Manenti, ConfCommercio: “Qualche scelta viene incontro alle imprese ma le misure del governo nazionale sono insufficienti”

Anche in provincia di Ragusa i gestori delle strutture balneari saranno esonerati, per l’anno 2020, dal pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime a prescindere da quando sarà avviata la stagione balneare.
Il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, assieme al presidente provinciale Federalberghi, Rosario Dibennardo, e al presidente provinciale Sib, sindacato italiano balneari, Giuseppe La Rosa, lo rileva prendendo atto positivamente della norma inserita nella finanziaria urgente dall’assessore regionale al Territorio Cordaro, con la quale si prevede l’esenzione in questione.
“In un particolare momento emergenziale legato alla pandemia ed alla naturale difficoltà da parte delle imprese a riprendere la normale attività – affermano i vertici di Confcommercio Ragusa – questo provvedimento è assolutamente condiviso per venire incontro alle esigenze degli stabilimenti balneari, degli albergatori e ristoratori che, per lo svolgimento delle loro attività, utilizzano beni del demanio per la fornitura di servizi.
Naturalmente, vale sempre la necessità di garantire un sostegno a tutti gli operatori di questo come di altri comparti.
Perché se non ci sarà aiuto adeguato, in molti rischieranno di non riaprire più i battenti e questo non ce lo possiamo permettere in quanto l’impoverimento sociale farebbe registrare livelli assai preoccupanti.
Piuttosto, prendiamo atto con favore delle scelte provenienti dal Governo regionale anche se le stesse hanno bisogno di essere potenziate. Ma sono già primi passi che consentono a chi lavora e si è visto costretto a rimanere a casa di guardare il futuro con una luce diversa negli occhi”.

Il presidente sezionale Confcommercio Vittoria, Gregorio Lenzo ha voluto sottolineare l’impegno di tutte quelle attività, non solo di Vittoria, che, come previsto dai Dpcm, restano aperte, facendo un plauso ai titolari e ai loro dipendenti che, con spirito di responsabilità, continuano a garantire alcuni servizi essenziali.
Allo stesso tempo, ha voluto ricordare tutti gli altri esercizi chiusi che si sono visti costretti ad azzerare attività e cassa con pesantissime esigenze di liquidità, circostanza che vede l’impegno incessante di Confcommercio provinciale finalizzato a spingere enti e istituzioni a trovare e a mettere in atto rapide soluzioni.
Il Presidente sezionale di Vittoria riporta, altresì, una nota dell’Assipan, l’associazione di categoria dei panificatori aderente a Confcommercio, che evidenza come il sistema della panificazione stia soffrendo, al pari di altri settori, risultando al limite del tracollo perché i costi diretti ed indiretti sono rimasti invariati mentre le vendite hanno subito una flessione di circa il 60% anche per le enormi difficoltà economiche fatte registrare dai consumatori.
Emanuele Occhipinti e Salvatore Normanno, rispettivamente presidente comunale e regionale di Assipanm sostengono che, a breve, si corre il rischio di dovere ricorrere alla cassa integrazione speciale con conseguente necessità di riformulare l’intero ciclo di produzione.
“Nel contempo, si denunciano le immancabili speculazioni degli aumenti delle materie prime quali farina, lievito di birra, e altro ancora, di fronte a cui è stato mantenuto inalterato il costo al consumatore.

Ma resta assai critico il giudizio sulla situazione generale da parte del Presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti, che condivide, peraltro, le stesse preoccupazioni del sistema Confcommercio Sicilia:

“L’ultimo decreto del presidente Conte è, in realtà, una grande azione finalizzata a garantire prestiti alle aziende per pagare le tasse, invece di assicurare alle stesse aiuti concreti per il mancato guadagno all’indomani della serrata forzata condivisa per la sicurezza pubblica e sanitaria. Questi interventi non riusciranno a tamponare alcunché. Il problema era grosso e tale rimane”.
“In poche parole – aggiunge Manenti – valutando la predisposizione di queste misure da un altro punto di vista, siamo noi che facciamo il prestito allo Stato.
Tutto ciò è stato predisposto al posto di adottare misure compensative per i due mesi di chiusura forzata, da quando è partita l’emergenza sanitaria fino ad oggi, e per i prossimi 3 mesi ancora.
Quindi, stiamo parlando di un intervento che nei fatti risulta essere un indebitamento forzato a partire da un prestito minimo di 25mila euro. Tutto questo, per noi, è inspiegabile.

Ecco perché il nostro unico e forte appello è rivolto alla Regione Sicilia, con l’auspicio che il governo Musumeci faccia rinsavire l’esecutivo nazionale a cui è richiesto di avviare misure coerenti e sostenibili alle imprese che risultano essere messe in ginocchio a causa di tutto quello che sta avvenendo”.

Poi, il presidente provinciale Confcommercio Ragusa si rivolge ai sindaci dei comuni iblei che costituiscono il tavolo di crisi in prefettura.
“Parlo a nome delle 17.000 aziende chiuse della provincia iblea – conclude Manenti – sono indispensabili misure compensative e sostenibili per le nostre realtà produttive.
Tutto il resto costituiscono pannicelli caldi che non ci aiuteranno affatto a sanare la gravità della situazione. Serve un reale atto di coraggio nei confronti di imprese che possono alimentare il circuito dello sviluppo economico, quello, cioè, che si rende necessario in questa eccezionale fase storica”.

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