Ragusa, consiglio comunale, il capogruppo di maggioranza Tumino stigmatizza le posizioni delle minoranze sugli aiuti alle imprese

In consiglio comunale le minoranze non hanno votato la richiesta di interpretazione dell’art. 51 comma 3 del regolamento TARI
Come si ricorderà, le richieste delle associazioni di categoria per una interpretazione estensiva delle possibilità di applicare la riduzione della Tari per le aziende sottoposte a chiusura, anche a quelle che avevano bloccato l’attività per DPCM, era state vanificate dal parere restrittivo del vecchio dirigente.
Cambiata l’aria all’ufficio tributi, il governo della città sottopone al consiglio comunale di condividere una interpretazione estensiva del comma 3 dell’articolo 51 del Regolamento TARI, scegliendo questa strada della interpretazione del regolamento e non quella della modifica al regolamento, per permettere l’applicazione delle agevolazioni anche per l’anno 2020.
Al momento della votazione, attraverso il gioco del mancato collegamento, le minoranze non hanno partecipato al voto, senza una spiegazione ufficiale, di criticità tecniche o di posizioni predeterminate, particolare rilevante perché, dopo pochi minuti, hanno votato l’immediata esecutività dell’atto.

Da questo, la nota del capogruppo di maggioranza, avv. Andrea Tumino che ha voluto esternare alcune considerazioni sull’atteggiamento tenuto dai colleghi di minoranza.

Questa la nota integrale dell’avv. Tumino:

“Dopo aver letto i proclami dei partiti di minoranza affinché il Comune conceda aiuti alle categorie che risentono maggiormente della pandemia; dopo aver ascoltato buona parte di quegli stessi proclami anche all’inizio dell’ultimo Consiglio consiliare, al momento della votazione è accaduto un fatto a mio giudizio molto grave.

Nel corso della seduta, infatti, era prevista una delibera per offrire un’interpretazione autentica dell’art.51 comma 3 del regolamento Tari vigente. Questo articolo prevede per le utenze non domestiche una riduzione fino al 50% in determinati casi particolari, come ad esempio per cessata attività (con sgombero del locale) o attività svolta solo in alcune stagioni.
L’Amministrazione ha sottoposto al Consiglio una delibera che, “superando il tenore letterale della norma” avrebbe offerto una interpretazione autentica di questo articolo, con l’efficacia della regola estesa anche alle attività costrette alla chiusura dai recenti DPCM: un’azione concreta, richiesta peraltro, in maniera trasversale, dalle stesse associazioni di categoria, per ridurre significativamente il peso della Tari a beneficio delle attività maggiormente colpite dalla pandemia.

Dopo aver richiesto una sospensione per consultarsi, al momento della votazione, i consiglieri di minoranza sono spariti disattivando il collegamento, con la prospettiva, evidentemente, di far mancare il numero legale e “mettere in difficoltà” l’Amministrazione e il nostro gruppo di maggioranza.
L’atto è stato approvato con i voti della sola maggioranza, che ha comunque mantenuto il numero legale in aula.

Ritengo che una delibera del genere avrebbe dovuto trovare l’unanimità, o quantomeno ricevere una votazione chiara da parte di tutti i gruppi consiliari, fatta di sì e di no.
Abbandonare l’aula o, in questo caso, spegnere telecamera e microfono per provare a far cadere il numero legale al fine di “sabotare” un atto invero doveroso per la nostra comunità, senza avere la coerenza di mostrare la propria contrarietà, appartiene alle più basse abitudini della vecchia politica.
Per alcuni, evidentemente, la strategia politica conta più degli interessi della comunità !”

Il consigliere capogruppo
Andrea Tumino

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