Nasce la prima comunità energetica rinnovabile, subito le polemiche, i punti di vista di Partecipiamo e del consigliere di Fratelli d’Italia, Rocco Bitetti

A chi scrive, di spirito ambientalista appena sufficiente, fa sorridere l’intensità delle polemiche attorno alla nascita della prima CER. Ci sono emergenze in città più impellenti che, se non dovessero essere esitate prima della CER, di certo dovrebbero coinvolgere maggiormente le parti politiche.
Parliamo di abbandono indiscriminato dei rifiuti, di carenze idriche, di decoro urbano, di manutenzioni inesistenti per il verde spontaneo, di abbandono delle contrade e delle periferie, di abbandono delle bambinopoli.
Naturalmente, occuparsi di transizione ecologica fa più chic e distrae dai problemi reali.
La Comunità Energetica Rinnovabile di Ragusa Ibla, come ha ricordato e sottolineato la consigliera Occhipinti, in aula consilaire, nasce dall’iniziativa competente di un ex consigliere comunale della lista Cassì, l’ing. Turi Cilia, che, intelligentemente e con le dovute competenze professionali, colse al volo l’opportunità, proponendola ad altri residenti di Ibla, in particolare facenti capo al comitato cittadino Vivibla, per la cronaca scioltosi proprio mentre la CER arrivava in dirittura d’arrivo.
In aula c’è stato un ampio e articolato dibattito, animato soprattutto dal capogruppo PD, Peppe Calabrese e dal dr. Bitetti di Fratelli d’Italia.

Riportiamo appresso due note, quella del gruppo Partecipiamo, nella cui lista si è presentato alle ultime elezioni l’ing. Cilia, scaricato dalla lista del sindaco, come tanti altre valide figure della precedente consiliatura, purtroppo non adeguatamente sostituite.
Chiarificatrice sulle posizioni che contestavano alcuni punti della convenzione fra il Comune e la CER, l’intervento del dr Bitetti.

Questa la nota di Partecipiamo:

Finalmente ieri sera dopo un travagliato percorso, la maggioranza del Consiglio comunale di Ragusa ha esitato, favorevolmente, lo schema di contratto di concessione del diritto di superficie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da stipulare con la Comunità Energetica Rinnovabile denominata “CER IBLA” ETS., un atto importantissimo che porterà alla nascita della prima comunità energetica tra residenti del quartiere di Ibla con il supporto del comune di Ragusa.
Il nostro gruppo ha sostenuto questa iniziativa sin dall’inizio ed esprime la sua piena soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto e ringrazia tutti i consiglieri comunali che hanno espresso voto favorevole per il raggiungimento di un obbiettivo così importante.

Con quest’atto il consiglio comunale si concede l’uso di un’area comunale a prezzo calmierato a dei residenti di Ibla, che hanno costituito un’associazione per installare in modo comunitario dei pannelli fotovoltaici per il loro autoconsumo. Questi concittadini che non possono utilizzare in tal senso il tetto della propria casa principalmente per vincoli paesaggistici e storici, potranno usufruire di un’area comunale per installare dei pannelli fotovoltaici in modo collettivo formando una CER.

Con quest’atto si porta a compimento tutto il lavoro svolto in questi anni, nell’indirizzo dell’Amministrazione Comunale Cassì 1 espresso dal 2020 adottando il PAESC (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima), proponendosi come promotore e partner di progetti che miravano alla costituzione di dette comunità. Volontà rafforzata dalla deliberazione di giunta municipale n. 88/2020 e di consiglio comunale n. 7/2021, che ha indetto una manifestazione di interesse per la costituzione di comunità energetiche rinnovabili di cui all’art. 42 bis della I. 8/2020. Il Comune di Ragusa si è reso così promotore incentivando la costituzione di queste comunità anche mettendo a disposizione il tetto di edifici comunali e altre aree in comodato d’uso per l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Questa associazione di liberi cittadini che non ha alcuno scopo né politico né speculativo (si sono insinuate illecite speculazioni, di utilizzo del suolo comunale a fini d’impresa) attuerà quanto le direttive comunitarie auspicano in merito alla riconversione energetica, diventando parte attiva di questo percorso virtuoso, ovvero produttori dell’energia di cui loro stessi hanno bisogno.

