Orari e giorni di apertura dell’Ufficio Turistico di Ibla, solo la punta di un iceberg dei problemi del settore, e non solo

Due comunicati, del tutto contrastanti, dell’Ufficio Stampa del Comune, a nemmeno 24 ore di distanza l’uno dall’altro, è tutto in questo che, eufemisticamente, si potrebbe definire disguido, il caso della paventata chiusura dell’ufficio turistico di Ragusa Ibla, in piazza della Repubblica

Nel pomeriggio del 17 agosto, viene comunicato che dal 20 agosto l’ufficio Infotourist di Piazza Repubblica non effettuerà l’apertura il sabato, la domenica e i festivi.
Non si tratta quindi, come recita il titolo, di nuovi orari, ma di nuovo calendario di apertura, che è cosa ben diversa. E già questo è grave per un Ufficio Stampa di un Comune
Viene specificato che gli orari di attività saranno: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14, mentre il martedì e il giovedì è prevista anche l’apertura in orario pomeridiano, dalle 14.30 alle 17.30.
Fino al 30 ottobre il servizio, nei giorni di sabato, domenica e festivi.
Fino al 30 ottobre, il servizio sarà garantito il sabato, la domenica e nei festivi, dalle 9 alle 14, dall’Infotourist di Piazza San Giovanni.

La mattina dopo è l’assessore al ramo, Barone, che rettifica: “per tutta la stagione turistica l’infotourist di Piazza Repubblica sarà regolarmente aperto tutti i giorni e nei consueti orari, essendo stato individuato personale idoneo alla sua gestione” ricordando, altresì, che su Ibla sono comunque attivi altri due sportelli di informazioni turistiche, uno gestito dal Centro Commerciale Naturale Antica Ibla, in corso XXV aprile, un altro nei locali di Palazzo La Rocca, in via Capitano Bocchieri nella ex sede dell’Azienda provinciale del Turismo.

Solo problemi di personale, come in tutti gli uffici ridotto all’osso, una unità, vincitrice di concorso, che va via, l’impossibilità di garantire i turni, con l’imprevedibile affrettato comunicato fatto diffondere da chi non ne aveva titolo, mentre l’assessore era alle prese, con il dirigente, con la soluzione del problema, poi trovata.
Sarebbe utile chi fa i comunicati, su quali input e chi ne autorizza l’uscita
Ma il caso, che aveva subito scatenato le proteste di quanti, a buon diritto, consideravano sconsiderata la decisione, è solo la punta di un iceberg sulle problematiche del settore che questa amministrazione ha sempre sottovalutato.
Fermi restando i diritti imprescindibili del personale, è di tutta evidenza che molti settori soffrono carenza di personale, mancano giardinieri, guardiani, impiegati all’anagrafe e negli uffici tecnici, addetti al settore cultura e turismo.
Non è la prima volta che apprendiamo di problemi per l’apertura del Castello o degli uffici turistici, sempre alle prese con il giorno di chiusura, con gli orari che cambiano di continuo, con il servizio che si adatta alle esigenze del personale e non a quelle dell’ufficio.
Per restare in tema di ufficio turistico, sarebbe necessario affidarsi a ditte esterne specializzate, che potrebbero garantire anche il servizio fino alla tarda serata, servizio che potrebbe essere programmato con largo anticipo, grazie anche ai fondi della tassa di soggiorno che verrebbe spesa, finalmente, per esigenze specifiche del settore.
Sappiamo che questa amministrazione, nonostante specifiche sollecitazioni dell’assessore al ramo, fa un uso tutto suo della tassa di soggiorno.
Sin dalla data di insediamento, quando si dovevano rinnovare i componenti dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno, con la nomina dei nuovi consiglieri, l’amministrazione tralasciava, per lungo tempo, di convocare l’organo.
Anche attualmente, con la Presidente dimissionaria, nessuno si preoccupa di convocare l’organismo, né di chiedere – non si è fatto mai – di relazionare sul monitoraggio dell’utilizzo della tassa di soggiorno, compito esclusivo ed elettivo dell’Osservatorio.
Quando diciamo ‘nessuno’ intendiamo specificare che il problema non tocca né il sindaco, né gli assessori, né i componenti della maggioranza, né quelli dell’opposizione. Tutti silenti.
Nulla si può sapere dell’utilizzo dei fondi della tassa di soggiorno, che, è ormai risaputo, viene utilizzata come salvadanaio di tanti settori, nessuno ne chiede conto, nemmeno i consiglieri che fanno parte dell’Osservatorio.
Per far capire la gravità del problema, e per raccontarne una sola, basti pensare che fondi della tassa di soggiorno del 2021 sono serviti per le spese delle cerimonie del 2 e del 4 novembre.
Già il piano di utilizzo è paradossale, con fondi per manifestazioni culturali ad alta valenza turistica del tutto indefiniti, con la tassa di soggiorno si contribuisce al grande evento e alla sagra di quartiere.
Negli anni, anche sotto l’amministrazione grillina, sono letteralmente volati via fondi per l’aeroporto di Comiso, basti pensare che un contributo che oculatamente l’amministrazione grillina aveva bloccato, dopo pochi giorni dall’insediamento, venne sbloccato da questa amministrazione e per interessamento di un assessore non al ramo. Tutti fondi dei quali non c’è stato mai riscontro né rendiconto.
C’è chi guarda ai conti in ordine, c’è chi guarda al comportamento virtuoso per la differenziata, ci possono essere anche persone sensibili al turismo per pretendere un uso virtuoso della tassa di soggiorno.

Ultimi Articoli