Nuovo Piano Regolatore di Ragusa: ora parlano gli incompatibili, i consiglieri affidabili che lo hanno dichiarato

È il primo, e non sarà l’unico dei consiglieri dichiaratisi incompatibili per il PRG, a ritornare sulla materia che tante polemiche ha suscitato.
Qualcuno avrà da ridire, qualcuno che pensava che con l’approvazione in Consiglio comunale potessero spegnersi tutte le polemiche e si ritrova, invece con lo strumento urbanistico di nuovo di attualità, peraltro per aspetti poco delicati e non del tutto chiariti
Il nuovo PRG di Ragusa è nato male, presentato dalla giunta, alla fine del 2022, con chiari intenti elettoralistici, fu bollato negativamente dalle parti politiche e dovette attraversare un apparente ciclo di confronti e di condivisioni con le associazioni di categoria e con gli organi professionali, per arrivare, con la scusa di continui aggiornamenti alle norme regionali nuove, a marzo 2023.
Solita strategia dell’amministrazione Cassì di presentare l’atto all’ultimo momento, con lo spauracchio del termine del 31 marzo per non inficiare un piano fondato sulla legge del 1978.
Un piano nato da una santa alleanza, da un accordo trasversale fra politici e lobby di costruttori con l’amministrazione, ammesso da qualcuno dei protagonisti, che viene imbellettato per il consiglio comunale con un accordo con le minoranze di PD e Territorio per la mancanza di maggioranza determinata dall’alto numero di incompatibili.
Un accordo che viene presentato dal capogruppo PD come condizionante, attraverso una cinquantina di emendamenti, per stravolgere il piano studiato dall’amministrazione.
Se, però, ci sono state parti che non sono state toccate, del progetto originario, non è dato sapere.
I dubbi su questo piano e sulle procedure di approvazione, non derivano solo dalle altre minoranze, ci sono stati anche esponenti maggioranza che hanno esternato perplessità, soprattutto sulla regolare presenza di compatibili per l’approvazione e sulla ormai nota strategia di due consiglieri di maggioranza di mantenere il numero minimo occorrente di compatibili, non dichiarando la propria incompatibilità ma astenendosi, a loro tutela, dalla discussione e dalla votazione.
Non sono pochi a pensare che qualcosa potrebbe venire a galla in un prossimo futuro e interventi come quello che appresso pubblichiamo, sono indice del desiderio di mantenere vivo l’argomento, in attesa di eventi eclatanti.

È il consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli a segnalare il rischio di potenziali contenziosi per il PRG:

Questa la sua nota:

“Ora che il PRG è stato approvato, possiamo tornare a parlarne senza essere tacciati di mancanza di correttezza per quanto concerne l’aspetto della compatibilità.
Sin dall’inizio, infatti, io stesso ho dichiarato di essere incompatibile e quindi, nel rispetto del mio ruolo di consigliere, mi sono astenuto dal partecipare alle varie sedute del Consiglio che hanno trattato lo strumento urbanistico, pur avendo fornito il mio contributo in commissione per poterlo migliorare e, soprattutto, rispetto alla prima stesura, ridurre il consumo di suolo, come poi in effetti è stato.

Certo, resta da comprendere perché, rispetto agli interrogativi sollevati in ordine alla compatibilità o meno di alcuni consiglieri comunali sui quali gravava un certo dubbio in proposito, nessuna risposta sia arrivata dagli organismi del Comune a cui ci eravamo rivolti per ottenere chiarezza. D’altro canto, se il PRG si fosse votato con qualche giorno di ritardo, nulla sarebbe accaduto, ma avrebbe messo il civico consesso nella condizione di potere operare in piena trasparenza”.

Aggiunge Firrincieli: “Il ruolo di consigliere comunale impone a quest’ultimo di perseguire la legalità con la sua attività di ispezione e di controllo.
Un consigliere deve agire, come diciamo sempre, con onore e disciplina e se ci sono delle potenziali problematiche che potrebbero inficiare tutto il lavoro svolto – aggiunge – deve farlo sapere alla città e all’Aula.

Ora, comunque, sta emergendo un altro potenziale problema. E cioè il fatto che il Comune di Ragusa possa essere esposto a eventuali contenziosi promossi da chi oggi ha visto tradite le aspettative promesse nella versione originale del PRG, quella presentata alla città, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali nel novembre 2022.

Sappiamo che sono numerosi gli emendamenti che hanno declassato decine di migliaia di m² di terreni da edificabile ad agricolo o similia, una circostanza che, ci risulta, stia agitando gli animi di alcuni cittadini i quali, alla luce di queste potenziali anomalie, potrebbero intravvedere varchi per adire le vie legali e inficiare tutto il lavoro svolto.

Tutto ciò, circostanza che più ci preoccupa, lederebbe gravemente la reputazione del nostro consiglio comunale e dei suoi componenti.
Stiamo parlando del fatto che eventuali reticenze hanno potuto esporci a mandare all’aria tutto il lavoro svolto.
Avremmo gradito che la comunicazione da noi inviata a mezzo pec fosse stata letta ai colleghi consiglieri a inizio della seduta cosicché sapessero che avevamo comunicato al segretario generale le nostre perplessità e che avevamo chiesto di trasmettere agli enti locali quelle perplessità.
Ci aspettavamo dei chiarimenti che, purtroppo, ancora oggi nessuno sembra in grado di darci”.

(Sarebbe stato meglio scrivere, alla fine … “ancora oggi nessuno sembra voglia darci NdR)

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