Dal 2002, anno del riconoscimento UNESCO per la ricostruzione tardo barocca nel Val di Noto, ne abbiamo visto di tutti i colori, all’insegna della fondamentale incapacità dei sindaci degli 8 Comuni insigniti di dare vita alle minime politiche di calorizzazione e condivisione del titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Non è una opinione, i risultati sono sotto gli occhi di tutti ed è superfluo anche parlarne.
Nelle attuali condizioni, si è legittimati a considerare come ultima amenità l’iniziativa “La Via Tardo Barocca – Light, Stone and Wonder”: una rete di Visitor Center, percorsi in Realtà Aumentata e comunicazione integrata, per valorizzare il Sito UNESCO del Val di Noto.
Se non altro perché fra i promotori vediamo il Sindaco di Ragusa e la Sindaca di Modica, esemplari del nulla nelle politiche turistiche dei rispettivi Comuni e la Sindaca anche in quelle del Libero Consorzio dove rivestirebbe il ruolo di delegata della Presidente per le politiche turistiche
Il trionfo del nulla cosmico.
Sarebbe ingiusto stroncare l’iniziativa che risulta apprezzabile nello sforzo di allineare il turismo alle più moderne tecniche di comunicazione, peraltro, come accade spesso in questi settori, da professionisti ai quali si devono riconoscere attitudini particolari per questo genere di cose, senza le quali non si va molto lontano.
Un nuovo brand e un racconto inedito e corale, per valorizzare il più ampio tra i Patrimoni dell’Umanità siciliani. Sette hub multimediali, installazioni immersive, itinerari digitali, Intelligenza Artificiale e podcast, per accompagnare i visitatori e coinvolgere la cittadinanza.
Il progetto è stato presentato presso il Comune di Modica, La Via Tardo Barocca. Light, Stone and Wonder vorrebbe ridefinire l’esperienza di visita e la comunicazione del sito UNESCO seriale delle Città Tardo barocche del Val di Noto, attraverso un innovativo modello integrato di narrazione e interpretazione del patrimonio culturale.
L’iniziativa è finanziata dal Ministero del Turismo, a valere sull’Avviso pubblico del 4 marzo 2022 per l’individuazione di progetti mirati alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico‐culturale nei cui territori sono ubicati patrimoni riconosciuti dall’UNESCO.
Obiettivi strategici: rendere più forte e unitario il racconto di un sito seriale non ancora percepito nella sua complessità e varietà, illustrare l’eredità unica del Tardo Barocco del Val di Noto con linguaggi e applicazioni digitali all’avanguardia, mettere in rete il vasto patrimonio materiale e immateriale del territorio, grazie a una piattaforma digitale di ultima generazione, rafforzare la cittadinanza culturale e il senso di appartenenza.
Il progetto è coordinato a livello amministrativo dal Comune di Ragusa, in qualità di capofila di un’aggregazione di città, che comprende anche Catania, Noto, Caltagirone, Modica, Scicli e sul piano culturale dall’Unità Operativa UNESCO del Distretto Turistico Sud Est, l’ente gestore del Sito.
Tre gli assi principali dell’intervento, che ha un valore complessivo di 893.000 euro ed è stato affidato, a seguito di una gara d’appalto, all’associazione temporanea d’impresa composta da Capitale Cultura Group (capogruppo), ARtGlass e Altair4.
Il primo asse d’intervento prevede la creazione di sette Visitor Center multimediali di nuova generazione a Ragusa Superiore, Ragusa Ibla, Caltagirone, Catania, Noto, Modica e Scicli, con l’obiettivo di costruire una rete capace di raccontare il patrimonio UNESCO in modo unitario, valorizzando al tempo stesso l’identità e le peculiarità di ciascuna città.
A questi si affiancheranno gli hub di Palazzolo Acreide e Militello, realizzati con un precedente finanziamento, che saranno integrati all’interno della rete di nuova realizzazione, caratterizzata dal nuovo brand, svelato ieri per la prima volta: La Via Tardo Barocca. Light, Stone and Wonder, a evidenziare gli elementi identitari che uniscono le città del sito seriale.
Il progetto, a cura del direttore creativo di Altair4, Pietro Galifi, mira a superare l’idea tradizionale di punto informativo turistico, trasformando ogni Visitor Center in uno spazio esperienziale dove architettura, arte, tecnologia, identità immateriale e memoria dialogano tra loro.
Ogni hub sarà caratterizzato da un proprio concept originale, costruito a partire dalla storia e dall’identità della città che lo ospita: dal “Teatro Barocco” di Caltagirone allo “Specchio Barocco” di Ragusa Ibla, fino al racconto dell’archivio della memoria a Noto, della relazione tra pietra, artigianalità e paesaggio a Modica e del dialogo tra patrimonio e contemporaneità a Scicli.
A Catania, infine, uno spettacolare plastico interattivo racconterà la relazione tra il terremoto che diede origine alla rinascita tardo barocca e le devastanti eruzioni dell’Etna che cambiarono per sempre il volto del capoluogo etneo.
