Momenti caratterizzanti della Festa in onore di San Francesco d’Assisi

L’inaugurazione dell’antica sacrestia, nella chiesa di piazza Cappuccini, a Ragusa, è stato uno dei momenti più significativi delle celebrazioni in onore di San Francesco d’Assisi, tuttora in fase di svolgimento.
Una ristrutturazione fortemente voluta dal parroco, don Nicola Iudica, al terzo anno di attività pastorale, che ha recuperato un prestigioso mobile di fine Ottocento collocato dietro l’altare e che adesso è stato sistemato nella stanza dopo il cavedio.
In più, sono stati ripuliti tutti i locali, rendendoli accoglienti per i visitatori che potranno ammirare gli arredi della vecchia parrocchia recuperati a nuova vita.

A vivificare la Festa anche un interessante momento culturale, che si terrà nella Chiesa dei Cappuccini di Ragusa, giorno 11 ottobre (subito dopo la messa vespertina), grazie alla appassionata collaborazione di un “cappuccinaro” DOC, l’architetto Salvo Giliberto che, su specifica richiesta del Parroco, intratterrà i convenuti
sulle rappresentazioni pittoriche più importanti che hanno interessato San Francesco d’Assisi, il diacono fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome, venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, nel giorno del 4 ottobre, nonché Santo Patrono d’Italia.
L’arch. Giliberto, docente in pensione di materie artistiche e appassionato storico dell’arte, proporrà una conferenza con il commento di diverse diapositive proiettate.

Oltre all’opera spirituale, Francesco, riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana, è stato anche prolifica fonte di ispirazioni nel campo delle arti (in modo particolare in pittura) per eccellenti artisti durante il corso dei secoli.

L’Architetto ha pensato di effettuare un excursus storico/stilistico fin dalla prima rappresentazione di Francesco – ancora in vita – ad opera di un fraticello del convento di Subiaco (affresco del 1224, ancora esistente) per proseguire con analizzare le opere di Cimabue, Giotto, Taddeo Gaddi, Gentile da Fabriano, Colantonio, Giovanni Bellini, Benozzo Gozzoli, Tiziano, Caravaggio, Guido Reni, Luca Giordano ed altri fra i più valenti pittori Italiani.

Appare ovvio che altri eccellenti artisti hanno rappresentato nei loro dipinti San Francesco ma, per non dilungarsi troppo, saranno esposti quelli più significativi per apprezzarne gli stili artistici che si sono sviluppati nel corso di questi secoli e che abbracciano tendenze che vanno dal Gotico al primo Rinascimento, dal Manierismo al Barocco, non solo in Italia ma anche in campo Europeo, come testimonieranno i ritratti e opere di Jan VanEyck, di Jusepe de Ribera, di Bartolomeo Steban Murrillo e di Francisco de Zurbaran (considerato il Caravaggio spagnolo) .

Nel contempo preme sottolineare come la spiegazione di questi capolavori e dei particolari evidenziati, oltre alle peculiarità pittoriche e stilistiche, esalterà il “francescanesimo”, quel vasto movimento pauperistico del XIII secolo, in pieno spirito di riforma, volto contro la corruzione dei costumi del tempo o la crisi dell’assetto sociale medievale, che dovette coinvolgere Francesco mentre esercitava la redditizia professione di mercante.

Dalle opere d’arte commentate si potranno apprezzare anche i concetti di “Povertà”, “obbedienza” e “umiltà” quali aspetti fondamentali della vita di Francesco e dei suoi discepoli.
L’umiltà e l’ascetismo al quale si accompagnò l’opera del santo che gli valse il nome di Imitator Christi “Imitatore di Cristo” esalta l’esperienza della “fraternità” dei suoi seguaci, numerosissimi in tutto il mondo. Secondo la regola dettata da Francesco, la vita comunitaria deve cercare di conformarsi a questi principi e si spera di poterlo evidenziare con le opere proposte e i particolari attenzionati.

Non mancheranno anche delle “preziosità” su alcune opere di grandi pittori, svelate da studi recentissimi come, per esempio, l’individuazione della vera sede e l’anno della realizzazione del quadro di Caravaggio “La Natività – con i santi Lorenzo e Francesco“, anticamente posto nella chiesa di San Lorenzo a Palermo, che rubato nottetempo (nel lontano 1969) pare dalla Mafia e di cui si sono perse le tracce.

Arch. Salvo Giliberto
(Storico dell’Arte)

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