Mario Chiavola parla della non ammissione di “Adesso basta” nella Consulta Comunale Femminile come di un caso

Una nota del capogruppo consiliare del Partito Democratico al Consiglio Comunale di Ragusa sulla non ammissione di una associazione nella Consulta Comunale Femminile.
Già nel titolo si leggono termini strani, come ‘caso’ e ‘denuncia’ dello stesso.

La nota di Chiavola, per annunciare che presenterà un atto formale per arrivare alla modifica dello Statuto della Consulta Femminile Comunale onde permettere, senza distinzioni di sorta, l’inclusione nella Consulta stessa di tutte le associazioni territoriali che si impegnano nella lotta contro la violenza e i soprusi ai danni delle donne.
Una iniziativa, peraltro, già preannunciata dalle consigliere comunali Cettina Raniolo e Corrada Iacono, dopo un incontro avuto sulla materia.
Chiavola parla di “Una decisione presa, d’accordo con il partito, dopo la denuncia pubblica dell’associazione #adessobasta che, pur potendo contare su una militanza datata per quanto riguarda iniziative a sostegno delle donne e volte alla condanna dura dei femminicidi che, tra l’altro, hanno interessato negli anni scorsi la nostra città, si è vista negare l’ingresso nella consulta per un cavillo di carattere statutario.”
Chiavola aggiunge che si debba andare oltre con lungimiranza ed elasticità procedurale quando si parla di argomenti così delicati, in pratica ci dice che si può e si deve non tenere conto di uno Statuto, se una norma è scomoda o non conveniente.
Il fatto che lo stesso Chiavola parla di modifica allo Statuto, vuol dire che c’era una norma statutaria che ha impedito l’ammissione di una associazione.
Ognuno che ne abbia le competenze può avanzare richiesta di modifica allo Statuto, ancorché ci sembra azzardato proporre modifiche statutarie al bisogno, uno Statuto di una Consulta comunale non è il regolamento del Club di Topolino.
Quanto alle attività e alle iniziative dell’associazione “Adesso Basta” nulla da eccepire, una delle associazioni più attive sul tema della violenza sulle donne, ancorché non si intravedono, localmente, organizzazioni che affrontano con la decisione e la fermezza che sarebbe auspicabili, il triste fenomeno.
Legittima la richiesta di trovare e far approvare i correttivi necessari, ma non c’è nessun caso e nessuna denuncia da fare se solo si è rispettato uno Statuto approvato dalla massima assemblea cittadina.

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