Modica, Museo delle Arti e Tradizioni popolari, l’opinione del senatore Scivoletto

Le considerazioni del senatore Concetto Scivoletto, in un post sulla sua pagina facebook, sulla vicenda del Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Modica:

IO VI ACCUSO
Abbate Ignazio e Dormiente Grazia
avete infangato il glorioso Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni Popolari “Serafino Amabile Guastella” trasformando la sua riapertura in un affare sostanzialmente privato, basato su uno scambio di incarichi personali (nomine, poteri decisionali, pubblicazione di libri) e di assunzioni clientelari, a partire dal cerchio magico dei “formati nella clandestinità”; avete offuscato uno dei nostri gioielli più preziosi, che non è vostro, ma è patrimonio dell’intera Comunità cittadina, allestendo nell’ombra un “Museo degli orrori amministrativi” che avranno di certo gravi conseguenze;
avete spaccato la Città in due rischiando di compromettere il processo di identificazione collettiva che l’intelligenza e il pluralismo degli 8 Fondatori dell’Associazione “S.A.Guastella” avevano saputo creare in un quadro di autonomia e di confronto dialettico con le diverse Amministrazioni.
Non vi fate illusioni. Non vi consentiremo di trasformare il Museo e la gestione connessa in una delle tappe del futuro elettorale del Sindaco in carica.
La Cerimonia di apertura passa, i problemi restano. Non vi daremo tregua sulle responsabilità a vari livelli di amministratori e di dirigenti comunali, investendo organi e istituzioni competenti.
Le forze migliori e libere della nostra Città con la loro mobilitazione hanno già conseguito un primo, importante risultato, con la cancellazione – benché non ancora formalizzata in un atto deliberativo – del mostro giuridico della “nomina a vita”.
Queste forze libere, coraggiose e non-allineate, autonome da ogni centro di potere, hanno avviato nei fatti un processo unitario che ha già rimesso in moto la nostra Città.
Se unite, esse saranno in grado di spazzare via questa mediocre accozzaglia amministrativa di caporali, cariatidi e soldatini di piombo, dando vita a una nuova squadra di governo di alto profilo amministrativo, morale e culturale in grado di assicurare alla Città di Modica un nuovo Rinascimento.

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