Per l’on.le Campo, del Movimento 5 Stelle, i rifiuti uno dei settori che mostrano il fallimento delle politiche di Musumeci

Il settore dei rifiuti in Sicilia è uno di quelli dove il Governo Musumeci ha mostrato i suoi limiti evidenti.
Lo pensa l’on.le Stefania Campo, innanzitutto, a proposito della non risolta questione dell’impianto TMB di Cava dei Modicani a Ragusa: “Inaccettabile il comportamento di Musumeci. Il presidente acceleri il procedimento”

Una lettera al presidente Musumeci con la richiesta di essere ricevuti nel più breve tempo possibile, per ridiscutere i tempi che sono stati concessi dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente, ovvero 90 giorni, per la definizione dell’istruttoria definitiva dell’impianto di TMB di Cava dei Modicani, e questo contrariamente ad un’ordinanza del marzo scorso dello stesso Musumeci che invece accelerava proprio questo tipo di procedimenti.
È una delle strade che, su proposta della deputata regionale del M5S di Ragusa, Stefania Campo, ha deciso di intraprendere il tavolo provinciale che si è riunito oggi presso l’ex Provincia regionale su richiesta della Cgil, alla presenza dei sindaci, del commissario Piazza e della stessa parlamentare iblea.

“Già quasi un anno fa – evidenzia Stefania Campo – presentai una mozione all’ARS volta alla definizione dell’istruttoria dell’A.I.A. per l’impianto di TMB di Cava dei Modicani, un atto che è tornato prepotentemente attuale per le gravi conseguenze negative per i Comuni della nostra provincia, ma che ancora oggi non risulta né calendarizzato né tanto meno discusso.
Ci troviamo di fronte ad una richiesta di V.I.A. partita nel 2015, ritenuta valida dall’A.R.P.A. sede di Ragusa quando era stata chiamata ad esprimere parere in occasione delle precedenti quattro ordinanze emesse dal Commissario Piazza e che hanno mantenuto aperto il TMB fino al 30 maggio 2020.
Adesso invece, anche in conseguenza del parere negativo espresso dall’A.R.P.A. Sicilia, la Regione chiede una nuova valutazione ambientale, come se fino ad oggi i nostri Sindaci non avessero presentato già tutta la documentazione necessaria.
Cosa che invece è dimostrabile sia scrupolosamente avvenuta.
Ogg,i apprendiamo dal Commissario della SRR, Lino Giaquinta, di una lettera dalla Regione nella quale si evidenzia che l’istruttoria di VIA sarà pronta in 90 giorni più un ulteriore mese.
Potrebbero sembrare i tempi tecnici della lentezza amministrativa, ma se pensiamo che la richiesta fu fatta nel 2015 è scandaloso dover aspettare ancora altri mesi.
Oltretutto, per far fronte alla crisi nel ciclo di gestione dei rifiuti in piena emergenza Covid, e precisamente il 27 marzo, lo stesso Musumeci firmò un’ordinanza che velocizzò tutti i tempi e pose deroghe ai termini delle autorizzazioni, oggi ridotti ad un terzo.
Quindi non capiamo perché se da una parte c’è un’ordinanza del presidente della Regione che permette di accorciare la tempistica, dall’altra l’assessorato all’Ambiente ci scrive che serviranno almeno 90 giorni. Pertanto, io e il deputato regionale Nello Dipasquale, scriveremo una lettera al presidente Musumeci chiedendo di essere ricevuti al più presto per fare rispettare, paradossalmente, la sua stessa ordinanza in maniera che vengano quindi ridotti tutti i tempi tecnici di approvazione per definire finalmente la questione del TMB di Ragusa, impianto che, secondo i tecnici e gli organi preposti, fra l’altro funziona benissimo e può continuare a permetterci di non conferire né a Lentini né ad Alcamo, visto l’enorme aggravio di costi nella bolletta dei cittadini.
Tra l’altro la discarica di Lentini è stata investita da una indagine giudiziaria pesantissima e ci chiediamo quindi a chi giovino questi ritardi burocratici che ci obbligano a conferire in impianti privati pagando ulteriori spese”.

Ma la Campo va giù dura anche per la Legge rifiuti : “Inutile che Musumeci cerchi capri espiatori, se non è stata approvata, evidentemente è perché non piace nemmeno ai suoi”

“Il flop sulla legge su rifiuti? Inutile che Musumeci cerchi capri espiatori per i propri fallimenti, se non è stata approvata, evidentemente è perché non piace nemmeno ai suoi”.

Lo dicono i deputati del M5S componenti della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino, Nuccio Di Paola e Stefania Campo, in merito alle polemiche che in questi giorni si stanno facendo sulla mancata approvazione della riforma sui rifiuti.

“Musumeci – dicono i tre parlamentari – ha sempre avuto la maggioranza in Aula. Se la sua riforma non ha avuto il via libera, evidentemente è perché non piace nemmeno ai deputati che lo dovrebbero sostenere. Forse è il caso che convinca prima loro, che noi”.

“Circa le dichiarazioni secondo cui non votando quella riforma si sarebbe favorito qualcuno – continuano i deputati – è quasi inutile sottolineare che non solo sono gravemente lesive dell’onorabilità dell’Aula (ma su questo aspetto nulla di nuovo: il presidente della Regione ci ha già tristemente abituatiti ad offendere deputati e Assemblea ogni qual volta le votazioni non vanno come vorrebbe), ma dimostrano che non si ha idea di quale sia la differenza tra il piano dei rifiuti e la legge sulla governance.
Solo con il primo, si può bloccare per davvero il proliferare delle infiltrazioni criminali nel settore dei rifiuti. La riforma, invece, soprattutto per com’è stata congegnata da Musumeci, non serve assolutamente a niente, se non a creare più confusione di quella che già c’è. E non si dica che il M5S è quello dei no a prescindere, perché nemmeno tre giorni fa ha votato a favore della riforma urbanistica del Governo”.

“L’unico strumento per bloccare le possibili infiltrazioni criminali nel mondo dei rifiuti – afferma Trizzino – è un piano regionale ben scritto, con paletti chiari e immodificabili, che stabilisca ciò che si può e ciò che non si può fare.
L’inutile riforma dei rifiuti che sbandiera Musumeci non potrà mai bloccare le autorizzazioni già rese e quelle in procinto di esserlo. Queste sono le basi del diritto ambientale. Se le cose non sono come dico io, Musumeci venga in Aula a smentirmi. E, magari, ci spieghi perché ha autorizzato il più grande ampliamento della storia dei rifiuti siciliani alla discarica privata di Lentini”.

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