Per artisti e operatori dello spettacolo interviene la consigliere Zaara Federico

Abbiamo più volte espresso l’auspicio che le esigenze delle diverse categorie siano accomunate in una azione unitaria di appello e di richiamo all’emergenza per tutte le imprese ma, soprattutto per la tutela e l’assistenza dei livelli occupazionali.
Ma sono le stesse associazioni di categoria che tutelano ora questa, ora quella categoria, spesso sulle pressioni del momento, dando l’impressione di capire che l’emergenza, la crisi, le difficoltà sono comuni.
In questo peccano anche le amministrazioni che non hanno proceduto ad un censimento delle esigenze e dei bisogni, se non altro per potere programmare, secondo le possibilità, eventuali interventi.

Bene fa, allora, alla consigliera Zaara Federico che rivolge un appello all’amministrazione comunale di Ragusa di farsi carico di convocare tutti i rappresentanti delle realtà presenti in città per ascoltare dalla viva voce dei protagonisti quali sono le necessità attuali e come si potrà fare per intercettare le loro esigenze.
Dopo l’avvio della fase 2, si sono ulteriormente accorciati i tempi di riapertura delle attività di ristorazione e dei parrucchieri, per uomo e per donna.
Un settore del quale si parla poco è quello del mondo dello spettacolo e del teatro, si è accennato ad una possibile riapertura per i cinema, dal 1° giugno, ma servono, in ogni caso, precise indicazioni per le misure e le prescrizioni di sicurezza.
Dice la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Zaara Federico: “Sappiamo che la situazione complessiva non è semplice e che occorre la massima attenzione per evitare che gli sforzi fatti in questi ultimi mesi, finalizzati a diminuire le occasioni di contagio, siano vanificati.
Allo stesso tempo, non possiamo non considerare che ci sono realtà che stanno soffrendo in maniera notevole questa chiusura e che, se continua ancora l’attuale fase di stallo, difficilmente riusciranno a riprendere.
Per tale ragione, il sindaco e l’assessore al ramo potrebbero farsi promotori di un confronto, così come accaduto di recente con le associazioni sportive, per comunicare anche ai rappresentanti di quelle realtà che si occupano di spettacolo nel senso più esteso del termine che cosa si intende fare, quali i provvedimenti da assumere e quali, eventualmente, le misure disponibili per venire loro incontro”.
“Alcune realtà – prosegue – hanno già allestito programmi, messo sul tavolo delle buone idee e sono già disponibili a lavorare anche con limitazioni più restrittive e di certo più complicate.
Non dobbiamo, comunque, dimenticare che, già in questa fase, ma a maggior ragione più avanti, ci sarà bisogno di chi ci fa sognare, di chi ci fa sperare in una vita migliore.
La magia dello spettacolo, del teatro, dunque, da questo punto di vista risulta essere insostituibile. E bisognerà fare il possibile, è almeno l’auspicio che lancio, per venire incontro alle loro necessità”.

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