Più che lavoro di furbetti, sembra un progetto premeditato quello dei vaccini ai non aventi diritto

Una vicenda che si voleva ricondurre alla buona fede per non buttare alcune dosi di vaccino, mentre passano le giornate, in cerca della verità, si delineano i contorni di una storia che passa sempre più dal passa parola fra amici alla premeditazione.
Siamo a Scicli, il prete viene da Modica i i sindaci arrivano dagli estremi del territorio, ancorché legittimati a ricevere il vaccino per la loro professione, tanta gente si accalca fuori dal presidio di Scicli, quante dosi erano a disposizione, se non si possono dare i nomi dei vaccinati, perché non si dice chi non è venuto all’appuntamento, quanti sono e perché?
La cosa che più scandalizza è che qualcuno aveva assicurato al Direttore Generale che non erano stati favoriti parenti, ora si legge che c’è gente che in colpo ha vaccinato madre, marito e figlia.
I particolari cominciano a diventare così imbarazzanti che non ci può essere il malumore del Direttore Generale per essere stato ingannato, quando c’è in giro gente di tal fatta una persona per bene non può avere nulla di cui vergognarsi, nemmeno di essere stato ingannato.
Ma si impone l’obbligo, per i vertici della sanità locale, di fare i nomi delle persone coinvolte, non significherà che sono di certo colpevoli né si potrà fare un processo sommario per dire quali sono i reati, ma il polverone sollevato impone di fare chiarezza.
A nessuno interessa quali conseguenze subiranno quelli che hanno sbagliato, non si può essere giustizialisti in un paese dove ci sono in giro terroristi, omicidi, stupratori, pedofili, corrotti e corruttori, è chiaro che, passata la bufera, tutti ritorneranno in giro fra la gente se già non lo hanno fatto, diranno che fino al terzo grado di giudizio nessuno è colpevole, con i tempi della giustizia italiana, una possibile amnistia, un contenzioso con l’azienda gestito bene, questa gente girerà per fare conferenze sugli effetti del vaccino e le influenze sulla sfera sessuale in menopausa.
Finirà che saranno più ricercati di un ex presidente degli Stati Uniti d’America, mentre noi poveri mortali ci chiederemo se almeno c’era una pianificazione di come distribuire e inoculare i vaccini e chi doveva sovraintendere al tutto. Il Direttore Generale è obbligato a fare chiarezza, sui giornali si leggono tante cose, addirittura che qualcuno è stato rimosso salvo poi avere la rettifica, dall’interno della stessa ASP, che si è trattato di dimissioni.
Ma ci sono particolari che, se fossero veri, farebbero virare la questione dal comico al pirandelliano, si parla di gente ora compresa fra i furbetti, rimossa o dimissionaria, che era stata chiamata a sostituire i rimossi e aveva accettato l’incarico pur sapendo di essere fra i colpevoli, quindi ci può essere anche una sorta di presunta impunità o la leggerezza di non comprendere che risvolti avrebbe potuto prendere la questione.
Ancora si legge che il Direttore avrebbe confermato che altri casi ci sarebbero a Vittoria e nel capoluogo, quindi è chiaro che non si tratta di fiale scongelate in eccesso e di gente che non è venuta, ma di fiale scongelate di proposito sapendo dove sarebbero andate a finire, e, pare, sempre, nel giro di medici e dirigenti dell’azienda sanitaria.
Vedremo come andrà a finire.

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