Piero Gurrieri e il Movimento 5 Stelle di Vittoria hanno presentato la candidatura a Sindaco di Vittoria

Deludente la presentazione della candidatura a Sindaco di Vittoria dell’avv. Piero Gurrieri, innanzitutto per la caratura indiscutibile del personaggio politico ma più ancora perché ritorno sulla scena del Movimento 5 Stelle che, dopo la sconfitta alle precedenti elezioni, è praticamente scomparso dalla scena politica, non solo a Vittoria ma in buona parte della provincia.
Certo, poteva non sembrare il momento adatto per parlar di programmi e, per esempio, di alleanze con il PD per rinnovare l’accordo a livello nazionale, peraltro confermate da DiMaio anche per le periferie, proprio in queste ore.
Ma dopo le polemiche sulla candidatura, dopo l’apertura ufficiale del segretario regionale PD per accordi con i 5 Stelle, era logico aspettarsi da un personaggio del calibro di Gurrieri, adeguate risposte.
Invece, un incontro formale, peraltro era presente un solo giornalista, a conferma dell’appeal del Movimento a Vittoria, dove non sono state evidenziate, a dovere, le motivazioni di una candidatura nell’attuale scenario politico locale.
Un Gurrieri che, noto come esponente politico in ogni caso di rilievo, con una sua impronta e storia personale
degne di nota, ha quasi subito una incoronazione dal signor nessuno, in virtù di una designazione dall’alto di non meglio identificate autorità politiche del Movimento, e l’ha celebrata al cospetto di pochi attivisti, notoriamente esponenti di una corrente del Movimento che si contrappone, in puro stile 5 Stelle, alla vecchia guardia pentastellata vittoriese.

Come fu già in occasione delle precedenti comunali, a furia di sgomitare, una frangia dei 5 Stelle di Vittoria, è risultata più forte nel braccio di ferro con i compagni avversari, quali potrebbero essere le conseguenze è tutto da vedere, anche se il film non è certo una prima visione.

Ammettiamo di essere, sotto sotto, nonostante ben altre ideologie politiche di provenienza, dei simpatizzanti del Movimento 5 Stelle ma continuiamo a vedere che il copione della politica, non solo a livello locale, è libro ostico per i pentastellati che, peraltro, non si sa mai chi sono e quali regole vogliono seguire.

Intanto a Vittoria, le posizioni dei dissidenti, in quanto tali perché delegittimati dal vertice politico, restano di forte contrapposizione, l’escluso dalla partita, Pippo Re, dopo aver stigmatizzato il disconoscimento delle regole elementari del Movimento da parte del vertice politico, torna a sparare sulla candidatura Gurrieri sostenuta dalla Argentino che appare come il soggetto tipico 5 Stelle in grado di meglio approfittare del vento a favore dei 5 Stelle (ma è ancor favorevole ? NdR)
Dopo aver sancito la desistenza per la candidatura di Gurrieri, affermando di riservare le energie per altre battaglie del Movimento, (ma sarà vera desistenza? NdR), Re torna con un altro post sui social per ripercorrere la storia 5 Stelle a Vittoria.
Porta alla luce, di nuovo, l’ingombrante presenza di Mario Giarrusso che, già nel 2015, fu artefice influente dell’espulsione di numerosi attivisti vittoriesi. Giarrusso, amico di Gurrieri, era stato invitato, nello scorso mese di marzo, per una riunione che l’Argentino voleva a tutti i costi per preparare il terreno alla candidatura per le comunali.
E Re tira fuori una delle storielle tipiche dei 5 Stelle, inconcepibili, e surreali se note all’avv. Gurrieri, del sondaggio, su un gruppo segreto di facebook, per decidere il candidato sindaco del movimento, che ebbe come esito la scelta, secondo quanto scrive RE, dell’incandidabile, a norma del regolamento del M5S, Gurrieri che sarebbe stato prescelto da soli 11 attivisti che ebbero a cliccare sul suo nome.
Roba che nemmeno al Club di Topolino, quando avevamo 12 anni.

Speriamo solo che il livello della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle si elevi e non continui nell’alveo di squalificanti pettegolezzi che i vertici del Movimento dovrebbero assolutamente spegnere con l’espulsione dei dissidenti.
Ma in tempi di elezioni è sempre duro tirare fuori gli attributi, del resto, come avvenne a Ragusa, i 5 Stelle sono maestri solo nell’annientare anche le candidature sicure.

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