Momento di crisi del settore turismo, l’assessore Barone lavora per il territorio e per il suo futuro

Ciccio Barone, l’assessore al turismo del comune di Ragusa si conferma faro della giunta Cassi che amministra il Comune di Ragusa.
Non tralascia nessuna opportunità per il territorio e per il suo futuro, anche nel momento di crisi particolare che attraversa il settore turismo e tutto quello collegato ad esso.
Purtroppo, le tante sue intuizioni si scontrano con la realtà dell’attuale situazione che vanifica ogni sforzo, anche per l’impegno mediocre che svolgono molte delle associazioni categoria e per quello ancora minore degli altri comuni del sud est della Sicilia che pensano di poter vivere sulle rendite del riconoscimento UNESCO e di Montalbano, senza, invece, contribuire a programmi comuni di rilancio della promozione turistica dell’area.
L’ultima iniziativa di Barone, quella dell’incontro in Comune con i dirigenti della nuova compagnia aerea italiana Ego Airways, incontro organizzato a Palazzo dell’Aquila, con la qualificata presenza di Rosario Dibennardo, amministratore delegato della SOACO, società di gestione dell’aeroporto di Comiso, invitati i vertici delle associazioni di categoria che Barone non manca mai di coinvolgere direttamente per i suoi progetti.
Senza nulla togliere alla valenza delle iniziative di Barone, quello di ieri, a Ragusa, solo salotto: il giorno prima,
i vertici della compagnia, Marco Busca, presidente, Marilena Bisio – direttore commerciale della compagnia aerea – e Gianluca Glorioso – Sales Sicilia per EGO Airways, sono stati ricevuti dal sindaco di Catania, Pogliese, alla presenza dell’assessore regionale al turismo, Messina, per l’annuncio che la compagnia, dal 28 marzo volerà da Catania per le destinazioni di Firenze, Forlì e Parma.
EGO Airways è una start up con capitale completamente italiano, promossa da imprenditori che vantano esperienza pluriennale nel settore aeronautico. EGO Airways ha stabilito un hub dei propri aeromobili nell’aeroporto di Catania e, in prospettiva, intende trasportare anche i turisti che transitano dall’aeroporto di Milano Malpensa, per smistarli coi propri mezzi nelle località più attrattive italiane, tra cui la Sicilia e l’area metropolitana etnea.
L’assessore regionale e il sindaco di Catania hanno messo in evidenza il grande impegno della Regione Siciliana per incentivare il ritorno dei flussi turistici, con sostegni concreti ai viaggiatori, sottolineando l’esigenza di trovare sinergie con il mondo imprenditoriale per il rilancio turistico nel territorio siciliano fortemente compromesso dall’emergenza sanitaria, illustrando le relative iniziative per incentivi e sostegni, con rimborsi alle spese che riguardano lo svolgimento a Catania di attività sportive nazionali e internazionali, di turismo scolastico e congressuale.
Da noi, invece di pensare direttamente al turismo, Barone deve fare i conti con le spartizioni della tassa di soggiorno, fra cui anche le somme per co-marketing con compagnie aeree che operano su Comiso, con i parcheggi per i residenti a Ibla, con i piani strategici del turismo, e con le attenzioni riservate, quasi esclusivamente, al Castello di Donnafugata.
A Ragusa, solo un momento di presentazione della compagnia, un momento di confronto, m nessun annuncio di collegamenti con l’aeroporto di Comiso: si aspetta il riposizionamento degli slot, si intravede la possibilità di collegamenti con le stesse località collegate con Catania, ma la cosa ci sembra un impossibile doppione.
Come sempre, l’aeroporto di Catania, non sazio dei suoi numeri, si è preoccupato di acquisire tre rotte, per i figli adottivi, se resta qualcosa, si vedrà.
Secondo le parole della Bisio, si lavora con Comiso per un eventuale supporto nel periodo di altissima stagione, nei mesi estivi.
Bene fa l’assessore Barone a non lasciare intentata nessuna opportunità, ma come per l’Università, per la Camera di Commercio, siamo succubi di Catania, se verifichiamo proposte e possibilità, lo facciamo dopo che Catania è arrivata al dolce, noi ci dobbiamo accontentare di quello che resta, se resta.

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