Poco incisiva la replica del Sindaco al comunicato congiunto dei consiglieri PD e 5 Stelle

La nota congiunta dei consiglieri comunali PD e 5 Stelle del Comune di Ragusa è il segnale di un malcontento e di una delusione per le politiche portate avanti dal sindaco Cassì e dalla sua Giunta.
Una delusione, più ancora che malcontento, che serpeggia da tempo e che non vede sbocchi positivi per la gestione della città.
Neanche l’innesto di nuovi assessori è riuscito a imprimere una svolta, giunta e maggioranza sono sordi alle richieste di condivisone delle scelte e, soprattutto, non c’è la benché minima ammissione delle criticità rilevate, si pensa, invece, a imbastire, come fa qualche assessore, difese incondizionate dell’operato, senza nulla concedere alle minoranze.
Un dato di fondo è quello di una maggioranza che resta indifferente alle critiche e alle sollecitazioni, in una sorta di aurea superiorità che li renderebbe indenni da ogni rilievo, quella stessa maggioranza che, però, ha dato segni di disordinato dissenso, rientrato solo apparentemente per un puntuale lavoro di ricucitura del primo cittadino, lavoro di ricucitura che però non risulta definitivo per spegnere ogni focolaio di irrequietezza.
Nemmeno ieri, a margine di una replica del Sindaco, tramite l’Ufficio Stampa, e dell’intervento in aula, nel corso della seduta del civico consesso, nessuno della maggioranza ha sentito l’esigenza di prendere le distanze dal comunicato congiunto delle maggiori espressioni di minoranza, lasciando spazio anche a ipotesi di una malcelata condivisione. Lo stesso capogruppo di maggioranza, ormai, si sente solo per sollecitare il dem Chiavola a non ‘far perdere tempo’ nel corso dei lavori d’aula.
La nota congiunta doveva far riflettere, le principali minoranze hanno sottolineato che non si vuole fare opposizione, PD e 5 Stelle hanno capito che la strada da intraprendere è quella più determinante di cavalcare il dissenso diffuso della gente, mettendo in luce le criticità emergenti dell’azione amministrativa.
Hanno capito che le fibrillazioni interne, il dissenso dichiarato, e non si sa a quale prezzo al momento contenuto, quello che cova sottotraccia di aspiranti assessori e di assessori insoddisfatti, sta erodendo l’impalcatura che teneva coesa l’amministrazione.
Per la prima volta, forse per l’incombente emergenza economico sociale, della quale molti non hanno contezza della prossima esplosione, alla base di tutto c’è una sincera visione negativa del futuro della città, forse, come non mai, si sta pensando veramente al bene comune e non a interessi di parte o di partito.
Ma la reazione del Sindaco non è apparsa pervasa da una visione strategica della politica comunale, sarà che il virgolettato, come ci erudisce il portavoce, è opera di quest’ultimo, (e del contrasto fra comunicazione istituzionale e ‘politica’, sollevato in aula dal consigliere Firrincieli, ci occuperemo in altra parte del giornale.)
Ci riferiamo, per il momento, alla nota di replica del sindaco, non avendo, fino al momento in cui scriviamo, le ore 16 del pomeriggio del giorno seguente il Consiglio, potuto riascoltare la registrazione della seduta per la cronica e assoluta incapacità di chi si occupa dello streaming, ieri non andato in onda.
Si parte da una affermazione che desta perplessità, si parla di ‘ciclica prassi’ della coalizione dei partiti di opposizione, mai come in questa consiliatura frammentati e disuniti, si legge in maniera errata la nota perché nessuno ha mostrato di pretendere che la lista delle cose da fare fosse stata azzerata nei primi due anni.
Vero è che di certe opere si parla da anni, ma la gente ha eletto Cassì nella speranza di tornare operativi come una volta, sarà che i temporeggiatori sono tutti attorno al nostro Sindaco, ma il Museo del Costume è bloccato da anni, lo scalo merci nelle mani di un architetto grandissimo ma scomparso dai radar, ancora ieri abbiamo sentito che, nei prossimi giorni, ci saranno incontri per capire le sorti dei musei di Kamarina e di Ragusa.
Non ci sono colpi d’ala per la Scuola dello Sport o per la Residenza di via Berlinguer, normale che un tavolo di confronto fra elementi di opposizione trovi elementi per imbandire un comunicato congiunto di delizie da sottoporre al primo cittadino.
Si è mai chiesto il Sindaco perché nessuno parla o tocca l’assessore Rabito, l’assessore Iacono, l’assessore Barone, perché l’ing Giuffrida è solo sfiorato nonostante il grande fardello di PRG, Piano particolareggiato, e Teatro Marino ?
Nessuno ha voluto imputare nulla a questa amministrazione, c’è stata solo una lista di cose da fare, che sono sotto gli occhi di tutti e che servono alla città, gli amministratori del passato, assieme alle rispettive opposizioni, sono stati spazzati via perché, rispettivamente, non hanno ottenuto risultati.
Quasi quasi, l’appello congiunto è un segnale di benevolenza nei confronti di questo sindaco, per non cadere nello stesso errore.
Poi, c’è l’atavico e inattaccabile rispetto per i dirigenti, perché i primi a sollecitare la registrazione dei ‘Luoghi della Cultura’ dovevano essere gli uffici sotto qualunque amministrazione.
In fondo, la nota congiunta poteva essere accolta benevolmente come memorandum delle cose da fare, immaginate, per un attimo i titoli: “Il Sindaco ringrazia le opposizioni”, invece il Sindaco ha contezza della caratura di qualche assessore (impossibile che non se ne sia reso conto), ha contezza della impalpabile inconsistenza della maggioranza, composta in buona parte da ‘soldatini’ ubbidienti e, sbagliando, teme che approvare l’azione delle opposizioni, anche solo una volta, possa incrinare un fronte che le onde consumano ogni giorno di più.
Non ci resta che attendere il ‘bilancio’ di fine mese, quando scatterà il 2° compleanno, speriamo che il Sindaco non si affidi al virgolettato del portavoce e conduca una relazione sua, all’attacco, possibilmente facendo avanzare prima gli assessori che godono di credibilità e di estrema affidabilità, come una 24 ore di Le Mans, mandare avanti i piloti dal piede pesante per acquisire un ampio margine e far diventare l’avvicinamento al traguardo come la passerella finale in totale scioltezza.

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