L’elegante impianto sportivo di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, fa da cornice al ritorno di Luigi Rabito

Nota prevalente, e quanto mai portatrice di gaudio, la presenza, a Marina di Ragusa, di Luigi Rabito, un ritorno atteso a cui ha fatto da degna cornice l’impianto di via delle Sirene.
È tornato fra di noi, Luigi, non il primario apprezzato, non l’assessore fra i più seri, ma l’amico, il personaggio mai fuori dalle righe, riservato come la sua rentrée che si spera possa essere l’inizio di una sua sempre più costante, quanto mai necessaria, presenza nella vita pubblica della città.
E Luigi Rabito, vecchio indigeno di Marina di Ragusa, anche nella sua veste di sportivo praticante, non poteva mancare all’importante appuntamento di via delle Sirene.

Dopo anni di totale abbandono e di degrado assoluto, quello che veniva chiamato stadietto di via delle Sirene è risorto, e si deve dire in maniera luminosa, elegante, impreziosendo una zona della frazione marinara e dotandola di un impianto quanto mai desiderato per la pratica sportiva.
Un polifunzionale con due campi da tennis, due di paddle e un polivalente, per basket e calcetto, che, grazie al clima di Marina di Ragusa potrà essere meta degli sportivi in ogni giorno dell’anno.
Marina di Ragusa è stata, da sempre, una bella donna, precedenti amministrazioni l’hanno vestita con eleganti infrastrutture, facendola diventare la perla della costa meridionale della Sicilia.
Il porto, la piazza, il lungomare Mediterraneo, la riqualificazione della parte finale del lungomare Andrea Doria, la pista ciclabile hanno reso difficile il miglioramento della frazione.
L’impianto di via delle Sirene restava, inspiegabilmente, l’unico grosso neo, invisibile perché incluso in una zona una volta periferica, dimenticato, ignorato nel suo degrado.
E anche questa amministrazione non è intervenuta subito. C’è voluta la proposta di un gruppo di giovani progettisti per far uscire la struttura dall’oblio che stava avvolgendo anche la giunta Cassì.
Giunta Cassì che può dotare la bella donna, elegantemente vestita, degli accessori giusti e questa di via delle Sirene sembra l’acconciatura che valorizza l’insieme, la seconda pista ciclabile, l’allargamento della prima, la riqualificazione del lungomare Andrea Doria, fino a piazza Malta, saranno gli altri accessori indispensabili.
L’impianto si presenta splendido, luminoso, un progetto di eccellenza, purtroppo offuscato da problemi fra i progettisti, da problemi con l’impresa, dai conti fatti male che hanno determinato un aumento di spesa, dagli originari 800.000 euro previsti e annunciati nell’ottobre del 2020, al 1.400.000 euro, che lascia fuori, al contrario di quanto era stato annunciato, la club house per la quale, in mancanza di fondi, si intende ricorrere al project finacing.
Un impianto elegante, ben rifinito, con un sistema di illuminazione di livello, dotato naturalmente di ampio e comodo parcheggio, che già nella serata dell’inaugurazione è stato invaso da giovanissimi ansiosi di calcare i campi da gioco, anche Cassi ha voluto verificare la sua sensibilità, nel tiro a canestro, che lo ha reso famoso.
Un momento importante, quello dell’inaugurazione, grazie ai tantissimi villeggianti e turisti che hanno atteso con pazienza l’apertura dei cancelli.
Intervenuti autorità militari e civili, presente il Questore, dott.ssa Agnello, e i rappresentanti di Carabinieri e Guardia di Finanza, la giunta al completo, mancava solo Giovanni Iacono per precedenti improrogabili impegni, il Presidente del Consiglio comunale, Ilardo, qualche consigliere comunale, fra i quali Cettina Raniolo che con la Presidente Gianna Maria Gurrieri e Bianca Panepinto rappresentava il Comitato Andrea Doria.
La solita approssimativa organizzazione non ha permesso di apprezzare l’intervento del sindaco Cassì, per la mancanza di un impianto audio, si è potuto solo percepire, come anche confermato dai titoli di stamane del quotidiano locale, che il sindaco parla di tempi record per la realizzazione dell’opera, affermazione che lascia basiti.
L’iter dell’opera è stato una ‘via crucis’, doveva essere completato in 180 giorni, cioè consegnato a giugno del 2021, per una spesa totale di 800.000 euro, poi lievitata a 1.400.000 euro, completo di club house che oggi apprendiamo fuori dal progetto avviato.
Desideriamo specificare che le nostre non sono considerazioni personali ma i contenuti dei comunicati ufficiali di palazzo, di record, come da buon sportivo vorrebbe reclamare il sindaco, c’è solo il ritardo, del resto fisiologico a molte opere pubbliche seguite dall’assessorato ai lavori pubblici del Comune. Incomprensibile, perché poi si parli, lo fa anche il Presidente del Consiglio di progetto avviato quattro anni fa, che vorrebbe dire, in pratica, già dall’insediamento della giunta, tempi che renderebbero mostruoso il ritardo.
Di veloce, e di questo si deve dare atto, il completamento degli ultimi dettagli, appena pochi giorni prima, quando fu issata la bandiera blu, mancavano i cancelli, la struttura all’ingresso, le piante, in un fiat tutto è stato completato, anche la polvere è stata mesa sotto il tappeto con la chiusura ermetica, quasi un sarcofago come per i reattori nucleari in disuso, per celare la vergona dell’opera incompleta, l’edificio della club house sembra, addirittura, non far parte dell’impianto.
Le opposizioni, non solo consiliari, sono già pronte per cercare il pelo nell’uovo di questa che costituisce la prima opera pubblica di questa amministrazione avviata e, almeno parzialmente, consegnata alla città, in attesa che nei mesi invernali sia completata e aperta la club house che dovrebbe avere un’area di aggregazione e una di ristorazione.
Dicevamo delle opposizioni pronte a cercare il pelo nell’uovo, anche per qualche indiscrezione che trapela dallo stretto entourage del primo cittadino e dei suoi fedelissimi: qualcuno si chiede se l’opera è già collaudata, lo stesso Presidente del Consiglio, da navigato politico, parla in un post di passaggi amministrativi da espletare, qualcuno sospetta che qualche zona dei campi di gioco possa non far defluire le acque meteoriche come dovrebbe, qualcuno si chiedeva se i servizi sono adeguati al bisogno, qualche altro eccepisce sulle dimensioni regolamentari del campo di calcetto.
Illazioni sulle quali, al momento, almeno, prevale la luce fulgida, diurna e notturna, di un impianto di avanguardia che non tutti i centri balneari, anche più quotati possono vantare.

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