Ragusa: la storia infinita di 36 alloggi IACP assegnati dal Comune ma non fruibili, l’emblema della comunicazione farlocca e di propaganda

È il capogruppo del Partito Democratico al Comune di Ragusa, Peppe Calabrese a tirare fuori dagli scaffali una questione che risale al 2021, riguardante 36 alloggi di edilizia popolare assegnati in pompa magna dal Comune e dai vertici IACP, a seguito di apposito bando e di relativi graduatoria, non ancora, però, a distanza di tre anni, disponibili per gli assegnatari.
Una storia che mette in risalto non tanto l’inadeguatezza politica, soprattutto dei vertici IACP, quanto la propaganda e la comunicazione farlocca dell’amministrazione Cassì, sfruttata anche in campagna elettorale, senza trovare, si deve dire, nessun contrasto, anche da parte dello stesso Calabrese e della sua coalizione, che ora, anche lui con colpevole ritardo, porta all’attenzione un caso semplicemente scandaloso.
Vediamo di cosa si tratta.
Dall’amministrazione si vantava come “Dopo oltre 10 anni dalla pubblicazione dell’ultimo bando per assegnazioni di alloggi popolari e in un momento storico di grande delicatezza, Ragusa torna ad assegnare alloggi popolari. Da qui a pochi giorni per 36 famiglie avere un tetto sulla testa non sarà più una preoccupazione”.
Si prevedeva che la consegna sarebbe stata effettuata, sempre secondo i puntuali comunicati dell’Ufficio Stampa del Comune, nei primi di settembre dello stesso anno.
Si arriva al 14 ottobre 2022, nella sede dell’Istituto Autonomo Case Popolari il sindaco e i vertici protempore dell’Istituto si radunano per la foto di rito che accompagnerà il relativo comunicato: “Dopo circa 13 anni dalla pubblicazione dell’ultimo bando per assegnazioni di alloggi popolari e in un momento storico di grande difficoltà – torna a ripetere il sindaco Peppe Cassì – Ragusa torna ad assegnare alloggi popolari.”
Nessuno cita, sul momento, l’impulso dato dall’ultimo Presidente dello IACP, il dr. Salvo Mallia a un attento lavoro per recuperare i ritardi dovuti alla scarsa attenzione dell’assessorato regionale competente per le necessità abitative dell’Ente.
Ma, in quella occasione, veniva fuori qualcosa di strano: tanta enfasi del sindaco nell’annunciare la soluzione dei problemi abitativi per 36 famiglie, ma veniva specificato che gli alloggi necessitavano di interventi anche straordinari di manutenzione, per i quali, comunque, erano state reperite le somme necessarie, pari ad oltre 200 mila euro, e i cui lavori erano in corso. Veniva anche specificato come si era provveduto a semplificare le procedure per consentire agli assegnatari di realizzare lavori di manutenzione da compensare con i canoni di locazione”.
Come è consueto, finita la festa, il silenzio per mesi.
Si arriva alla fine del mese di aprile 2023, in piena campagna elettorale: si viene a sapere che solo qualche alloggio è stato consegnato perché gli assegnatari hanno scelto di provvedere a loro spese alle manutenzioni necessarie, bilanciandole con i canoni mensili dovuti.
Ma la maggior parte degli assegnatari, dopo quasi due anni dal grande annuncio del bando, attendono di prendere possesso degli appartamenti.
Si tratta, chiaramente, di ritardi dello IACP, che sono addebitati alla carenza di personale negli uffici tecnici dell’ente, emerge con chiarezza l’inadeguatezza dei vertici IACP che non sono capaci nemmeno di venire a capo di semplici manutenzioni.
Ma nessuno parla, i vertici IACP, naturalmente, si guardano bene dal sottolineare ritardi dell’assessorato regionale, se ci sono, la loquace comunicazione del sindaco Cassì si ferma quando ci sarebbe qualcosa di negativo da comunicare: del resto è difficile ammettere di aver barato e di aver spacciato per abitabili appartamenti, a quanto pare, inagibili.
Questo, con altri, esempio di amministrazione virtuosa.
Al tempo, si sapeva che le necessità abitative, certificate sulla base della graduatoria ufficiale, fossero di 125 unità.
Invece di pensare a Villa Moltisanti o al Polo Fieristico o a passeggiate a sbalzo sul mare, una amministrazione potrebbe dedicarsi a risolvere le necessità abitative che sono sempre di disagiati economicamente e di fragili.
Se una amministrazione di pseudo destra preferisse ripulire le antiche cave per organizzare eventi, dovrebbe essere un partito come il Partito Democratico a sollecitare scelte diverse e, in subordine, almeno, sollecitare di risolvere queste situazioni scandalose.
Se può essere difficile per il Comune, ma non lo è, costruire 125 appartamenti, di certo sarebbe possibile provvedere alla riqualificazione di 36 alloggi popolari, sostituendosi alle mancanze dello IACP, oppure scagliandosi dignitosamente verso i vertici regionali, cosa che dovrebbe fare anche il Partito Democratico.

Cosa fa oggi Calabrese ? Diffonde la sua nota che appresso riportiamo, fiduciosi che avrà un seguito e non sarà solo archiviata.

Alloggi IACP Ragusa, Calabrese: “Assegnati e mai consegnati veramente, quasi un anno e mezzo di ritardo”

“Il 14 ottobre del 2022, il sindaco di Ragusa presenziava alla cerimonia per l’assegnazione di 36 alloggi popolari da parte dello IACP di Ragusa ad altrettante famiglie bisognose.
Dall’ufficio stampa di Palazzo dell’Aquila un comunicato dai toni entusiastici elogiava la collaborazione istituzionale tra Comune e Istituto perché, citiamo testualmente, “dopo 13 anni dalla pubblicazione dell’ultimo bando per assegnazioni di alloggi popolari e in un momento storico di grande difficoltà Ragusa torna ad assegnare alloggi popolari. Per ben 36 famiglie avere un tetto sulla testa non sarà più una preoccupazione”.

A distanza di quasi un anno e mezzo da quel giorno, oggi possiamo dire con certezza che di quegli alloggi, in realtà, non ne è stato consegnato nemmeno uno”.
Lo denuncia il consigliere comunale del Partito Democratico Peppe Calabrese, segretario cittadino del locale circolo dem.

“Hanno convocato le famiglie – racconta Calabrese – gli hanno chiesto di scegliere gli alloggi, si sono fatti le foto, ovviamente utilissime in campagna elettorale, e alla fine queste persone sono rimaste senza casa.
Ho incontrato alcune famiglie che durante questo periodo non hanno preso possesso degli alloggi, ma sono state in affitto da privati perché, in verità, gli alloggi non sono mai stati consegnati.
La ragione? Non erano pronti, non lo erano un anno e mezzo fa e non lo sono ancora oggi.
Dunque, la campagna elettorale è terminata, il consenso è stato incassato, i cittadini bisognosi sono stati sfruttati e ingannati a dovere: è possibile ora vedere l’autorevole intervento dell’Amministrazione comunale per risolvere questo problema o si è troppo impegnati a posare per le foto da piazzare sulla pagina Facebook del sindaco per ogni occasione?”.
“Si pensa a Ragusa 2043 dimostrando di non avere alcuna capacità di programmazione tanto da dover pagare una società di consulenza – continua Calabrese – e si dimenticano i problemi del quotidiano, si dimenticano i più bisognosi, gli ultimi”.
“Il Comune di Ragusa ‘in sinergia e collaborazione’ con l’IACP sono inadempienti – conclude il segretario del PD – e a tutto ciò devono porre rimedio”.

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