Lotta all’amianto e ai suoi effetti nocivi: da questione sociale a fatto culturale

di Cesare Pluchino
Il successo alla Mostra Internazionale del Cortometraggio di Montecatini sancisce il valore della scelta di Salvatore Occhipinti e Gaetano Scollo che sono riusciti a imporre la questione trasformandola in problema culturale.

Turi Occhipinti  e  Gaetano  Scollo,  autori  del cortometraggio “Lamiantu”, sono  stati  premiati  alla  65° Mostra Internazionale  del  Cortometraggio di  Montecatini.
Il lavoro dei due ragusani ha ricevuto  il “Premio Ufficiale della Giuria Popolare”, ottenendo  il piu’ alto  consenso del pubblico, con particolare  riferimento, come si legge nelle motivazioni, alle  tematiche  affrontate e alla capacità di toccare  la sensibilità degli spettatori.
Il  cortometraggio “Lamiantu” è stato presentato ufficialmente  all’interno  della  vetrina nazionale  e  internazionale Fedic, nel pomeriggio  del  17 ottobre 2014.
Il valido riconoscimento, ultimo, in ordine di tempo, fra quelli riconosciuti al film cortometraggio che ha fatto emergere le criticità della questione ”Amianto”, anche a livello internazionale, assume un più alto significato per la grande rinomanza della rassegna toscana, iniziativa di interesse culturale nazionale che gode dell’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica.
Giunta alla LXV Edizione, secondo più antico festival cinematografico dopo la Mostra Internazionale di Venezia, la Mostra di Montecatini rappresenta un appuntamento di rilievo nel panorama della cinematografia internazionale: costituiscono indiscutibili credenziali l’albo dei premiati e il registro degli ospiti d’onore che annoverano nomi famosi, quali i registi Nanni Moretti, Ferzan Ozpetek, Alessandro Blasetti, Marco Bellocchio e Pupi Avati, e gli attori Alberto Sordi, Giulietta Masina e Rutger Hauer.
Dal ‘191 viene  assegnato il premio  “Airone d’oro” , che, negli anni  passati  è andato a personaggi del calibro di Bruno  Bozzetto , Marcel Carnè, Alida Valli, Luciano Emmer.
Quest’anno selezionati 300 cortometraggi su 9.208, inizialmente in  concorso, provenienti da 52 Paesi.
Rimangono, quindi, del tutto attuali l’intuizione e la  scelta di Tuti Occhipinti e di Gaetano Scollo che vollero  far uscire un argomento, ancora oggi, scomodo e incandescente, dagli ambiti, necessariamente ristretti, della tutela dei lavoratori e della medicina del lavoro, elevandolo a fatto culturale, simbolo di una strategia della prevenzione che si adatta a mille altri ambiti.
A loro va ascritto il merito, e i tanti riconoscimenti ( al Festival del Cinema di Frontiera di Marzamemi, allo Sciacca Film Festival (competizione internazionale di cortometraggi e documentari) e al 15° “Parma Film Festival”) acclarano questa tesi, di aver sottoposto all’opinione pubblica la drammatica realtà, troppo a lungo dimenticata con colpevoli superficialità e disinteresse, in funzione di una indispensabile attenzione al devastante impatto che ancora può avere sulle generazioni future, soprattutto in quei paesi in cui il problema amianto non è nemmeno considerato.
Cortometraggio che, a suo tempo, fu sostenuto solo dal contributo economico del Comune di Priolo Gargallo, vivificato dalla professionalità di Marcello Perracchio e Silvia Scuderi.
Una storia di diciannove minuti per narrare, in maniera cruda, ma umana al tempo stesso, la ‘tragedia’ di due vite parallele, stroncate dall’amianto, una al nord e un’altra al sud. Una storia che, giustamente, raccoglie consensi e dovrebbe costituire il modello di azioni e strategie che, della prevenzione, debbono fare il vessillo da portare avanti.

 

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