Morti per incidenti sul lavoro: la CGIL e la UIL ne hanno discusso in prefettura

I cinque operai morti nel cantiere per la costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze riaprono la ferita dei “caduti sul lavoro”.
Ufficialmente sono 1.041 le denunce di incidenti mortali sul posto di lavoro arrivate all’Inail in tutto il 2023. Vittime che aumentano a 1.466 se come riferimento prendiamo i dati che monitorano registrano tutti i morti sul lavoro in Italia, anche quelli che non dispongono di un’assicurazione.
Secondo i dati Inail, tra gli incidenti mortali, diminuiscono quelli in itinere, ovvero quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro, mentre aumentano quelli avvenuti nel luogo di lavoro.
In media, in tutta Italia si parla di 5 morti ogni 100mila occupati: al Sud questo numero raggiunge quota 6,3. Queste morti non sono una fatalità ma la tragica conseguenza della deregolamentazione nella catena degli appalti, del massimo ribasso, degli appalti a cascata, della mancanza di controlli, della precarietà del lavoro, del taglio delle risorse per gli ispettori del lavoro.
La ricerca del profitto, da parte di aziende che non rispettano le norme e i contratti, non può essere prioritario rispetto all’osservanza delle regole sulla sicurezza.
È il momento che il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza, si assumano le loro responsabilità aprendo un confronto, vero e fattivo, con le Organizzazioni Sindacali. Occorre tornare a finanziare i servizi di vigilanza e prevenzione su salute e sicurezza nei luoghi di un lavoro in capo alle ASP.
Affinché non si ripetano altre tragedie:
• vogliamo il ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa committente.
• vogliamo tutte le agibilità necessarie per gli RLS, RLST, delegati di sito alla sicurezza.
• vogliamo l’applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative.
• vogliamo la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro.
• vogliamo luoghi di lavoro sicuri senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari.
Per la CGIL e UIL di Ragusa oggi è fondamentale tenere alta l’attenzione sulle grandi opere che si stanno realizzando nella nostra provincia – superstrada Ragusa -Catania e i lotti autostradali della Siracusa Gela – infrastrutture strategiche per lo sviluppo della nostra provincia ma anche luoghi dove la sicurezza deve essere al centro dell’attenzione con iniziative programmate che diano continuità all’azione di prevenzione e di crescita delle competenze in materia.

Oggi, 21 febbraio, le categorie degli edili e dei metalmeccanici di CGIL e UIL hanno indetto uno sciopero nazionale, ed a Ragusa dalle 10:30 si è tenuto un presidio in Piazza Matteotti, con un incontro con il Prefetto di Ragusa.

La richiesta di un tavolo interistituzionale sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro è la richiesta fatta dalla CGIL e dalla UIL al termine dell’incontro avuto questa mattina in prefettura alla presenza del Prefetto, Giuseppe Ranieri.
L’incontro è stato preceduto da una manifestazione, con sciopero di due ore, dei metalmeccanici e dagli edili delle due single sindacali per ricordare la tragica vicenda di Firenze dove cinque lavoratori sono deceduti nel luogo di lavoro per la caduta di un’ architrave nel cantiere per la costruzione di un ipermercato e per confermare una precisa piattaforma rivendicativa che garantisca la sicurezza nei luoghi di lavoro come il ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa committente; le agibilità necessarie per gli RLS, RLST, delegati di sito alla sicurezza; l’applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative; la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari.
All’incontro con il rappresentante dal governo erano presenti il segretario provinciale della CGIL di Ragusa, Francesco Maltese, Giovanni D’Avola, segretario generale UIL Sicilia, Area Vasta, con delega su Ragusa, Franco Cascone, segretario generale della Fillea CGIL, Carlo Spinello della Feneal UIL e i rappresentanti dei lavoratori.
Il tavolo che dovrà affrontare i temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo i sindacati dovrebbe esser e composto dai rappresentanti sindacali, dall’Ispettorato del Lavoro, dell’INAIL, dall’INPSI, dello Spresal e ovviamente coordinato dal Prefetto di Ragusa.

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