Maurizio La Micela, presidente del Forum Operatori Turistici, diffonde dati sul turismo in provincia, come dovrebbe fare l’intellighenzia del settore

Turismo negli iblei parla straniero: oltre 487mila presenze nei primi sette mesi del 2026

E’ il presidente del Forum Operatori Turistici a diffondere dei dati sulle presenze turistiche nei primi sette mesi del 2026 nei comuni di Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina, come prima di lui dovrebbero fare i soloni locali del turismo, dalla sindaca di Modica, delegata di settore della presidente del Libero Consorzio, il sindaco di Ragusa, che trattiene la delega al turismo del capoluogo, collaborato da esperti, ai vertici del GAL.

Nei primi sette mesi del 2026, 487mila le presenze.

Il dato certificato da PayTourist racconta un sistema territoriale a trazione internazionale, con Scicli che sfiora il 50% di presenze estere, Ragusa che conquista il mercato statunitense (primo mercato estero con l’8,01%), Modica che si conferma meta delle famiglie (56,59%) e della Polonia (4,01% tra i mercati di punta), e Santa Croce Camerina che sorprende con la Norvegia (3,96%) al secondo posto tra gli stranieri.

Il Forum Operatori Turistici, attraverso il presidente Maurizio La Micela, rilancia: l’estero traina, ma il turismo di prossimità da Catania e Palermo (come dimostrato dai dati della festa di San Giuseppe a Scicli) è un pilastro fondamentale per la continuità stagionale che favorisce il lavoro, la redditività, il valore del territorio.

La sfida ora è collegare costa e barocco con una mobilità integrata e sostenibile, per trasformare una grande stagione in un modello di sviluppo duraturo.

RAGUSA, 10 AGOSTO 2026 – C’è un sorpasso che vale più di un dato statistico: per la prima volta, gli Stati Uniti (8,01%) diventano il primo mercato estero di Ragusa, scalzando la storica leadership tedesca.
Scicli si conferma la regina dell’internazionalizzazione (49,37% di presenze estere), Modica si distingue per l’equilibrio del suo portafoglio estero con la Polonia (4,01%) tra i mercati di punta, mentre a Santa Croce Camerina spunta l’effetto sorpresa con la Norvegia (3,96%) al secondo posto tra gli stranieri.
Quattro comuni, quattro anime, un’unica trazione internazionale.

«Finalmente leggiamo il nostro turismo con dati certi e puntuali, grazie al software PayTourist – dichiara il dr. Maurizio La Micela, presidente dell’associazione Forum Operatori Turistici –
Tra il 1° gennaio e il 31 luglio 2026, Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina hanno totalizzato 487.076 presenze. Numeri che ci proiettano tra i poli più dinamici del Sud Italia».

La mappa delle vocazioni: quattro territori, quattro anime
L’analisi restituisce un mosaico di straordinaria complementarità. Ragusa guida per volumi (315.527 presenze), Modica si conferma regina del gusto (102.099 presenze, 56,59% di domanda familiare), Scicli si afferma come polo slow e family friendly (63.587 presenze con il 66,7% di famiglie presenti) e Santa Croce Camerina come porta balneare (5.863).

Se Scicli attira tedeschi (15,48%) e inglesi (5,90%), e Ragusa conquista gli americani, Modica stupisce per l’equilibrio del suo portafoglio estero, dove spicca la Polonia (4,01%) come terzo mercato di riferimento.

Permanenze e il boom dell’extra-alberghiero
Scicli registra la permanenza mediana più alta a luglio (4,5 notti). Ma le vere eccellenze sono nelle nicchie: agriturismi a Scicli con 26 notti di media, campeggi a Ragusa con 25,08 notti, locazioni brevi a Santa Croce (6,68) e turismo rurale a Modica (6,21). Dati che dimostrano come l’offerta stanziale, quando c’è, trasformi il “mordi e fuggi” in esperienza profonda.

Dai numeri alla strategia: il valore della connessione (e della prossimità
«Questi numeri ci confortano, ma non dobbiamo vivere solo del lascito dei nostri avi, del Barocco e del mare – prosegue La Micela. Ora dobbiamo trasformare questi volumi in continuità. Il turista estero arriva per l’architettura, ma resta se trova un sistema fluido, valido ed accogliente sotto tutti i punti di vista».

E qui il Forum lancia un monito: guardare solo all’estero sarebbe miope. Lo ha dimostrato la scorsa festa di San Giuseppe a Scicli, che apre la stagione iblea: in quell’occasione i dati hanno registrato una forte affluenza da Catania e Palermo. È il segnale che il turismo di prossimità non è un ripiego, ma un pilastro strutturale per la continuità stagionale, che crea stabilità economica, lavorativa, di valore. Investire su questi bacini con la stessa serietà con cui si curano i mercati internazionali non è più una scelta, ma una necessità.

Il Forum punta con decisione sulla connessione fisica e culturale tra litorale e area barocca. Il miglioramento della viabilità secondaria e un’idea di mobilità integrata e sostenibile (mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e percorsi naturalistici) diventano leve strategiche per moltiplicare il valore di ogni presenza.

«Consolidare i mercati esteri senza dimenticare quelli di prossimità e superare la frammentazione tra costa e entroterra – conclude il Presidente – è la via per trasformare una grande stagione in un modello di sviluppo duraturo. Perché il vero obiettivo non è solo attrarre, ma far restare e magari ritornare».

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