Ragusa, per le europee, il sindaco apparentemente defilato, i ribelli hanno tutti un deputato europeo

Dei dati emergono prepotentemente dall’analisi del voto a Ragusa, considerando anche la provincia.
Fondamentalmente rispecchiato il dato nazionale, ma gli spunti di riflessione ci sono.
Finalmente Fratelli d’Italia rispecchia il trend nazionale e sbanca a Ragusa, con un sonoro 24,40%, 3,027 preferenze dirette a Giorgia Meloni, con il 23,14% provinciale e quasi 11.500 preferenze per la leader.
Il candidato portato dal senatore Sallemi, Giammusso, prevale su Razza, portato da Assenza, ma non serve per la debacle dell’ala romana del partito di governo.
Tiene il Partito Democratico, buono il 18,42% con 14.026 voti di lista, ma il candidato dell’on.le Dipasquale, pur facendo incetta di preferenze, è il primo dei non eletti
Terzo protagonista della contesa, a Ragusa, il rassemblement di Forza Italia, federata con Noi Moderati, su cui convergevano i voti della DC di Totò Cuffaro e di Raffaele Lombardo che sosteneva la Chinnici.
Un rompicapo questa alleanza che ha visto, a Ragusa, e provincia, puntare tutto su Tamajo, tanto da fa pensare che il trascinatore dell’attuale assessore regionale allo sviluppo economico, l’on.le Ignazio Abbate, si sia dedicato prevalentemente, se non esclusivamente, al candidato, per la leadership di Forza Italia in Sicilia che non a Totò Cuffaro, peraltro fra i primi a mostrare attenzione per Tamajo, ma che doveva salvare la faccia sostenendo Noi Moderati e il suo candidato dell’Utri.
Secondo chi scrive, comunque, tutta una strategia di Totò Cuffaro per avere peso in Forza Italia siciliana e, soprattutto, nel governo regionale.
Quanto a quelli che pensano che Abbate possa aver raffreddato i rapporti con Cuffaro ritendo maggiori le garanzie di Tamajo per un assessorato, si può dire solo che in politica tutto è possibile.
Si deve anche osservare che la Chinnici è la seconda più votata della lista, seguita da Dell’Utri, quarto Falcone con 2377 preferenze in tutta la provincia, un risultato esiguo sul totale di 100.000 preferenze ottenute, superato, addirittura, da Bernadette Grasso.
In linea con il dato regionale i 5 Stelle, intorno al 15%, buona la performance di AVS, al 6,17%, delude invece la prestazione di De Luca, da stendere un velo pietoso sui risultati di Lega, renziani e Azione di Calenda.

Ma come si è espresso il capoluogo e quali i riflessi in consiglio comunale e per l’amministrazione?

