla di circa 400.000 euro destinati al turismo e a eventi a cavallo fra la cultura e lo spettacolo.
Si tratta di somme residue della tassa di soggiorno degli anni passati, non meglio specificate nell’apposito emendamento dell’assessorato al bilancio, se non come avanzo vincolato, accertato dal rendiconto 2019, che viene destinato per 440.000 euro per aiuti alle imprese turistiche e del settore intrattenimento, per 250.000 euro a interventi di promozione turistica per organizzazione di grandi eventi e manifestazioni culturali o estive e per l’apertura, promozione e fruizione di beni culturali.
Quest’ultima voce è peraltro sicuramente integrata da altre somme, perché indiscrezioni di palazzo parlano di 180.000 destinati ai grandi eventi, spettacoli e iniziative ormai istituzionalizzate nel campo cosiddetto ‘culturale’, e di 70.000 euro per interventi di marketing turistico, fondi ai quali vanno aggiunti quelli per l’apertura delle chiese e per altre esigenze degli assessorati turismo, spettacolo e cultura che sarebbero impegnati, come ha sottolineato il capogruppo della maggioranza, a venire incontro alla collettività assillata dalla crisi, anche con interventi di carattere culturale ricreativo, necessari anche per aiutare le categorie commerciali coinvolte dal particolare momento che si sta attraversando.

Per Sergio Firrincieli, scelte inopportune, peraltro foriere di non poche perplessità anche all’interno della stessa maggioranza che non ha votato compatta per approvare l’atto.
Come avviene di solito per questi atti, da considerare, comunque del tutto legittimi e regolari, nelle pieghe del provvedimento si celano, e non hanno l’evidenza che sarebbe consigliabile ai fini della massima trasparenza, fondi per operazioni di marketing turistico che non sono condivise da Firrincieli, per quanto, forse, si tratta dell’unica misura che renderebbe del tutto legittimo l’utilizzo dei fondi residui della tassa di soggiorno.
Firrincieli si attacca al fatto che, nell’attuale momento di difficoltà economica per molte famiglie, momento che sarà destinato a diventare, sembra, ancora più pesante nei prossimi mesi, dare libero sfogo al sostegno dell’effimero diventa davvero ingiustificabile.
Aggiunge anche che, in consiglio comunale, sarebbe venuta fuori la voce dissonante della consigliera Raimonda Salamone, già assessore al Bilancio proprio con questa Giunta e quindi in grado di discernere perfettamente certe dinamiche, che ha contestato l’iniziativa e che si è astenuta al momento del voto.
Ma, in effetti, anche quella della consigliera Salamone, come in altre occasioni, è stata la strategia del dico e non dico, del sollevare eccezioni mentre si prodiga nel giudicare positivamente gli atti ben articolati.

Relativamente a questo atto, la questione centrale è quella della tassa di soggiorno, per la quale questa amministrazione ha avuto sempre forme di altissima intolleranza.
Dall’insediamento, non si ebbe cura di provvedere al rinnovo dell’apposito Osservatorio, mentre, assessore la stessa Salomone, si utilizzarono i fondi della tassa di soggiorno per pagare i dipendenti dell’ufficio turistico, nel contesto di una manovra, del 2018, a cavallo delle amministrazioni 5 Stelle e Cassì, che la stessa Salomone definì, per alcuni aspetti di ‘finanza creativa’
Un altro anno per costituire l’Osservatorio ed eleggere il Presidente, ma l’organismo non viene convocato.
Il ruolo elettivo dell’Osservatorio sarebbe stato quello di verificare l’utilizzo della tassa di soggiorno, il fatto che ci siano residui così cospicui, testimoni che la tassa è stata destinata male e utilizzata ancora peggio, ma nessuno se ne preoccupa.
Non a caso i 5 Stelle, su iniziativa del consigliere Antonio Tringali, hanno inoltrato specifiche e analitiche interrogazioni sull’utilizzo della tassa negli anni, ma hanno sempre ricevuto, quando li hanno ricevute, risposte tardive, lacunose e non esaustive.
La giunta ha utilizzato l’accorgimento di accorpare sotto macro voci, di promozione turistica, di eventi culturali ad alta valenza turistica, di marketing turistico, e altre diavolerie create ad arte, i fondi della tassa per poi avere disponibilità di destinare le somme a iniziative di vario genere, arrampicandosi sugli specchi per scrivere delle finalità che rispondessero ai criteri di utilizzo della tassa, come previsti dall’apposito regolamento.
Se tutto fosse stato sempre lineare, senza forzature per accontentare questo o quell’assessore, questo o quel settore, non ci potrebbero essere difficoltà nel mostrare le singole voci di utilizzo, con la specifica dei destinatari delle somme.
Ma, ormai, le somme della tassa di soggiorno, sono diventate, a Ragusa, come i fondi residui della Legge su Ibla, ci volle una commissione di indagine, peraltro ottimamente diretta dall’attuale assessore al bilancio, Giovanni Iacono, per identificare i periodi nei quali le somme vennero distratte, e risalire, quindi, ai Sindaci, agli assessori e ai dirigenti del tempo.
Ma tutto rimase nella nebbia, anche se dal palazzo sono sempre trapelate le destinazioni varie dei fondi in esame.
In soli due anni di giunta Cassì, non si è capito nulla sulle destinazioni della tassa di soggiorno, relativamente alle destinazioni finali delle somme, vedremo come andrà in futuro o se ci sarà bisogno di un’altra commissione di indagine.

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