“San Francesco nell’arte”, con l’architetto Giliberto, ha chiuso i festeggiamenti in onore di San Francesco, a Ragusa

Con l’ottava di San Francesco si sono conclusi i festeggiamenti del Santo Patrono d’Italia, ai Cappuccini di Ragusa con la partecipata conferenza su San Francesco nell’arte dall’arcaico al periodo Barocco .
Chiesa gremita, anche nella tarda serata, nel pieno rispetto delle norme anticovid, che ha ospitato la Dia-proiezione commentate dall’arch. Salvo Giliberto sulle rappresentazioni pittoriche più importanti nel corso dei secoli che hanno interessato il diacono e fondatore dell’Ordine che da lui poi prese il nome.

Si è potuto apprezzare l’ excursus storico/stilistico che ha interessato San Francesco fin dalla prima rappresentazione – con il poverello d’Assisi ancora in vita – ad opera di un fraticello del convento di Subiaco (affresco del 1224-ancora esistente) per completare con opere di Caravaggio Guido Reni, Luca Giordano, ovvero pittori italiani eccellenti.

I capolavori proposti non riguardavano solo opere realizzate in Italia ma anche in campo Europeo, come i ritratti di Jan van Eyck, di Jusepe de Ribera, di Bartolomeo Esteban Murrillo, di Francisco de Zurbaran (considerato il Caravaggio spagnolo).

Il tutto impreziosito, oltre che dalla spiegazione di questi capolavori pittorici, anche non trascurando l’esaltazione del “francescanesimo” e dei suoi principi cardine ancora attualissimi: l’umiltà , l’obbedienza ,la povertà ,la fratellanza.

L’iconografia di alcuni capolavori ha permesso di riprendere infatti, molte tematiche ancora attualissime come il “memento mori e la vanitas”, intesa come vacuità e precarietà della vita di fronte alla certezza e ineluttabilità della morte e sulla caducità del destino umano .
In pratica i lavori proposti hanno rappresentato un perfetto riassunto dell’insieme dei valori tradizionali dell’ordine francescano, caratterizzato dalla persecuzione di una vita umile e dedicata al prossimo, ai più deboli, ai poveri.

L’Architetto Giliberto ha dichiarato che, dopo aver cercato di sensibilizzare generazioni intere di studenti, ora, essendo un po’ più libero, spera di far appassionare alle opere d’arte quanti più genitori e nonni di quei ragazzi e gli interessati che lo volessero. Convinto che chi semina, prima o poi, raccoglierà auspicando che la raccolta si concretizzi nell’ampliare il rispetto e la conoscenza verso il patrimonio artistico che anche a Ragusa e in provincia è incommensurabile, seppur ancora, purtroppo, poco conosciuto.

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