Marina di Ragusa diventa capro espiatorio della sicurezza sanitaria, della movida incontrollata e degli scontri fra opposizioni e governo della città

La mancanza di argomenti sulle politiche urbanistiche, culturali ed economico-sociali per la città, l’inadeguatezza al ruolo dei nuovi politici e la scarsa consistenza di quello che rimane della vecchia, lascia in mano al Sindaco, e ad una parte della sua giunta, il futuro di questa città.
L’alternativa potrà essere quella della scelta di soggetti nuovi da parte della deputazione regionale e nazionale per imprimere, eventualmente, una svolta per il territorio.
Al momento c’è una maggioranza solo orpello del Sindaco, forse nemmeno tanto apprezzata, e una opposizione che proprio prima del periodo feriale ha certificato la sua incapacità di dare un senso alla sua presenza.
Mentre c’è un Sindaco che fa la spola, quasi giornalmente, fra Ragusa e Palermo, per interessarsi di metroferrovia, rifiuti e tentare di risolvere altre importanti questioni per la città, le opposizioni, trovando il controcanto di qualche elemento di maggioranza, cincischiano su questioni di scarsissima importanza.
E nella confusione di fondo, dovuta all’assalto del primo cittadino tramite comunicati stampa e alla scarsa contezza delle problematiche trattate, si trova Marina di Ragusa come argomento del giorno, come capro espiatorio della sicurezza sanitaria, della questione migranti, della movida incontrollata, per fare sfoggio di opposizione.
C’è stato un bombardamento mediatico, originato dalle dichiarazioni del sindaco per la questione dello sbarco dei migranti nella vicina Caucana, orchestrato dal PD e dai gruppi consiliari 5 Stelle e PD, corredato da una pletora di comunicati su emergenze piccole e grandi della città.
La sintesi egregia delle segnalazioni negative l’ha fatta il Movimento Territorio, non presente in Consiglio comunale, che ha sottolineato i rilievi come segnale di un declino globale della città che il sindaco voleva destare dal letargo.
Territorio ha evidenziato come non tutte le colpe possano essere addebitabili al Sindaco, ha puntato il dito contro qualche assessore ‘latitante’, contro una maggioranza inerte e inerme che non avverte il malcontento serpeggiante, se non dilagante.
Sintetizzava bene la sua critica il segretario cittadino di Territorio, Michele Tasca, sottolineando “il venir meno di tutte le promesse elettorali, la stasi di tutti i progetti per la città, la mancanza di un progetto culturale, la mancanza di idee per i centri storici, la non volontà di fornire un PRG e di attivare il Piano particolareggiato, il nulla per lo sviluppo economico, il trasporto pubblico e l’intercettazione di fondi comunitari, per le contrade e le periferie, notevoli incertezze per il turismo, per il verde pubblico, tante iniziative annunciate che stentano a decollare per mancanza di sostanza intrinseca.”
Veniva evidenziato che “poteva essere la stagione estiva e Marina di Ragusa a mascherare tutte le criticità di una città su cui si è fatta gravare una coltre di nuvole grigie.
Sole, mare, divertimento, turisti, le scie delle grosse imbarcazioni da diporto, potevano fornire l’immagine della vitalità consueta della città e della sua località balneare.”
Ma perfino Marina di Ragusa è diventata simbolo della presunta crisi dell’amministrazione, movida sfrenata e incontrollata, sosta selvaggia di camper, marciapiedi dissestati, inquinamento delle acque a Santa Barbara, disagi creati con la pista ciclabile allungata fino a Casuzze, risse quotidiane in centro, assembramenti all’ordine del giorno, uso delle mascherine ridotto al minimo, totale mancanza di vivibilità, decisioni all’ultimo momento, quali quella del trenino che turistico non può essere, parcheggi trovati all’ultimo momento solo grazie alla disponibilità dei privati, rotatorie sperimentali installate il 5 agosto, tutti segnali di una assoluta mancanza di programmazione e dell’incapacità di far fronte a situazioni emergenziali.
