Monta la polemica per la scelta dell’amministrazione di valutare il rinnovo dell’accordo per le fiere del turismo

La nota dell’Ufficio Stampa del comune di Ragusa, in riferimento all’intenzione dell’Amministrazione di rinnovare il protocollo, con altri comuni del Sud Est, finalizzato alla partecipazione a una decina di fiere turistiche nel mondo, ha suscitato un mare di reazioni negative, senza dire che ha ingenerato numerose perplessità sul ruolo degli assessori all’interno della compagine di giunta.
Dopo un anno di esperienza del tutto negativa, senza riscontri e con il conforto delle perplessità avanzate anche da altri amministratori coinvolti nel progetto, pensare di rinnovare l’accordo suscita non poche critiche.
A non condividere l’iniziativa gente esperta del settore turistico, con grande esperienza nel settore e con una visione d’insieme delle problematiche legate al turismo e, segnatamente di quelle inerenti il nostro territorio.
È il caso del Direttore di TeleIblea, Mario Papa, che sul giornale online del suo gruppo editoriale, ha voluto esternare all’assessore Licitra, curatrice di questo accordo con i comuni del Val di Noto, le sue profonde riserve sull’iniziativa, da esperto del settore.

Questo il testo integrale della nota inviata da Mario Papa:

Egregio Assessore, scrivo questa breve nota dopo aver letto il comunicato stampa del Comune di Ragusa che fa riferimento all’intenzione dell’Amministrazione di rinnovare il protocollo, con altri comuni del Sud Est, finalizzato alla partecipazione a una decina di fiere turistiche nel mondo.
Approfittando di quel po’ di consapevolezza che ho acquisito negli anni, mi permetto di contestare la scelta che il Comune sta facendo elencando, di seguito, solo alcuni dei motivi di insoddisfazione.
Prima di tutto l’esperienza passata che, a detta degli esperti, escluso naturalmente gli organizzatori pagati, non ha dato alcun risultato apprezzabile né in fatto di numeri né di immagine.
Possiamo, infatti, ricordare che è giunta notizia di queste partecipazioni attraverso qualche articolo su giornali on line che ha riferito, saltuariamente, della presenza, in località amene, di Noto o Siracusa senza approfondire la questione dei risultati.
Mai un accenno all’area ragusana se non per un paio di fugaci riferimenti a Modica o Scicli che, sembra, ma sta a Lei verificarlo, non abbiano neanche versato la loro quota parte.
Da contestare quindi le preferenze del comitato che ha guardato troppo a destinazioni lontane, come il Giappone o gli Emirati, che vantano collegamenti con la nostra area difficili e costosi: scelte dettate da interessi di pochi che hanno fatto investire molto denaro senza nessun ritorno.
È riconosciuto, infatti, che da certe zone, arrivano turisti che amano confort e distrazioni molto lontane da quello che può offrire il nostro territorio.
Poca attenzione, invece, a paesi che hanno avuto sempre un ottimo feeling con la Sicilia e che, via via, stanno decidendo di rivolgere la loro attenzione altrove.
L’unica certezza è che non ci sono contatti o contratti con tour operator in grado di indirizzare migliaia di turisti per far crescere, grazie a voli charter e promozioni nei loro paesi, le presenze nel territorio ragusano.
Abbiamo la fortuna di poter contare su una splendida costa con molti posti letto che rappresentano quasi il 70% degli introiti della tassa di soggiorno, eppure, non abbiamo mai fatto nulla per migliorare l’offerta balneare, collegandola a investimenti adeguati, con incentivi interessanti finalizzati alla destagionalizzazione.
E che dire del “Barocco” che ognuno di quei Comuni mira a promuovere in modo confusionario cercando aggregazioni inesistenti solo al momento di tirare fuori i quattrini “che non hanno”.
Ragusa vanta un patrimonio ben conservato, migliorato grazie a leggi speciali e alla lungimiranza degli amministratori locali che sono riusciti a farne un gioiello unico e invidiato da tutti.
Mi chiedo, allora, quale è il senso di farsi coinvolgere in accordi che riguardano pochi e sconosciuti addetti autoreferenziali, senza avere progetti concreti, adeguato materiale promozionale, idee innovative e, infine, senza investimenti all’altezza della situazione.
Ciò premesso, credo sia giusto soprassedere alla riconferma dello “scellerato” patto della Val di Noto, mettendo in essere, grazie ai fondi, congrui e legittimi, della tassa di soggiorno ( tutta ragusana), una precisa ed adeguata campagna di promozione, con pochi obiettivi ben individuati, puntando su incentivi ai tour operator stranieri che potrebbero approfittare dell’aeroporto e contare sulla pubblicità che ancora oggi ci viene regalata da fiction televisive.

Nella lettera sono stati ribaditi concetti essenziali che, ove non condivisi, dovrebbero essere oggetto di repliche esaustive.
Nessun riscontro all’iniziativa, nessun resoconto delle partecipazioni, nessun riferimento all’area iblea e ragusana in particolare, destinazioni lontane con target non appropriati per la nostra offerta turistica, non ci sono notizie di contatti concreti con tour operator in grado di accrescere le presenze sul nostro territorio.
Inesistenti le politiche dedicate all’accordo, per una offerta ritagliata sulla base di quanto sarebbe stato presentato nei vari appuntamenti, per non parlare della solita promozione disaggregata del tardobarocco che ogni comune gestisce con politiche turistiche autonome e svincolate da qualsivoglia necessario progetto comune.
Nessuna attenzione, da parte dell’assessore, nell’aderire all’accordo, per una valorizzazione del nostro patrimonio che risulta meglio conservato e gestito grazie a leggi speciali e alla lungimiranza degli amministratori locali.
Partecipazioni non controllate, senza progetti concreti, senza adeguato materiale promozionale, senza idee e senza investimenti.
In chiusura della sua lettera aperta, Mario Papa, forte delle sue competenze in materia, si spinge a suggerire l’adozione di politiche di marketing turistico mirate, per sfruttare quanto di positivo può derivare dalle nuove rotte aeroportuali e dai riflessi della pubblicità indiretta che ci viene regalata dalle finction televisive che, in sintesi, non fanno altro che puntare i riflettori sulle ricchezze del nostro territorio.
Temi che sono stati ripresi dal qualificato giornalista esperto di turismo anche nel corso del telegiornale di Teleiblea, nella serata di mercoledì 26 febbraio.
Occorre una seria programmazione turistica, occorre una politica coordinata dall’assessore al ramo e non iniziative slegate dei singoli assessori, portate avanti non si sa che titolo, basterebbe, al momento, investire sul breve periodo nelle sedi degli scali collegati all’aeroporto di Comiso, anche perché il progetto di partecipazione alle fiere del 2021, per bene che vada, darà i suoi frutti, se ci saranno, nell’anno 2022, per cui è inderogabile la necessità di provvedere a strategie di breve termine.

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