Legittimità approvazione Piano Regolatore Generale : tanto rumore per nulla, i chiarimenti potevano arrivare prima, ma le nuvole non sono dissolte del tutto

Una conferenza stampa indetta dal Sindaco Cassì e dall’assessore Giuffrida, presente il Presidente del Consiglio Fabrizio Ilardo, sull’approvazione del Piano Regolatore Generale.
Incontro con la stampa affollato, erano presenti gli assessori Pasta, Digrandi, Adamo e Massari, la consigliera La Licata in qualità di Presidente della Commissione Assetto del Territorio e i consiglieri comunali Schininà, Iurato, e Galifi.
Come era prevedibile nessuna novità rispetto a quanto esternato dagli amministratori attraverso gli interventi in aula e le varie interviste rilasciate alla stampa.
Il sindaco ha esaltato il lavoro portato a buon fine, sottolineando l’importanza dello strumento urbanistico che, attraverso un riequilibrio del territorio, potrà contribuire allo sviluppo della città, tenendo conto delle nuove emergenze climatiche, il tutto dopo anni di interregno nel settore, dato da mancata osservanza alle prescrizioni della Regione, alla mancanza di un piano particolareggiato per il centro storico e all’esistenza di normative che si rifacevano a errate valutazioni del fabbisogno abitativo.
Il sindaco ha espresso il massimo plauso per la collaborazione con molte componenti della città, rimarcando come lo strumento urbanistico approvato sia la risultante di una condivisione con alcune forze di minoranza che hanno voluto concorrere alla stesura definitiva, senza naturalmente fare cenno alcuno agli accordi preventivi ma non ufficiali, alla base dell’approvazione, noti a tutti da tempo.
Prima di finire il suo intervento, è venuto fuori il vero intento della conferenza stampa, quello di non sottrarsi ai tanti rilievi sulle questioni burocratiche e amministrative dello strumento, stigmatizzando il comportamento dei tanti consiglieri, anche di maggioranza, che hanno messo in atto strategie politiche definite mediocri, volte non a migliorare l’atto ma a mettere in difficoltà l’avversario politico, anche ricorrendo all’estremo tentativo di far approvare il PRG da un commissario.
Anche l’assessore Giuffrida sulla stessa linea, rimarcando il lavoro impegnativo, le condivisioni ampie che si sono realizzate e che hanno allontanato lo spettro del commissariamento.
Anche il Presidente del Consiglio, che va elogiato per la sua direzione d’orchestra di eccellenza delle sedute, complicate dai numeri risicati della maggioranza, dalle fibrillazioni interne della stessa e dai vari tentativi di rallentare l’iter del piano, ha esaltato il lavoro portato a compimento, sottolineando come quello approvato risulti il primo PRG esitato da un consiglio comunale, dal lontano 1974, un motivo di vanto in più per questo Consiglio e per l’amministrazione attuale.
Meritato anche lo spazio riservato alla Presidente della Commissione competente, Oriana La Licata, che ha saputo ben gestire il complicato lavoro in Commissione, assai determinate per l’esito finale.
In definitiva, al netto di eventuali possibili annunciate complicazioni successive, sia nell’iter di approvazione della Regione, sia per possibili ricorsi sulla legittimità delle procedure, legittimo orgoglio di un Sindaco che, con una nuova amministrazione e una nuova coalizione di maggioranza, sia pure a distanza di sei anni dal primo insediamento, ha portato in porto il nuovo PRG della città.
Un successo incontestabile, per il quale si è tentato di fugare, in conferenza stampa, le ombre che si sono addensate negli ultimi giorni, attorno alle procedure, alcune delle quali, potrebbero risultare, alla luce di quanto dichiarato oggi dai protagonisti, del tutto infondate.

Come si ricorderà, appunto negli ultimi giorni si sono moltiplicate le richieste di chiarimenti e di trasparenza inoltrate anche al Segretario Generale, dal quale si attendono ancora circostanziate risposte ai quesiti posti che sono, peraltro, ancora necessarie per confermare quanto asserito, ogg,i dai protagonisti delle polemiche.
Come è noto i rilievi dei consiglieri di Fratelli d’Italia, del Movimento 5 Stelle, di Generazione, nonché quelli dei consiglieri eletti nelle liste di maggioranza riguardavano la posizione dei consiglieri della lista Cassì Sindaco, Marco Antoci e Maria Grazia Criscione.
Per dovere di cronaca, va registrata anche la posizione della consigliera di maggioranza Occhipinti, che fino all’inizio della seduta finale ha sollevato la possibile non dichiarata incompatibilità di qualche consigliere, con chiaro riferimento al capogruppo del Partito Democratico che, in ogni caso, assumendosene ogni responsabilità, confermava di essere pienamente compatibile.
Per i due consiglieri di maggioranza si eccepiva, arrivando a produrre idonea documentazione, si eccepiva una presunta incompatibilità non dichiarata, ancorché con l’accortezza di non partecipare alla discussione sul piano e alla votazione finale, al fine di mantenere il numero minimo richiesto per l’esame dell’atto.
Si evinceva una strategia concordata con l’amministrazione per mantenere al Consiglio i requisii minimi per esitare l’atto.

