Luca Rivillito: “Per i centri disabili occorre seguire le fasi della riapertura ma primario deve essere l’intervento della Regione”

“Nonostante il lokdown, come Comune di Ragusa, precisamente Settore VII Area Disabili, abbiamo mantenuto costanti contatti, durante l’emergenza, con le associazioni che si occupano, in particolare dei centri di assistenza”
Ad affermarlo, il consigliere comunale Luca Rivillito, Delegato del Sindaco per le Politiche Sociali che, sulla problematica, aggiunge: “La chiusura di tutte le attività ha imposto anche il fermo per le associazioni che si occupano di assistenza ai disabili, una condizione che, inevitabilmente, ha nuociuto, non poco, agli assistiti e alle loro famiglie”
“Nell’emergenza non c’è stato nemmeno il tempo di approfondire eventuali strategie per verificare la possibilità di allentare le prescrizioni in materia, non meno importanti sono ora le attenzioni che devono essere dedicate alla annunciata possibilità di riaprire le strutture”
Il consigliere Rivillito mette in evidenza come già gli uffici, con in testa il dirigente di settore e il funzionario di area, sono in contatto con le associazioni che gestiscono i centri semiresidenziali e centri diurni per disabili per programmare, velocemente, il riavvio delle attività, presumibilmente dal 3 giugno.
“Ma serve attenersi alle disposizioni, in rispetto dei protocolli di sicurezza, messi in atto dalla Regione Sicilia con i provvedimenti dell’8 e del 27 maggio, concernenti le nuove norme a cui attenersi per la riapertura dei centri. Occorre garantire la prevenzione del contagio e la tutela della salute degli ospiti e degli operatori specificando referente sanitario, orario apertura, operatori impiegati, numero utenti, attività proposte.”
In questo contesto, sommarie appaiono le indicazioni della Regione che deve, soprattutto, chiarire chi dovrà sostenere i costi di sanificazione obbligatoria e di acquisto dei necessari dispositivi di sicurezza.
“Non è pensabile – afferma Rivillito – che le associazioni possano sostenere i costi relativi, deve essere la Regione, devono essere gli Assessorati regionali alla Salute e alle Politiche della Famiglia a precisare meglio le giuste linee guida, attivandosi con risposte concrete, anche sotto il profilo economico.
Per questo, sicuramente, la nostra deputazione iblea, considerando la delicata materia, ha materiale su cui argomentare, nelle sedi competenti, e trovare soluzioni immediate.”
Rivillito conclude rilevando un altro punto critico fondamentale che emergerà in sede di startup dei servizi: ”Inizialmente gli utenti disabili, che ricordo, con il supporto dei familiari, sono coloro che pagano le rette, potrebbero essere, per una questione fisiologica, e dopo il terremoto covid19, in numero inferiore rispetto al passato e quindi si potrebbe venire a creare un rapporto operatore/persona disabile, in tempi normali equilibrato, disallineato tra erogazione servizio/necessità servizio e questo non deve assolutamente ricadere sulle spalle né del Comune né delle associazioni.”

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