L’ auspicio di Partecipiamo Ragusa futura è che a questo primo gruppo di nostri concittadini se ne uniscano tanti altri anche di Ragusa Ibla, utilizzando l’appoggio del comune e dei tecnici comunali.
Le comunità energetiche sono la forma più intelligente per approfittare dell’energia che ci dà il sole.
L’uso comunitario dei pannelli consente a tutti di poter usufruire dei pannelli fotovoltaici, anche a chi non può installarli sul proprio immobile, riduce le spese ed i costi d’impianto per il singolo e consente a tutti di poter attingere a una fonte di energia illimitata e gratuita per l’auto consumo, riducendo il costo delle bollette elettriche.

Per il Direttivo di Partecipiamo: avv. Pietro SAVA’

Questa la nota del dr Rocco Bitetti:

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) costituiscono un eccellente strumento che consente la produzione e la condivisione di energia rinnovabile garantendo ai propri associati degli incentivi sull’energia da loro consumata e messa in rete dall’impianto di produzione che è situato in un luogo diverso da quello di consumo.
I soci delle CER continuano a mantenere i loro rapporti di fornitura con i vari distributori (Enel, Eni Sorgenia ecc.) ma beneficiano di un incentivo in quanto membri della comunità stessa. Per partecipare ad una CER non è richiesto alcun investimento e normalmente l’iscrizione è gratuita. L’obbiettivo è quello di incentivare i soci a consumare l’energia nel periodo di produzione e di messa in rete da parte dell’impianto realizzato dalla CER stessa o messo a disposizione da parte di un terzo.
La realizzazione dell’impianto può essere fatta sia da alcuni membri della CER (privati o aziende) o anche da terzi che mettono “a disposizione” l’impianto.
Pertanto all’interno di una Comunità Energetica abbiamo dei soggetti “consumatori” che hanno un loro beneficio a fronte della quantità di energia consumata (una sorta di Cash back) senza alcun esborso di denaro; e dei soggetti “investitori” (anche esterni) che svolgono una attività speculativa.
Sono numerose le Comunità Energetiche che si stanno sviluppando in provincia di Ragusa: normalmente gli impianti vengono sviluppati su terreni privati acquisiti, presi in affitto o costituito un diritto di superficie. Ovviamente la disponibilità del terreno, in qualsivoglia modalità, viene acquisita a valore di mercato.

Premesso tutto questo è facile comprendere quanto sia bizzarro il comportamento dell’Amministrazione comunale di Ragusa che, disponendo di una serie di immobili di vaste dimensioni su cui poter far realizzare impianti medio-grandi, non solo non li utilizza per sé ma addirittura concede diritti di superficie a prezzi irrisori rinunciando anche a ricevere un equo corrispettivo per l’utilizzo di beni che hanno il loro valore di mercato.
L’Amministrazione e il Consiglio comunale, cedendo a dei privati il diritto di superficie della palestra di Via Aldo Moro (di 900 metri quadri) ad un prezzo annuo di 450€, hanno deliberatamente trattato dei beni pubblici come “res nullius”, cioè come beni non appartenenti a nessuno.
Si è fatto passare un atto che danneggia il patrimonio della comunità mascherandolo come una pietra miliare per il Comune nella realizzazione della transizione ecologica.
Niente di più falso. In un contesto in cui stanno già sorgendo numerose comunità energetiche (anche su Ragusa Ibla), e in cui l’adesione dei cittadini alle CER diventerà la normalità, come anche il passaggio da una CER all’altra sulla base degli incentivi riconosciuti dalle singole Comunità Energetiche (un po’ alla stregua del cambio di un operatore telefonico!) siamo riusciti a “svendere” un bene pubblico; a favorire i “soci investitori” di una nuova comunità energetica di Ibla, che potranno così realizzare il loro legittimo investimento speculativo beneficiando ingiustificatamente della disponibilità di un lastrico solare ottenuto ad un prezzo irrisorio, creando una disparità rispetto a coloro che stanno costituendo impianti su proprietà private a prezzo di mercato e, infine, a stabilire il principio per cui anche le nuove CER potranno realizzare i loro impianti sui beni del Comune idonei, riconoscendo allo stesso un corrispettivo irrisorio.
Mi chiedo se sia giusto trattare in questo modo i beni pubblici che appartengono a tutti noi

Dr Rocco Bitetti
Consigliere comunale Fratelli d’Italia

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