Come detto, Fratelli d’Italia primo partito, con Giammusso che la spunta, ma di poco, su Razza, sostanzialmente alla pari il peso di Sallemi e di Assenza in città.
Il Partito Democratico si piazza al secondo posto, con un ottimo 22,67%, il pieno delle preferenze per Nicita, sostenuto dall’on.le Dipasquale, 1.192, ma sono da attenzionare anche i 732 voti per la Tilotta e i 719 per Bartolo. Appena considerevole l’apporto per l’eletto Lupo, 449 preferenze.
Nonostante la debacle nazionale, il Movimento 5 Stelle tiene al 17,73% e una analisi delle preferenze farebbe intravedere un impegno determinante del consigliere comunale Firrincieli, che ha sostenuto l’eletto Antoci.
Assai deludente, nel capoluogo, l’esito delle votazioni per Forza Italia – Noi Moderati che avevano il supporto della Dc di Totò Cuffaro e di Raffaele Lombardo per la candidata Chinnici.
Un esercito composito, con vari armamenti, che, alla fine, ha portato le briciole: solo 672 preferenze per Tamajo, nulla se si considera che per conto di Abbate si muovevano almeno tre componenti diverse, solo in consiglio comunale, c’è chi osserva che anche qualche associazione datoriale possa ver dato una mano di aiuto.
Valgono molto di più per Lombardo le 573 preferenze per la Chinnici, e le 456 di Falcone, se non si considera un eventuale sostegno del sindaco Cassì, di cui parleremo appresso.
Un cenno va dato all’alleanza Verdi e Sinistra che ha riportato un ottimo 6,55, deludenti tutti gli altri, la Lega non esite, i deluchiani e i renziani con preferenze da pallottoliere
Il dato emergente è che le opposizioni in Consiglio comunale hanno tutte l’eletto al Parlamento Europeo:
Fratelli d’Italia porta due eletti, e Razza ha avuto un sostegno considerevole, anche se non determinante, a Ragusa.
Lo stesso dicasi per Forza Italia/Noi Moderati/DC/Lombardo che conquista due seggi, Tamajo e Falcone, anche se l’apporto dal capoluogo è stato assai esiguo.
Anche il PD ha il suo eletto che era sostenuto, fra gli altri, a Ragusa, dal capogruppo Calabrese, dicono che, una volta, i rapporti fra il segretario cittadino e l’ex segretario regionale erano più stretti, ma, di certo, Calabrese non ha sostenuto Nicita.
Per i 5 Stelle eletto Antoci che ha avuto un sostegno aperto dal capogruppo Firrincieli, c’è, poi la Lega che ha strappato il seggio con i resti e l’eletto, manco a farlo apposta, a Ragusa, ha ricevuto un sostegno, non di partito ma a livello di amicizia, dal big dell’opposizione consiliare, Gaetano Mauro che, si ritrova, quindi, anche lui, un autorevole riferimento politico.
C’è anche l’ottavo eletto che dovrebbe appartenere all’Alleanza Verdi-Sinistra, potrebbe beneficiarne l’ex sindaco di Palermo, Orlando, dopo una doppia serie di rinunce.
Pochi, in città hanno puntato l’attenzione che, bene o male, tutte le opposizioni, anche quelle all’interno della maggioranza hanno un eletto di riferimento al parlamento europeo.
Restano fuori solo i fedelissimi dell’on.le Dipasquale, ma definirli opposizione è un eufemismo.
Tutto il gossip post elezioni europee è incentrato sulla posizione del sindaco Cassì: da tutti è stato considerato, in campagna elettorale come sostenitore di Falcone, numerosi i rumors all’interno della giunta, dalla quale sono arrivate conferme dell’espressione del sindaco sulla sua preferenza, e all’interno del cerchio magico da dove sono arrivate conferme di una cena allargata, con Falcone, a Ragusa, in campagna elettorale.
In ogni caso dell’appoggio a Falcone se ne parlava e il sindaco non si è per nulla preoccupato di smentire, per la cronaca aveva anche manifestato vicinanza a Lombardo, altro sostenitore della stessa lista, mentre non aveva avuto nessun rapporto con gli incontri dell’on.le Abbate, che pure lo aveva sostenuto in campagna elettorale.
Ad urne chiuse, molti, soprattutto fra gli addetti ai lavori, sono andati a verificare di che entità fosse stato il sostegno del primo cittadino e non hanno trovato nulla di considerevole.
Molti lo considerano come un flop epocale di un eventuale appoggio, la mancanza di dichiarazioni ufficiali in merito, potrebbe consentire a Cassì di dire che non è un perdente, non avendo mai partecipato, come sostenitore, alla contesa.
Ci può stare, nonostante i rumors sul sostegno acclarati da molti assessori della sua giunta, ma, se così fosse, risulterebbe un sindaco totalmente isolato politicamente, in rotta con Fratelli d’Italia, con Forza Italia, teoricamente, anche con De Luca che fa parte della sua coalizione di maggioranza, con il PD, al netto delle recenti vicinanze per il PRG, con i 5 Stelle
Un altro elemento di ribasso per le quotazioni della città.

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