Nel suo intervento, diventato centrale della conferenza stampa, il consigliere Antoci, che, si deve ricordare, ha il ruolo di Segretario Generale in un Comune siciliano, ha chiarito alcuni punti, mettendo anche in difficoltà alcune eccezioni sollevate dalle minoranze: intanto ha sgombrato il campo da quello che ha definito ‘l’asino che volava’ a cui tutti guardavano: totalmente falso che la loro mancata dichiarazione di incompatibilità avrebbe falsato il numero minimo di consiglieri compatibili necessario, in quanto lo stesso è fissato in un terzo dei consiglieri.
Antoci aveva esordito, in ogni caso, affermando: “siamo entrambi compatibili”, chi ha detto il contrario lo ha fatto per ignoranza o malafede, comunicando, addirittura al Segretario generale, la nostra incompatibilità.

Occorre dire che qualche passaggio dell’intervento di Antoci è stato criptico, per usare un eufemismo, come quando ha messo in relazione la richiesta di trasparenza con l’intenzione di consegnare l’atto in mano al commissario regionale come se fosse stato normale rinunciare alla trasparenza pur di non consegnare l’atto ad un commissario.
Del resto, i contestatori chiedevano trasparenza e non sono state date risposte, risposte che sono arrivate solo ora, dedicando addirittura una conferenza stampa, per semplici riscontri che si potevano dare subito.
Per cui siamo legittimati a pensare che sia stata una strategia anche quella di non rispondere, perché ad atto approvato è assai più difficile ritornare indietro.

Non si comprende il nesso nel dire “prima di parlare abbiamo voluto attendere l’approvazione del piano perché sapevamo c’era gente che non voleva questo piano e gradiva l’approvazione di un commissario”: quindi, lecito pensare che i rilevi sollevati avrebbero potuti bloccare legalmente il piano, ove fossero risultati determinanti.

Antoci spiega perché non hanno partecipato all’esame e alla votazione del PRG: “Sapevamo ed era evidente che c’era una frangia dei colleghi consiglieri che avrebbe fatto di tutto per strumentalizzare ogni situazione, contestando giudizialmente e proceduralmente il piano, si sarebbero tuffati sulla nostra presenza in aula per mettere in difficoltà il piano.”
Ma su cosa si potevano tuffare se non c’erano i presupposti ? Questo Antoci non lo ha specificato, anzi ha aggiunto: ”Non ci sarebbe mancato modo, a me e alla collega Criscione di tutelare la nostra posizione” ma non lo hanno fatto per garantire il piano; quindi, ci sarebbero stati motivi per eccepire qualcosa, elementare.

Poi Antoci illustra la sua posizione, anche per controbattere le follie scritte negli ultimi giorni.
Ma non ha prodotto elementi convincenti per la sua posizione, anzi ne ha sollevati altri, parlando di un terreno che non ha subito modifiche di destinazione, bensì di indice di edificabilità, elementi che, secondo alcuni, sono indice di incompatibilità.

Ma come ha specificato Antoci, che, è bene ricordare, non ha partecipato alla discussione e alla votazione, non c’è obbligo di dichiarare l’incompatibilità, affermazione che fa a pugni con quella iniziale del “siamo compatibili”.

Poi ha continuato la sua dissertazione sull’interpretazione allargando la sua disamina sul ruolo del consigliere rispetto ad altri atti di competenza.

Anche la consigliera Criscione ha voluto apportare elementi a tutela della sua compatibilità, successivamente le domande dei giornalisti hanno cercato di capire l’aria che tira in maggioranza e in giunta rispetto alle posizioni dell’assessore Iacono e della su consigliera Occhipinti, per i quali il sindaco ha ribadito l’assoluta comunanza di intenti e di condivisione, basata essenzialmente su rapporti personali consolidati da tempo.

Riguardo alla posizione dei tre consiglieri di maggioranza, Bennardo, Caruso e Zagami, Cassì ha glissato, usando toni molto morbidi, considerando le insofferenza fisiologiche, ancorché inusuali per consiglieri di maggioranza, consapevole della possibilità che i tre vogliano costituire un gruppo indipendente come si vocifera.

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