E proprio su Marina di Ragusa, la maggioranza che sostiene il Sindaco imbastisce un processo mediatico, contro le opposizioni, che contribuisce alla confusione generale, confondendo sicurezza sanitaria e movida incontrollata.
Speaker della maggioranza, naturalmente autorizzati, sono spesso i consiglieri Anzaldo e Vitale.
In questa occasione, Anzaldo si erge a difensore di Marina che si vorrebbe danneggiare strumentalizzando il fenomeno della movida selvaggia da criminalizzare, come se non esistessero le risse continue e le foto di chi fa i bisogni per strada.
Una Marina da difendere a tutti i costi, secondo Anzaldo, che mette insieme e fa confusione sulle prerogative incontestabili della frazione, l’esigenza di sicurezza sanitaria, e le esigenze dei commercianti che della movida sfrenata dovrebbero essere i primi avversari.
Più diretto a stigmatizzare gli atteggiamenti delle opposizioni, l’intervento del consigliere Vitale che usa termini pesantissimi, al limite del lecito, parlando di terrorismo quando si vuole far apparire Marina come luogo invivibile e non sicuro, che parla di “peso specifico molto vicino allo zero di alcune realtà politiche espressione della minoranza che fanno del sensazionalismo il loro comune denominatore piuttosto che impegnarsi a contribuire alla risoluzione del problema”.
Per Vitale la situazione è difficile anche in altre località della costa, della serie ‘mal comune mezzo gaudio’, c’è solo da sperare di vincere una battaglia nell’interesse dei commercianti, non tanto dei residenti e dei villeggianti. Un esempio straziante di ‘perversione mediatica’.
Dichiarazioni di tutta evidenza propagandistiche e, in qualche caso, spudoratamente di parte, che non trovano nelle opposizioni elementi in grado, se non di rispondere, almeno di farsi rispettare.
In pratica il trionfo di questa maggioranza inutile perché nessuno delle minoranze citate, se ne presentava l’occasione in consiglio comunale, dopo poche ore dal comunicato di Vitale, ha saputo reagire.
Chiavola del PD ha ignorato l’argomento, Firrincieli del Movimento 5 Stelle ha solo accennato ad una replica risultata priva di forza, tutti gli altri non pervenuti.
Nessuno ha cercato di far notare come l’esponente di una lista civica nemmeno contemplata nella geografia politica locale non possa, in ogni caso permettersi di usare le parole che ha usato nei confronti di appartenenti a due partiti, comunque, al governo della nazione, e con una loro storia, in un caso, centenaria.
Nessuno ha separato la sicurezza sanitaria, per la quale occorre la massima severità, nell’interesse comune, senza nessun riguardo per qualsiasi attività commerciale e iniziativa che non si preoccupi di far osservare le più elementari norme.
Se assembramenti e mancato uso di mascherine rendono impraticabile il centro di Marina, si chiudano le attività, come del resto andrà a finire se continuerà il trend ascensionale dei contagi che ci vede, come città e come provincia, in condizioni assai critiche. E vadano a farsi benedire tutte le considerazioni di parte di chi vorrebbe tutelare spettacoli e somministrazione.
Per il fenomeno della movida incontrollata occorre insistere per atteggiamento fermi del Sindaco che deve esigere interventi adeguati delle Forze dell’Ordine, sfruttando al massimo le proprie possibilità tramite la Polizia Locale. Episodi, per lo più di spicciola delinquenza giovanile che dovrebbe essere facile da colpire e reprimere con interventi seri per i quali dovrebbero tifare esercenti e operatori commerciali.
Da criminalizzare sono gli interventi di chi vorrebbe mistificare la realtà, incapace di trovare soluzioni per arginare i fenomeni negativi che ci sono perché acclarati dalle necessarie intensificazioni delle operazioni di controllo annunciate dal Sindaco, come riferiamo in altra parte del giornale.

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