Totem interattivi, mappe e pannelli con QR code, installazioni di Realtà Virtuale ricche di riprese a volo d’uccello e ricostruzioni 3D, saranno presenti in tutti i visitor center, per dare omogeneità e continuità alle esperienze.
Il secondo asse d’intervento sarà costituito da un ecosistema phygital (dove esperienze fisiche e digitali s‘intrecciano in maniera semplice), sviluppato sulla piattaforma proprietaria di ARtGlass, azienda del Gruppo Capitale Cultura, leader a livello internazionale nel settore della Realtà Estesa per la cultura e il turismo. Itinerari interattivi su una webapp dedicata, podcast, realtà aumentata e geolocalizzazione, smartmap e totem interattivi guideranno i visitatori.
Un assistente virtuale 2D, basato su un’Intelligenza Artificiale guidata e curata scientificamente consentirà di mettere in rete le informazioni in maniera più profonda e personalizzare le esperienze.
Il terzo asse d’intervento riguarda la comunicazione e la cittadinanza culturale.
Una “cassetta degli attrezzi” che, a partire dal nuovo brand presentato nel corso dell’evento, prevede un piano di marketing e promozione, un nuovo portale web, profili social dedicati, un archivio multimediale, incontri e laboratori con la cittadinanza e gli operatori culturali e turistici, la presenza del progetto ad alcune delle principali fiere culturali e turistiche: il TTG di Rimini, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, il RO.ME Museum Exhibition.
Tutti da vedere, fra 10 anni, gli esiti dell’iniziativa, e volgiamo essere buoni concedendo tutto questo tempo.
«Con questa iniziativa raggiungiamo due obiettivi – afferma il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì – Da una parte implementiamo il sistema di accoglienza, rendendo il territorio ancora più attrattivo, ospitale e coinvolgente fin dal primo approccio con il visitatore che viene a scoprirlo.
Dall’altra cresciamo ancora una volta in maniera sinergica, andando a definire un “linguaggio” unico e coerente con cui il nostro territorio si presenta e racconta.
Sono sempre più convinto che sia questa strategia giusta: ciò che ci rende unici è la somma delle nostre peculiarità, capaci di offrire insieme un’esperienza che non ha uguali. Proseguiamo un’azione di rilancio del nostro sito seriale Unesco verso questa direzione».
Fabio Roccuzzo, Sindaco di Caltagirone e Presidente Unità Operativa UNESCO: «L’avvio degli Unesco Visitor Center nei Comuni del sito delle città tardo barocche del Val di Noto rappresenta una grande opportunità per i nostri territori, offrendo alle comunità e ai turisti una visione condivisa e sinergica della promozione culturale e turistica. Caltagirone mette a disposizione il suo immobile più prestigioso, l’ex Corte Capitaniale, nel cuore del suo centro storico patrimonio mondiale dell’umanità».
«Abbiamo progettato un ecosistema integrato e di ultima generazione, per orientare il visitatore, approfondire la conoscenza del patrimonio e favorire una fruizione integrata dell’intero sito UNESCO, stimolando la scoperta delle diverse destinazioni che compongono la rete – spiega Antonio Scuderi, ceo di Capitale Cultura Group e ARtGlass – Non una somma di singole esperienze, ma un racconto condiviso, capace di mettere in relazione territori, comunità e patrimonio, offrendo ai nuovi turisti culturali un’esperienza contemporanea, accessibile e immersiva, grazie anche a un uso mirato e altamente curatoriale di Realtà Estesa ed Intelligenza Artificiale».
Approfondimento: IL SITO UNESCO E IL PIANO DI GESTIONE 2020
Il sito seriale “Le città tardo barocche del Val di Noto”, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2002, comprende otto centri della Sicilia sud-orientale – Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli – ricostruiti dopo il devastante terremoto del 1693.
La ricostruzione diede vita a un vero e proprio “stile siciliano”, frutto del lavoro di grandi architetti come Rosario Gagliardi e Giovan Battista Vaccarini e di migliaia di maestranze artigiane locali.
Il Piano di Gestione, coordinato dal Comune di Noto come Soggetto Referente, è stato aggiornato nel 2020 nell’ambito del progetto finanziato dalla Legge 77/2006, con il contributo di Civita Sicilia.
Il documento nasce da un ampio processo partecipato che ha coinvolto amministrazioni comunali, Soprintendenze, Diocesi, università e stakeholder del territorio.
Il Piano si articola in quattro assi strategici:
● Piano della conoscenza – sistematizzazione dei dati sul sito e sul settore turistico
● Piano della tutela e conservazione – rafforzamento della protezione dei beni e coordinamento con la pianificazione urbanistica
● Piano della valorizzazione sociale e culturale – accessibilità, mobilità sostenibile, Visitor Center UNESCO, itinerari integrati
● Piano della comunicazione e promozione – immagine coordinata del sito e piattaforma digitale
A supporto dell’attuazione è stato definito un nuovo sistema di governance condivisa, incardinato nel Distretto Turistico del Sud-Est, con un’Unità Operativa UNESCO, un Comitato di Pilotaggio e una Struttura Operativa dedicata al monitoraggio periodico dello stato di conservazione e dell’avanzamento dei progetti.
